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Saturday, January 31, 2004

Per uscire con le pierine l'altra sera, ho mancato la prima riunione dei genitori dell'asilo di Giacomo e Davide, quella in cui si decidevano le parti che avremmo impersonato nello spettacolo della "Festa della famiglia" il prossimo marzo.
ERRORE (anche se senza rimpianti perchè una serata con le pierine è sempre una serata con le pierine...).
Ieri ho chiesto alla direttrice dell'asilo che parte mi sia stata assegnata e sorpresa, sorpresa sarò.....la mamma dei tre porcellini!!
Aaarggghhhh! neanche nella fiction riesco a scrollarmi di dosso questo ruolo.
Speriamo almeno che il lupo lo faccia un gran pezzo di figo.

Thursday, January 29, 2004

Questa è stata una GRAAAANDE giornata.
Una giornata molto profumata, per cominciare.

E poi .... una grande magia! Non credo si ripeterà mai più.
Tutti, dico tutti, sorridevano oggi in ufficio.

A. non se ne va più.
E' stata coraggiosa e mi sento molto orgogliosa di lei.
Doveva cominciare questo lunedì il suo nuovo lavoro - in una prestigiosa università.
Ma ha mandato tutto a gambe all'aria e ha deciso di restare con noi.

Sorrideva lei, sorrideva J. (radiosa), sorrideva MT(commerciale brontolone ma lungimirante), sorrideva perfino AP che non ho mai visto sorridere in due anni (nonostante - dio ti ringrazio - sia stato appena silurato). In totale sorridevano circa 20 persone - me inclusa.
Sorrideva anche l'ing. Y. Infatti, gongolava l'ing. Y, ma era l'unica nota stonata perchè lui, che si crede omnipotente, in realtà non ha giocato alcun ruolo in tutta questa faccenda, se non quello di deterrente.
E poi, sorrideva l'ing. X, diretto capo di A.; era estasiato. E ne sono stata contenta, perchè se lo merita, di vedere persone che dicono no a qualcosa di allettante - e A. non è la prima ad averlo fatto - in nome di un progetto comune entusiasmante.

Insomma, oggi, come in una fiaba, ho visto vincere la lealtà, l'ideale, il coraggio e, soprattutto, l'intuizione.
Mi ritengo fortunata. So che sarà difficile che capiti di nuovo.

Postilla 1: non ho mai fumato in un bagno, neanche al liceo....

Postilla 2: questo di me hanno detto le mie amiche alla fine della serata "Valentina è un mito....riesce ad essere mamma e zo***la allo stesso tempo". Io ho riso, perchè mi fa crepare dal ridere l'idea che qualcuno pensi che una come me, con tre figli, un marito e un lavoro, possa concedersi il lusso di non prendere sul serio quello che le accade nella vita.

P.O.S.H. = port out starboard home = il ponte della nave che, andando in India, era il più fortunato, quello dove il sole scaldava nelle ore giuste, per garantire la giusta abbronzatura, senza scottature, giusto quel tanto che bastava ad abituarsi alle calure colonialistiche = posh. Comune termine inglese per indicare qualcosa un po' sosfisticato ed esclusivo.
Così si paventa di essere il ristorante in cui sono stata questa sera, ma è evidente che il proprietario, brianzolo, raramente faccia incursioni a Milano per confrontarsi con la concorrenza.
La gestione stasera ha fatto innumerevoli errori di forma e sostanza (leggi misunderstanding del quasi 30% sul conto - errore umano o truffa???) di cui forse qualcuno parlerà su un altro blog.
Però glieli perdono tutti. Perchè la domanda "scusi, si può fumare?" e la risposta "non qui, ma il bagno è attrezzato" mi hanno regalato una delle più belle risate dei miei ultimi 10 anni, credo.
Quella che mi sono fatta con le mie amiche, seduta praticamente su un lavandino, con portaceneri e deodoranti tutt'intorno (...le attrezzature, indeed...) programmando un week end a Berlino (o a Barcellona, ma io preferisco Berlino) in sostituzione di un week end a sciare.
Bè, insomma, siamo tutte persone serie, generalmente,...ma quando c'è vò, c'è vò....

Tuesday, January 27, 2004

Cito:

"One of the most amazing things about having children is that it enables you to have the same loving memories as another person: you can summon the same past. Two flashbacks with but a single image: is that as good as two hearts that beat as one?"

Monday, January 26, 2004

Il compleanno di Giacomo e Davide oggi ha segnato una svolta cognitiva in Marta.

Marta: "mamma, perchè di me ce n'è una sola e di Giacomo e Davide ce ne sono sue identici??"
Io: "tesoro, dopo 4 anni sono ancora qui a domandarmelo..."
Marta: "mamma, ma i bambini escono dalla patatina o dal culetto?"
Io: "ehmmm, tesoro, hai visto come nevica fuori?"

Non sono pronta. Semplicemente non sono pronta.

Cosa avrei dovuto rispondere?
Il "culetto" è fuori discussione, perchè:
1 - è una bugia, e i genitori non dicono MAI bugie
2 - Marta è stitica e devo stare attenta a non peggiorare la situazione

La "patatina" è soggetto delicato, perchè:
1 - troppo pericolosamente vicino alla domanda successiva (me la sentivo già nelle orecchie...) "ma come fa la testa di un bambino a passare dal buchino della pipì?"
2 - essendo stitica, Marta spesso soffre di cistiti

Insomma, dopotutto, la bambina ha solo 6 anni....
Suggerimenti?

Sunday, January 25, 2004

A. assomiglia un poco a Julia Roberts, ha 26 anni - credo - e gioca a pallavolo. E' innamorata del suo ragazzo e del suo gatto. Non mette mai le gonne perchè dice di avere le gambe grosse (non è vero) e porta sempre le foto in ufficio dopo una vacanza. Si arrabbia raramente e quando lo fa diventa solo silenziosa e un po' secca. Per tutto il resto del tempo che l'ho vista in ufficio in questi quasi 5 anni è sempre stata allegra e piena di antusiasmo. A. osserva e non fa biechi pettegolezzi alla macchinetta del caffè. E' lucida e non si fa mettere in soggezione da nessuno.
A. voleva crescere in azienda ma è una segretaria troppo affidabile e l'azienda ha bisogno di una segretaria affidabile.
Così A. adesso se ne va. Mi mancherà perchè ci mettevamo allegria con i nostri scherzi un po' volgari e ci rincuoravamo con le nostre occhiate d'intesa oltre i video dei computer e alle spalle di certe acidità.
So che è una ruota che gira dove un'azienda forma una persona perchè vada a lavorare meglio altrove.
Però questa volta mi dispiace proprio.

Thursday, January 22, 2004

Sto sviluppando un'idiosincrasia per quei genitori che si riferiscono alla scuola dei propri figli - in genere privata e costosa - come ad un "investimento".

Wednesday, January 21, 2004

So far so crap.
Gran giornata di merda.
Ha chiamato il capo: non posso rifiutarmi di fare un certo lavoro che negli ultimi 10 anni è stato fatto da una mia collega (che se continuasse a farlo lei, lo farebbe molto meglio di me). Va bè, era l'Ing. X, il capo-buono (versus l'Ing. Y, capo-cattivo), quindi mi rassegno
Ha chiamato la banca: non posso più usare il bancomat. Meno male che ho 50 euro in contanti nel portafoglio....basteranno fino alla fine del mese?
Ha chiamato l'asilo: non posso continuare a far finta che Giacomo e Davide non abbiano la diarrea. "Signora, li venga a prendere!"
Ha chiamato la mamma: non posso esimermi dal portare i bambini a salutare gli zii di Roma in visita
Ha chiamato Glenda: non posso aspettarmi che continui a lavorare per noi per soli 7.75 euro all'ora

Adesso spengo il cellulare. Ma il fisso, chi lo controlla?
Le 4 del pomeriggio è troppo presto per un bicchiere di vino?

Monday, January 19, 2004

Vorrei ringraziare ufficialmente Esselunga per le sua patatine fritte surgelate BIO "buone anche al forno". Si friggono in 4-5 minuti, sono abbastanza buone, ma soprattutto cambiano l'umore dei miei figli così magicamente da ingelosirmi.

Sunday, January 18, 2004

Stazione Centrale. Io e Marta mano nella mano tutte eccitate perchè andiamo a Roma, io e lei da sole, per il weekend. Marta non ricorda la sua prima volta in treno, per cui è la sua prima volta. Eurostar.
Siamo un po' sperdute perchè non capiamo da che binario il treno parta, e così lo è la signora che ci si aggrega.
Classica nonna, col contegno da nonna, con la borsa da weekend di una nonna che va a trovare i suoi nipotini.
Marta è saltellante di gioia, ma è anche un po' ansiosa "mamma, ce l'hai il biglietto?", "mamma, hai timbrato il biglietto?", "mamma, ma lo sai che treno prendere?" (io - ooppsss - no tesoro, hai ragione, timbriamolo...)
La nonna, per fare conversazione, a voce alta:" speriamo che almeno questa volta sia un buon viaggio...l'ultima volta all'andata hanno fermato il treno per una bomba, al ritorno hanno fermato il treno per un suicidio!"
Marta, al rallentatore, si gira verso di me con lo sguardo interrogativo e atterrito "mamma, ma sei SICURA di voler andare a Roma?".
Io mi giro verso la nonna "ma sei scema???" e la lascio al binario sbagliato.

Saturday, January 17, 2004

C'è niente di peggio che salutare una tua amica "quasi coetanea" e sentirsi rispondere "salve" dai suoi amici ("veri coetanei") che siedono al tavolo con lei?

C'è niente di peggio che dire all'insegnante di danza di Marta "va bè, và, diamoci del tu.." e sentirsi rispondere "non ce la faccio, signora..."????

Quand'è esattamente che sono diventata una "signora"????
AAAArrrrgggghhhhh!!!!

Friday, January 16, 2004

Stamattina ho accompagnato i miei figli a scuola. ERRORE. Mai rompere la routine dei bambini. Se è il papà che li accompagna e che ogni mattina li lascia sorridenti in classe, così deve essere e basta.
Ma per una volta che mamma può, la gioia e l'eccitazione si trasformano in disperazione al momento del distacco; l'improvvisa consapevolezza che mamma può solo ogni tanto si concentra tutta nel momento del bacino ed erompe in un solo urlo (anzi, due separati all'unisono - mai dimenticarsi di rispettare le singole individualità, se hai dei gemelli). Così sono uscita dall'asilo lasciandomi dietro 4 manine tese che cercavano di riacchiapparmi e 4 occhi che spruzzavano lacrime strazianti.
B***rdi!! Tanto lo so che fra due minuti giocherete tranquilli e a me non penserete più. Tanto lo so che a 18 anni mi darete il vattene e dei miei bacini avrete imbarazzo...
Quindi me ne esco dall'asilo senza sensi di colpa, per bilanciare quando voi ve ne andrete di casa lasciando me sulla porta con le mani tese ed imploranti.

Poi accompagno Marta, la quale con occhio ansioso ogni due passi mi chiede "mamma, quanto tempo ho?".
Mi sorge il dubbio che il papà la mattina esca sempre in ritardo. Mi faccio un'esame di coscienza e capisco che è ora che mamma si alzi un po' prima la mattina (sigh!)

Monday, January 12, 2004

Mi devo sforzare di non dimenticare mai di insegnare a Marta (6 anni) che deve farsi strada nella vita, ed essere "assertive" (*) (molto più di sua madre - cioè me) senza però dimenticare di rimanere dolce e flessibile, femminile ed equilibrata nel giudizio e nelle reazioni.
Difficile l'obiettivo, considerando che al momento attuale, mi sembra che le donne che lavorano ottengano rispetto soprattutto quando mimano l'uomo che lavora. Con risultati, la maggior parte delle volte, patetici.
Non c'è niente di più triste in ufficio che vedere una giovane manager, recentemente mamma, tutta irrigidita in posture autoritarie che annaspa cercando di affermare un potere che sarebbe molto più potente e (cosa ancora più importante, più efficace) se espresso con la calma e con la pazienza e l'entusiasmo che, chi più di una madre, potrebbe infondere.

(*) prima che qualcuno pensi che sono una snob orrenda e che faccia cadere qua e là qualche termine inglese giusto per darmi un tono, avverto che mio marito è inglese, io ho vissuto per alcuni anni a Londra, l'inglese è la lingua parlata in famiglia, ho doppia nazionalità e mi spiace ma non ce n'è.... a certe volte l'inglese suona meglio, semplicemente...

Sunday, January 11, 2004

Novanta centimetri. La pila della biancheria da stirare. L'ho misurata in un un raptus di razionalizzazione, perchè uno dei miei buoni propositi per il 2004 è di essere più ordinata e più organizzata.
L'ho sbirciata più di una volta oggi, passando nella stanza dei giochi. Mi sa che le ho pure parlato....ma non ne sono certa.
Sempre alta uguale, appena reclinata verso il muro che la sostiene.
Tutta roba asciutta di bucati che ho steso dopo le vacanze. Io odio stendere i bucati e quelli di una famiglia di 2 adulti (che si cambiano troppo) + 3 bambini sono come quelli dei 7 nani. Calzini piccoli e troppo corti che continuano a scivolare dallo stendino, canottierine, magliettine, tutto ino, che ci metti un secolo a svuotare il catino, che ci mette una vita ad asciugare. Così poi c'è un altro catino vicino allo stendino con la roba bagnata in coda ad aspettare che si liberi il posto. Di solito finisce sui caloriferi.
Ma l'altro mio buon proposito per l'anno nuovo è di non farlo mai più, di mettere il bucato sui caloriferi. Con queste premesse, come si fa ad essere ordinati?
E comunque, come faceva Biancaneve ad essere sempre così serafica?
E' perchè non lavorava?

Il cellulare bippa. Ossignur che emozione....(ci sono solo due persone che mi mandano sms...). Non posso crederci. Il più trendy dei miei amici, il più visual designer di tutti loro ci invita a cena, anzi, sorry, ad una "polentata" a casa sua, all'Isola (e dove se no?) a Mi-la-no!!
Venderei mia madre per una botta di vita così, e infatti la vendo (ai miei figli che dormono da lei).
La prima cosa che vedo varcando la soglia è un ombelico; lì col suo contorno ben definito e i jeans che lasciano intravedere il pube e subito penso di aver fatto bene a scegliere il mio vestitino nero, attillato col collo alto che nasconde ma lo so che mi fa sexy (va bè, sono all'antica, ma il giusto nascondere secondo me lascia ancora spazio alla fantasia). E dopo aver varcato la soglia un coro "Valentina!!! Ce l'hai fatta!!!" e io penso "a far chè? non è che poi io sia tanto dimagrita dall'ultima volta....." Aah, loro intendono "a lasciare i figli alla baby-sitter.." e io vorrei urlare "embè, mica sarà una gran cosa: basta che mi invitiate e io la chiamo, la baby-sitter!" (chissà perché chi non ha figli esclude di default chi ne ha).
Comunque, come entro, penso al mio blog, perché non conosco praticamente nessuno, mentre ci sono un sacco di cose che nel mio blog starebbero benissimo. La cucina tutta acciaio, open space (naturalmente) ma col fratino di legno antico che dà un tocco di tradizione; la scritta al neon "long drinks" (accesa, naturalmente) appoggiata sul pensile, la macchina da caffè Faema, proprio da bar, vicino alla vetrinetta da croissant (proprio come nei bar) ma usata per tenere le tazzine. I divani bianchi e le poltrone, bianche....dio voglio tornare subito a casa, sono finita direttamente nella pubblicità della Lavazza e adesso mi spuntano fuori Bonolis e Laurenti a giudicare i miei pensieri illeciti (o sono solo invidiosa perché il divano bianco in casa mia è fuori discussione).
Mangio la mia polenta ma è un palese errore perché la pancia mi si gonfia un poco e adesso si vede il segno dei collant sotto al vestitino nero attillato (non sono più sexy).
Mi cade l'occhio sulla vetrinetta dei bicchieri. Grandi bicchieri da vino trendy e lì vicino, all'interno, qualcuno ha appiccicato un post-it, in modo casuale. Sopra c'è scritto qualcosa tipo "offrire cibo è alimentare l'intelligenza, non lo stomaco". Ah.

Alla fine mi diverto. Tutte queste donne bellissime (commento di mio marito: "tiny bellies, big noses" - a pensarci bene ha ragione) e tutti gli uomini così così (mia solita fortuna). C'è una porta nel salotto, non è una porta, è una porta di una cella frigorifera, come dai macellai: sarà quello il bagno? (...mi scappa la pipì...). No, è solo lo sgabuzzino, il bagno è di sopra. Vado di sopra. Il soppalco. La prima cosa che vedi è una Lambretta, parcheggiata lì, di quelle con due sedili separati - sul soppalco! più in là c'è parcheggiata una comune bicicletta. Più in là ancora il bagno che mi delude per la sua banalità, un semplice cesso dove dei semplici milanesi fanno quello che si deve fare. Stasera ho conosciuto Nausicaa e Lucido e tanti altri ombelichi. Però ho anche parlato con la mia amica A e abbiamo organizzato che io e lei e la nostra amica M un sabato di gennaio andremo a sciare a (...TOP SECRET!) con l'unico scopo di fare le galline nei rifugi (e andremo con la Mercedes coupè prestata da M).
Insomma abbiamo tutte un po' bisogno di sognare.....

Ho deciso di bandire la nostra casa agli ospiti malati. Non è la prima volta che succede: arriva l'ospite col suo carico di batteri, ti si piazza sul divano della sala sotto la copertina, non aiuta e partecipa poco, gli devi cucinare in bianco e passi giorni d'inferno a cercare di farlo sentire meglio mentre ti aspettavi che fosse lui a regalarti qualche momento di sollievo.
Poi l'ospite se ne va, bello riposato, bello "ricostituito" e dopo un giorno io vedo i miei figli cadere uno a uno (ma non insieme…: degenza totale circa10 giorni = la durate delle vacanze natalizie) e poi il marito (che è sempre il peggiore, quando malato). Con la mia solita fortuna, io sono sempre l'ultima ad ammalarmi, quando sono finite le medicine.....

Mia cognata, con quel tono perentorio tutto inglese che non lascia spazio a dubbi e con orgoglio misto a un non so che di conoscenza scientifica dichiara "io bevo un litro e mezzo di succo d'arancia al giorno (riferendosi a quello "a base di succo concentrato senza zucchero aggiunto", non alla spremuta). E' perché non mangio frutta." Ah.
Questa è la stessa donna che una sera andando a letto si è portata in camera un bicchiere di vino (giuro che era vino!) da tenere sul comodino. Aaaarrrrrrgggghhhh!!!

Giacomo - riferendosi al laptop dell'ufficio che mi sono portata in vacanza (versus il pc che sta a casa): "mamma, ma perché tu hai due computer? Le femmine non devono avere due computer…"
Io: "Giacomo, amore, vieni qui che mamma ti deve spiegare due o tre cosette...."

Saturday, January 10, 2004

I casi della vita. So a mala pena usare Word ed Xcel ( e decisamente non so crearmi un account di posta elettronica) e un giorno, dal niente, mi arriva questa proposta: di tenere un blog. Un che???

Io ho imparato ad usare gli SMS circa 6 mesi fa grazie ad una mia cara amica la cui stima ancora non riesco a credere mi sia stata accordata - lei si riconoscerà in queste righe. Faccio parte di quella categoria che non voleva il cellulare. Ho litigato col marito quando lui me l'ha regalato, all'ottavo mese della mia prima gravidanza. Da quel giorno sono passati tre anni prima che imparassi a memoria il mio numero di telefono.
Entro in panico se qualcuno mi manda un documento zippato; mentre lo apro fremo ancora come un'adolescente al suo primo appuntamento e quando me lo trovo lì, sul video, dentro dentro sono ancora scossa da brividi di stupore per il progresso tecnologico e di orgoglio per le mie capacità.

Va da sé che coi miei colleghi fingo una sicurezza da hacker. Lavorare part-time è di per sè un suicidio professionale, almeno che sia un suicidio con classe.
Però c'è una cosa che so fare bene. Sono eccezionale a far credere a tutti che fare dei figli di questi tempi, in questo paese, in questa particolare congiuntura socio-economica sia una passeggiata. In realtà non ci crede nessuno, ma mi sono allenata così bene che almeno devo cascarci io stessa.
Così adesso tengo questo blog. E siccome questa è la prima volta che mi capita l'occasione di poter dedicare qualcosa a qualcuno, non riesco a trattenermi. E lo dedico:

* A chi è infedele (e traditore) e a chi è fedele (e cieco)
* A chi è incoerente (e manca di coraggio) e a chi è coerente (e manca di fantasia)
* A chi non ha un minuto per se stesso
* A chi non si sa prendere sul serio
* Ma sopra, sopra tutto è dedicato a chi non ha figli.

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