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Sunday, January 11, 2004

Il cellulare bippa. Ossignur che emozione....(ci sono solo due persone che mi mandano sms...). Non posso crederci. Il più trendy dei miei amici, il più visual designer di tutti loro ci invita a cena, anzi, sorry, ad una "polentata" a casa sua, all'Isola (e dove se no?) a Mi-la-no!!
Venderei mia madre per una botta di vita così, e infatti la vendo (ai miei figli che dormono da lei).
La prima cosa che vedo varcando la soglia è un ombelico; lì col suo contorno ben definito e i jeans che lasciano intravedere il pube e subito penso di aver fatto bene a scegliere il mio vestitino nero, attillato col collo alto che nasconde ma lo so che mi fa sexy (va bè, sono all'antica, ma il giusto nascondere secondo me lascia ancora spazio alla fantasia). E dopo aver varcato la soglia un coro "Valentina!!! Ce l'hai fatta!!!" e io penso "a far chè? non è che poi io sia tanto dimagrita dall'ultima volta....." Aah, loro intendono "a lasciare i figli alla baby-sitter.." e io vorrei urlare "embè, mica sarà una gran cosa: basta che mi invitiate e io la chiamo, la baby-sitter!" (chissà perché chi non ha figli esclude di default chi ne ha).
Comunque, come entro, penso al mio blog, perché non conosco praticamente nessuno, mentre ci sono un sacco di cose che nel mio blog starebbero benissimo. La cucina tutta acciaio, open space (naturalmente) ma col fratino di legno antico che dà un tocco di tradizione; la scritta al neon "long drinks" (accesa, naturalmente) appoggiata sul pensile, la macchina da caffè Faema, proprio da bar, vicino alla vetrinetta da croissant (proprio come nei bar) ma usata per tenere le tazzine. I divani bianchi e le poltrone, bianche....dio voglio tornare subito a casa, sono finita direttamente nella pubblicità della Lavazza e adesso mi spuntano fuori Bonolis e Laurenti a giudicare i miei pensieri illeciti (o sono solo invidiosa perché il divano bianco in casa mia è fuori discussione).
Mangio la mia polenta ma è un palese errore perché la pancia mi si gonfia un poco e adesso si vede il segno dei collant sotto al vestitino nero attillato (non sono più sexy).
Mi cade l'occhio sulla vetrinetta dei bicchieri. Grandi bicchieri da vino trendy e lì vicino, all'interno, qualcuno ha appiccicato un post-it, in modo casuale. Sopra c'è scritto qualcosa tipo "offrire cibo è alimentare l'intelligenza, non lo stomaco". Ah.

Alla fine mi diverto. Tutte queste donne bellissime (commento di mio marito: "tiny bellies, big noses" - a pensarci bene ha ragione) e tutti gli uomini così così (mia solita fortuna). C'è una porta nel salotto, non è una porta, è una porta di una cella frigorifera, come dai macellai: sarà quello il bagno? (...mi scappa la pipì...). No, è solo lo sgabuzzino, il bagno è di sopra. Vado di sopra. Il soppalco. La prima cosa che vedi è una Lambretta, parcheggiata lì, di quelle con due sedili separati - sul soppalco! più in là c'è parcheggiata una comune bicicletta. Più in là ancora il bagno che mi delude per la sua banalità, un semplice cesso dove dei semplici milanesi fanno quello che si deve fare. Stasera ho conosciuto Nausicaa e Lucido e tanti altri ombelichi. Però ho anche parlato con la mia amica A e abbiamo organizzato che io e lei e la nostra amica M un sabato di gennaio andremo a sciare a (...TOP SECRET!) con l'unico scopo di fare le galline nei rifugi (e andremo con la Mercedes coupè prestata da M).
Insomma abbiamo tutte un po' bisogno di sognare.....

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