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Monday, January 12, 2004

Mi devo sforzare di non dimenticare mai di insegnare a Marta (6 anni) che deve farsi strada nella vita, ed essere "assertive" (*) (molto più di sua madre - cioè me) senza però dimenticare di rimanere dolce e flessibile, femminile ed equilibrata nel giudizio e nelle reazioni.
Difficile l'obiettivo, considerando che al momento attuale, mi sembra che le donne che lavorano ottengano rispetto soprattutto quando mimano l'uomo che lavora. Con risultati, la maggior parte delle volte, patetici.
Non c'è niente di più triste in ufficio che vedere una giovane manager, recentemente mamma, tutta irrigidita in posture autoritarie che annaspa cercando di affermare un potere che sarebbe molto più potente e (cosa ancora più importante, più efficace) se espresso con la calma e con la pazienza e l'entusiasmo che, chi più di una madre, potrebbe infondere.

(*) prima che qualcuno pensi che sono una snob orrenda e che faccia cadere qua e là qualche termine inglese giusto per darmi un tono, avverto che mio marito è inglese, io ho vissuto per alcuni anni a Londra, l'inglese è la lingua parlata in famiglia, ho doppia nazionalità e mi spiace ma non ce n'è.... a certe volte l'inglese suona meglio, semplicemente...

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