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Thursday, February 12, 2004

Aprendo la porta del Movida, ieri sera, è stato come negoziare un aumento di stipendio: grande insicurezza e faccia tosta.
La terrazza fitta fitta di blogger e io che a malapena conosco il significato della parola blogger e che certamente non ne avevo mai incontrato uno prima.

E di sicuro non mi ha aiutata una delle prime domande che mi sono state rivolte..."tu su che metablog sei?" (o qualcosa del genere). Io che??? (Grazie a mafe e vanz per il supporto tecnico).

Antenne ritte per la prima oretta, cerco di sintonizzarmi su queste nuove frequenze di comunicazione.
Per esempio, mi coglie impreparata una crisi d'identità. Come mi chiamo?
Se mi presento come Valentina, colgo un lampo d'incertezza negli occhi dei miei interlocutori.
Oppsss... ho sbagliato... non mi riconosce nessuno, qui si aspettano il nome del blog ma

1) anche se ve lo dico non mi riconoscereste lo stesso (sono una nuova, io, .... e comunque ho ancora quel certo pudore)
2) mammapersbaglio, così da solo, mi sembra uno sgarbo: io non sono un blog.

Quindi, riflettendoci, trovo il giusto compromesso (ma ora è troppo tardi, come quando una frecciatina di qualcuno ti coglie impreparata e solo dopo ti viene in mente la risposta brillante che avresti dovuto dare):
"Piacere, Valentina Mammapersbaglio" (Mammapersbaglio di cognome - in fondo una volta ho sentito di qualcuno che si chiamava Lastronza di cognome...).

Sono totalmente confusa. Mafe indica un ragazzo appena arrivato dicendo "quello è uno da abbracciare" e io penso "quel blog non l'ho ancora incrociato". In realtà era Zu e quello di Mafe era solo un complimento.

Poi, questo fatto surreale di stringere la mano a qualcuno e dopo soli pochi minuti, sentirsi in diritto di chiedere " allora Standby, con questo pseudo-moroso come la mettiamo?..." (roba che se chiedi una cosa così ad un tuo conoscente in normali circostanze ti prendi un "che cazzo vuoi").

Poi, osservare con occhi da neofita tutti gli altri intorno e capire come anche le piccole comunità non possano sfuggire le stratificazioni sociali... ci sono le blogstar, c'è chi è splinder e chi blogger (grazie di nuovo a mafe e vanz, intuisco che mi abbiate messo nella categoria giusta...), c'è chi non c'entra niente ma vuole c'entrarci costi quel che costi.

Io credo che leggere blog altrui sia un po' come ascoltare la radio.
Per questo ero un po' timorosa di associare volti a url.

Però, sono contenta di aver parlato con Standby, Zu, Falsoidillio, Squonk.

Gli altri, spero alla prossima occasione, perchè comunque mi sono talmente divertita che alla prossima occasione ci sarò senz'altro.

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