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Monday, February 09, 2004

...Mi sa che questo finirà per essere un post un po' sdolcinato...

Oggi pomeriggio, dopo alcuni mesi, sono finalmente riuscita a guardare Marta per tutta la durata della sua lezione di danza.

Quando Marta mi ha chiesto di fare danza classica aveva 4 anni e a me è venuto il latte alle ginocchia.
Io non sono un tipo lezioso e l'idea di mia figlia in tutù rosa che cammina coi piedi piatti e da papera delle ballerine e che passa il tempo a rimirare nello specchio ogni più piccolo movimento, era troppo stucchevole.
Però sono figlia di una generazione che poteva fare solo quello che volevano i genitori e quindi le ho lasciato fare quello che mi chiedeva.

Tre anni dopo - oggi - me ne sono stata seduta lì, su un guscio di zucca di plastica che fa pandant con un tavolino/zucca che la scuola di ballo (bravi!!!) mette a disposizione perchè i fratellini e le sorelline più piccoli giochino, a guardarla.

Body turchese, calze rosa, scarpette, capelli raccolti (troppo di fretta da sua madre - una ciocca le cade e lei se la deve mettere dietro l'orecchio di continuo, aggiungendo un ostacolo extra ad esercizi che già a me sembrano impossibili).
Mento alto e fiero, schiena dritta, le mani che ogni dito sembra avere una funzione precisa nella sua posizione aggraziata.
Lo sguardo dritto e fisso davanti, concentrato e determinato.
Su un pezzo di solo pianoforte, Marta comincia a spiccare salti, uno dietro l'altro.
Verso l'alto e poi giù, atterra, con i piedi ogni volta in un'angolazione diversa, per ogni angolazione un nome francese che non conosco ma lei si.
E' ancora un po' cicciotta, ma si intuisce la curva di come saranno i suoi fianchi (ahinoi...). I movimenti ancora un po' impacciati, come è giusto che sia a 7 anni.

A me sembrava un film, ogni salto un flashback.
Io nel bagno dell'ufficio a fissare felice ma sgomenta la linea decisamente blu del test di gravidanza, mio padre che piange di gioia alla notizia, di nuovo io con lei, neonata urlante, che fisso le scale ripidissime del nostro cottage inglese e penso "che faccio, la butto giù e poi dico che è stato un incidente?". E tutte quelle altre volte che l'ho guardata pensando "com'è che tu esisti e io sono tua madre, esattamente?? ti è andata male, piccola mia, in realtà sono io la bambina, sono una madre per sbaglio...". Mi sono sempre domandata perchè siano capitati a me tre figli, di cui due gemelli - quindi c'era proprio un'intenzione da qualche parte, dico io - e non, per esempio, a mia cugina che ama ricamare, fare la pasta sfoglia a mano e le coperte di patchwork....

Oggi però il suo sguardo determinato mi ha fatto sentire serena.
E' sì una bambina, ma i miei occhi si ingannano a vederla sempre come una bambina che chiede soltanto e che dipende da me.
Non so bene come, ma è diventata una persona che sa quello che le piace, che sa concentrarsi per ottenerlo e che sa divertirsi.

Ce la sa fare anche senza di me, perchè io certo di saltare così non ne sarei mai capace.

...va bè, adesso la smetto di fare la sdolcinata e mi ripiglio....

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