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Monday, February 02, 2004

Ho il cervello in pappa.
Mi sa che sono stata troppo ambiziosa quando a settembre, durante una riunione generale in cui l'ing Y si è dimenticato di citarmi nell'organigramma, ho deciso di smettere di mettermi i jeans per andare in ufficio.
Quattro mesi dopo mi trovo, è vero, con un cospicuo aumento di stipendio, ma anche con così tante cose da fare e da pensare che vorrei scomparire dalla faccia della terra.
Tipico di me, decidere che è ora di rivoluzionare la mia vita, ottenere quello che voglio e poi lamentarmi di averlo fatto. Mi odio per questo, perché è così tipicamente femminile.... E non sono neanche nella settimana pre-mestruo, quindi la situazione è grave.

MT è sempre più arrabbiato con me. Oggi non ho mostrato le palle abbastanza nei vari meeting, ha detto. Ha detto che ha bisogno del mio lavoro e che gli altri lo riconoscano, e che devo scantarmi, farmi valere, farmi sentire. Insomma, ha detto un sacco di cose, con l'intento di spronarmi e di motivarmi. Ma siccome non mi conosce non sa che il modo in cui le ha dette, invece di aiutarmi a uscire dal mio guscio di imbarazzo e insicurezza, mi ha catapultato in opposta direzione. Ho i suoi occhi puntati addosso e una gran voglia di nascondermi (e non è neppure il mio capo...), come sempre quando qualcuno mi osserva.

Sta accadendo tutto troppo in fretta.
Io non ho il tempo che ha lui e la maggioranza degli altri, di guidare la macchina verso l'ufficio pensando a strategie e a come metterle in atto. Io in macchina penso ad amenità come la consistenza della popò dei miei figli per decidere il menù serale e la conseguente spesa da farsi in tutta fretta prima di ritirarli da scuola. O a come recuperare i 3000 euro che mi servono per placare i creditori più immediati. O a come trovare il tempo per recuperare nuovi clienti per il business di mio marito. O a come e quando accontentare mia mamma che vuole passare un pomeriggio a fare shopping con me ("vedo solo i tuoi figli.... ma non dimenticarti che tu sei la mia bambina!"). O a come e quando andare a Roma a trovare A i cui pensieri fanno impallidire i miei . E poi Mafe dice che devo imparare a linkare sul mio blog (altro challenge da non
deludere).
E poi arrivo in ufficio, fiondata in questa dimensione all'improvviso. La mia mente che rincorre concetti di marketing e comunicazione nel disperato tentativo di trattenerli dentro....
Sto cercando di imparare a vivere a compartimenti stagni, ma faccio fatica. Sarà l'età?

E in più, devo anche fare i conti con quello che provo, se mi concedo il lusso di riflettere anche su me stessa. Sto scoprendo ambizioni sopite. E se finisse col piacermi?

Mi sento così sola..... almeno potessi ritirarmi in una stanza isonorizzata senza che se ne accorgesse nessuno. Ma quanto ho più a portata di mano che somigli ad una stanza isonorizzata è il bagno, e non funziona:
"mammaaaaa, che cosa stai facendo???"
"Ehmmm.... tesoro, secondo te????"

Non mi resta che il vasetto di marmellata di castagne...arrivo!!!!

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