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Tuesday, April 27, 2004

Mi sa che era stato il mio sesto senso a farmi toppare il colloquio con la maestra di Giacomo e Davide qualche settimana fa. Certe cose è meglio non saperle, secondo me.
Stavo per topparlo di nuovo, grazie alle disquisizioni dell'Ing. Y sui rientri del margine di una lettera che comunque non spettava a me scrivere, ma con guida kamikaze sono riuscita ad arrivare lo stesso e, nonostante i 20 minuti di ritardo, LEI, la maestra, era lì.
Non poteva andarsene, chè così facevamo un'altra volta?

Adesso so che:
1) i miei figli sono gemelli
2) i miei figli sono gemelli identici
3) i miei figli hanno fallito il sofisticatissimo test psicologico "disegna la tua famiglia"

Entrambi hanno dimenticato di inserire il proprio clone nel quadretto.
E no, non era come ho provato a suggerire io, per mancanza di spazio (in fondo, considerate le sproporzioni dei disegni dei bambini, mi sembrava un'osservazione lecita...).
L'interpretazione autorevole della mestra consultatasi con tutta la congrega delle colleghe, recita: i due pensano di essere uno solo.
Tò, non me ne ero accorta.
I tutti questi 4 anni, a me sono sempre sembrati tragicamente due. Due da allacciare nel seggiolino della macchina, da portare su dalle scale, da allattare, da vestire la mattina, ecc.


La maestra, rassicurante, mi espone la strategia-rimedio, il piano scuola-famiglia che, mi raccomando, deve essere consistent.

LA SCUOLA - (LORO)

1) provvederanno a separarli nel gioco, dicendo loro che devono smetterla di stare sempre insieme
a me quest'ultima sembra una cazzata

LA FAMIGLIA - (cioè, nelle ore diurne, IO)

1) devo assicurarmi che facciano attività diverse.
Quindi, per esempio, uno fa nuoto il martedì e giovedì, l'altro basket il lunedì e mercoledì.
OK, ma mi sorgono due quesiti:
a) logisticamente, come faccio? considerando anche che Marta (naturalmente) non può essere penalizzata dall'essere sorella di gemelli e quindi dovrà continuare la sua danza il lunedì e giovedì?
b) mentre quello che fa nuoto nuota il martedì, cosa dico a quello che fa basket per giustificare la noia di guardare il fratello che si diverte? "abbi pazienza.... tu ti diverti già il lunedì e mercoledì???"


2) devo smetterla di parlare al plurale.
Niente più "andiamo bambini!".
Piuttosto: "Giacomo, è ora di andare", "Davide, stiamo uscendo", "Marta, sbrigati"
Perdo già la pazienza a scriverlo sul mio blog, come diavolo farò a non sclerare?

3) devo fare in modo di dedicare del tempo a ciascuno di loro, separatamente
Nuovi quesiti:
a) l'altro dove lo metto nel frattempo?
b) se mi dimentico cose fondamentali come il colloquio con la maestra, come faccio a ricordarmi a chi ho dedicato tempo "singolare" l'ultima volta? Che faccio, schedulo dei turni? Metto lo smalto sul pollice di chi è andato a fare compere con mamma?


4) devo farli socializzare di più oltre l'orario dell'asilo, meglio se separatamente.
Quindi:
a) "tu stai dalla nonna, tu invece vieni con me che andiamo dall'amichetto"?
b) mi tocca diventare amica delle mamme degli amici dei miei figli....
(ma forse in fondo questo è un vantaggio: ti alleni a diventare amica delle donne che i tuoi figli avranno?)


Insomma, secondo me è un gran casino.

E io che credevo che bastasse vestirli in modo diverso.

E io che ero così contenta che i due giocassero insieme, senza scannarsi, andando d'accordo....



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