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Wednesday, May 26, 2004

Riflessioni sul mio blog

A., che è un amico veramente acuto, dice che il mio blog è divertente ma che lo diverte perché lui mi conosce e può immaginarmi e che perdipiù è un modo di tenersi in contatto con me che non mi vede un granchè. A. aggiunge che però crede che in realtà il mio blog non dica niente di interessante per chi è a me estraneo.
A. mi fa accorgere con orrore che credo di essere d'accordo con lui e mi fa pensare parecchio sulla natura di questo mio blog nato per caso.

Io credevo di poter scrivere tutto quello che mi passa per la testa sul mio blog e così era agli inizi. Ma adesso che so che c'è sempre più gente che lo legge (tra cui sempre più amici che mi conoscono) mi viene sempre meno voglia di scrivere.
Ciò mi porta conseguentemente a fare una serie di riflessioni:

1)Se non riesco più ad essere naturale quando scrivo, tradisco la natura stessa del blog, il suo principio principe

2)diretta conseguenza del punto 1: non sono una blogger "naturale" come mafe sostiene

3)se mi limito a scrivere le cose che non mi dà fastidio che gli altri leggano, finisco solo per parlare dei miei figli e, raramente, del lavoro. Il che mi porta ad una ulteriore riflessione sullo stato di intorpidimento della mia mente

4)se scrivo veramente ciò che vorrei scrivere, allora questo blog diventerebbe una gran palla intimista e allora perché non farlo su un diario con lucchetto?

5)se non riesco più a scrivere perché so che c'è qualcuno che mi legge, allora perché non scrivere su un diario con lucchetto?

6)se non riesco più a scrivere perché so che c'è qualcuno che mi conosce che mi legge, vuol dire che ancora vivo con la paura del giudizio degli altri e quindi sono una complessata

7)se mi faccio tutte 'ste pippe sul perché tengo un blog, allora forse è meglio che lo chiuda

Comments:
imparato molto
 
necessita di verificare:)
 

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