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Monday, June 28, 2004

Sulla spiaggia c'è l'uomo single, ormai cinquantenne che non importa quanto presto tu faccia il tuo primo week end al mare nei bagni in cui vai da 20 anni, lui è già lì, sul suo lettino, già bronzeo, anzi nero che ti fa anche un po' senso.
E io inebetita ho passato ogni mattina della mia vacanza a pensare a cosa cazzo può pensare un uomo così, che c'ha pure gli occhialini di plastica che ti danno quando vai a fare le lampade, mentre sta sdraiato per ore sul suo lettino.

E poi c'è lei, lei con il suo corpicino che un tempo era splendido e che ogni estate lo vedi inesorabilmente andare incontro al destino che attende tutti i nostri corpi. Lei, è sempre lì anche lei, e sono vent'anni che le sue chiacchiere ti danno ai nervi. Lei, se dovessi rifletterci per un qualche interesse, fosse anche antropologico, lei è nata, anzi, è stata pensata, per fare chiacchiere sulla spiaggia. Ha movenze mondane ma casual, si ricorda da un anno all’altro i nomi di tutti i bambini della spiaggia e - e per questo ha tutta la mia sorpresa ammirazione - perfino il mese in cui sono nati. Lei ha perfino una schiumetta bianca, alquanto disgustosa per la verità, agli angoli della bocca che le si forma, verso mezzogiorno credo, per l'evidente troppo parlare.

Reduce da una settimana di spiaggia mi sento più esiliata che mai.

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