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Saturday, October 30, 2004

Rimarrà sempre un mistero per me capire come mi sia possibile dimenticare in soli pochi giorni il livello di rumore e confusione che regna nella nostra casa.
E ogni volta che vado via per lavoro quando torno questo rumore e confusione mi colpiscono come una folata di vento forte e mi ritrovo che, se dovessi descriverlo con un cartone animato, sarei attaccata ad un palo con il corpo sollevato e parallelo al terreno e le mani aggrappate nel tentativo di non volare via. Tipo bandierina segnavento. Insomma, come quella pubblicità di non so più quale cicca alla menta forte. Uguale.

Stamattina ho varcato la soglia dell'atrio e indovina un po' chi mi si precipita giù dalle scale, la prima di quattro a travolgermi, in pigiama e vestaglia e mi salta in braccio dicendo "mi sei mancata tanto"?
B.
Anzi, adesso, dopo quella scenetta mattutina, mi arrendo e la chiamo col suo nome. La faccio entrare nella schiera familiare, tanto è da oltre un mese che Marta e B. sostengono di essere sorelle e per lavorarmi ai fianchi e reprimere le mie proteste lo dicono con convinzione a tutti quelli che incontrano, inclusi i negozianti di quartiere e le maestre. Già più di una volta mi è capitato di sentirmi dire "non sapevo che avesse un'altra figlia", quindi tanto vale...
B. è Benni, la figlia della vicina del primo piano.

Mia figlia. Adesso ne ho 4.

E signoretiringrazio che un'intuizione passeggera mi ha fatto acquistare un regalino anche per lei a Dallas se no sono certa sarei stata immediatamente tacciata di disuguaglianza e preferenza verso gli altri.
Però io dico: io che ho sempre pensato che avere due gemelli on the top of Marta, più che una benedizione del Signore (come dicono le vecchiette che mi fermano per strada alla vista dei due biondini identici che mi porto sempre appresso) sia stata una gran bella sfiga, perchè proprio a me mi si deve affibbiare un altro pargolo? Dev'essere come quando si ha paura dei cani e quelli vengono sempre ad annusare solo te.
Comunque, ci casco sempre. Ogni volta che vado via mi convinco che il sogno sia realtà e poi ci vogliono altri giorni (pochi di solito.... cioè, volevo dire, pochi speriamo) per tornare ad essere quella di sempre. Però il trucco di come fare l'ho capito: bisogna che mi aggrappi alle piccole certezze della vita quotidiana, come per esempio la serenità che ti dà trovare la moneta da due euro al suo posto nel portacenere della macchina quando parcheggi al supermercato e scendi a fare la spesa.
Oggi ho cominciato da lì.

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