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Wednesday, March 31, 2004

Vorrei solo dire a Ulla e Zu che sono GRANDIIIIIIIII!!!!

Saturday, March 27, 2004

Gran successone!!!!

Sala gremita di bambini e adulti (tra cui anche l'amministratore del mio condominio a cui devo ancora dare due rate di spese e i vicini di casa posh che non hanno mai un capello fuori posto).

Il musical I tre porcellini tenutosi oggi pomeriggio è stato talmente un gran successone che ci hanno scritturato per una tourneé!!!

Si comincia con l'ospizio, poi l'orfanotrofio cittadino.

Ebbè, son soddisfazioni....

Friday, March 26, 2004

Io e la mia amica D. ridiamo così tanto, che dopo una telefonata con lei mi fanno male i muscoli delle spalle.
E poi lei mi chiama sempre in piena notte, che per lei lo squillo del telefono è l'inizio della sera e per me è come l'urlo di uno dei miei figli che mentre dorme ha una fitta di mal di pancia.

Good luck with Manfri (Manfrido), mia cara D.

Wednesday, March 24, 2004

Vabbè, il post di prima l'ho scritto in Word..... si nota??

Da quattro anni ho tre figli.
Da quattro anni vado a trovare i miei genitori con i miei tre figli.
Sono quattro anni che li monitoro mentre corrono tra i loro ninnoli del salotto e in due occasioni – credo di ricordare bene – con mossa fulminea ho salvato la donnina nuda di porcellana inizio secolo e lo specchio con cornice d’argento barocca.
Ma oggi era il compleanno di mio papà e ho pensato di dedicarmi tutta a lui, seduta in cucina, un bicchiere di vino bianco frizzante nelle nostre mani, a parlare del più e del meno.
ERRORISSIMO.
Correvano, ma non sembravano particolarmente pericolosi.
E poi… questo rumore!!!
La prima cosa che ho pensato è stata “il cristallo, quando si rompe, fa un rumore diverso dal vetro”.
La seconda “nessuno di loro ha le scarpe, Giacomo neppure le calze”
La terza “mio padre, gli viene un infarto”

La prima cosa che ho detto – prima ancora di aver visto cosa era successo -, anzi l’unica, perché ho continuato a ripeterla per il successivo quarto d’ora, è stata “questa è una cosa gravissima”

La brocca con bicchiere e piattino, non solo era pezzo di antiquariato pregiatissimo, ma anche cimelio di famiglia.

E poi questa esperienza surreale.
La furia di mio padre, il suo pugno sul tavolo, il suo sdraiarsi sul divano pallido nello sforzo di darsi un contegno per non traumatizzare i nipoti.
Io che chiudo i figli in quella che era la mia camera da letto per una seria ramanzina, di quelle senza sberle, che sono le peggiori.
Saranno state le pareti dello stesso colore della mia adolescenza, quel silenzio tesissimo della rabbia frustrata mi ha catapultato indietro di 15 anni e d’improvviso sono scoppiata a piangere colpevole di aver sforato l’ora del rientro, di aver toppato il compito di matematica, di aver fumato una delle sue sigarette.

Ma ci si libera mai?

Peste mi colga se

- butto ancora nella spazzatura una bistecca perchè me la sono dimenticata nel frigo ed è andata a male
- non pulisco l'acquario dei pesci rossi che ormai si intravedono soltanto tanto l'acqua è torbida

Sunday, March 21, 2004

Prima conversazione letteraria tra Marta, che oggi ha compiuto 7 anni, e il papà, mentre guardano Harry Potter 1.
(liberamente tradotta dall'inglese all'italiano)

"Allora, Marta, cosa dici, c'è differenza tra il libro e il film? Ti piace di più il libro o il film?"

"Il libro"

"Perchè?"

"Perchè nel film si vede solo una scena per volta, mentre nel libro si possono vedere anche due scene per volta"



Wednesday, March 17, 2004

Questo è un esperimento.

L'ultima spiaggia prima che mi compri un palm pilot o una qualsiasi diavoleria che mi aiuti a ricordare (dubbio: forse basterebbe il telefonino?).

Comunque:
il 30 marzo, alle ore 14 e 30 Marta è stata convocata dall'Ufficio d'Igiene e Sanità Pubblica per fare il richiamo delle vaccinazioni.

Se lo scrivo qui forse non topperò l'appuntamento, come ho fatto le ultime volte per tutti e tre i figli.

Se c'è qualcuno mosso da compassione, preciso che ho bisogno che me lo si ricordi almeno il 29 cosicchè possa avvisare in ufficio che me ne dovrò andare prima e scrivere sul diario di Marta che dovrà uscire prima da scuola.

La mia gratitudine sarà eterna.

E' già da un po' che mi capita di incontrare mamme così e quindi penso sia ora che ne parli e che mi sfoghi qui, perchè se no le strangolo.

La mamma ansiosa.

E' quella ai cui figli succedono cose che non sarebbero altrimenti accadute, se lei non le avesse pensate.

La mamma ansiosa:
- pensa di essere l'unica ad avere mai avuto dei figli
- il suo travaglio è durato 96 ore (la mamma ansiosa non conta mai in unità macroscopiche). Lei non ne calcola l'inizio dall'ingresso in sala parto, come si conviene, ma dalla prima lievissima contrazione avuta mentre con occhio sbarrato se ne stava a letto la notte del cambio di luna
- suo figlio non appartiene alla razza umana come quelli degli altri. E'diverso. Non mangia le stesse cose degli altri, ha ancora bisogno della tetta a due anni e, ma siamo pazzi?, certo non può mangiare lo stesso degli adulti anche se ormai come gli adulti si siede sul gabinetto, cammina e parla
- prova pena quando il figlio piange e perciò non riesce a sgridarlo in modo coerente
- pensa sempre al peggio (forse perchè in fondo pensa che peggio di avere un figlio non ci sia niente?)
- dorme nel lettone col figlio, sia mai che gli succeda qualcosa (o forse perchè ha bisogno di lei?)
- in genere suo figlio è insopportabile e manipolatore

ma quello che mi fa più incazzare di tutto è che:

- quando suo figlio è malato della stessa malattia dei tuoi, il suo è sempre il più malato (e il pediatra è un coglione che non la capisce)
- quando è stanca, è sempre più stanca di te

E magari tu, alla fine, ti ritrovi a consolarla...



Monday, March 15, 2004

Bello, portare a sciare i figli, rilassante.

Fase 1, affitto attrezzatura.
Togli doposci al 1° figlio, prova scarponi, allaccia scarponi.
Togli doposci al 2° figlio, prova scarponi, allaccia scarponi.
Togli doposci al 3° figlio, prova scarponi, allaccia scarponi.
Lascia giù 110 euro.

Fase 2, raggiungi pista.
Prendi tuoi sci, tue racchette + loro sci (3 paia), esci dal noleggio, incamminati verso le piste, aaah, piste un po' più in su, bisogna fare la scala coperta di neve ghiacciata, appoggia tutti gli sci sulla ringhiera, sci cadono sulla testa di Davide, pianto, urla, consola, metti neve sulla testa, pianto, urla, è fredda, prendi per mano 1° figlio, porti su, scendi giù, 2° figlio, porti su, scendi giù, 3° figlio ha deciso che ce la può fare da solo, lo incontri a metà strada, non ce la fa, neanche tu, cadete insieme, culata sul ghiaccio, porta su 3° figlio, scendi giù, recuperi sci, porta su sci, tutto in bilico, cammini sulla neve (ci son sempre salite per raggiungere le piste, mannaggia...), raggiungi pista, metti sci a Marta, senti urlo impaurito "mammaaaaaa" con la voce che si allontana, ti giri, Davide non si sa come è riuscito a mettersi gli sci da solo e sta inesorabilmente scivolando giù, all'indietro, sempre più veloce, ti fiondi, agilissima nei tuoi scarponi slacciati, lo acchiappi per la giaccavento, "aiutooooo", questa è Marta che avevi abbandonato e anche lei ha cominciato ad andare giù, acchiappi pure lei, ti si strappa il muscoletto del polso, ahia, hai raggiunto l'equilibrio perfetto, ma se muovi un dito li perdi entrambi a fondo valle, "Philippppp", Philip ha messo gli sci a Giacomo, se lo molla siamo da capo, sei tutta sudata e stanca morta e non hai ancora cominciato, vabbè, sacrifichi Marta che scivola e cade ma per fortuna ride, metti Davide in sicurezza, recuperi Marta.

Fase 3, ski-lift
Marta deve imparare, mamma ho paura, dai che è facile, ok andiamo, tutto bene, è di fronte a te, hai giusto il tempo di pensare come sia successo che sembra ieri che stava tutta solo nella lunghezza del tuo braccio e lei cade, ti sganci, la rimetti in piedi, si scende, ari-coda, mamma è difficile, no devi solo sederti sul piattello, fa tutto lo ski-lift, ok andiamo, tutto bene, forse ce la fa, no cade, ti sganci, piange, non voglio più, dai devi solo imparare, sbagliando si impara, ok andiamo, ce la fa, ce la fa, ce la...no, c'è un gradino nella neve, incrocia gli sci, cade, ti sganci, lacrime, la sollevi di peso, ari-coda, mamma ti prego basta, basta cosa non puoi mica arrenderti così, sei stremata nel fisico ma anche nella mente perchè ci vuole della forza di fronte a quegli occhioni umidi imploranti, ari-piattello, dio ti prego fa che ce la faccia perchè tu non ce la fai più, ce la fa, questa volta ce la fa, trionfo nello sguardo, risate, salti di gioia e da qui in poi non la ferma più nessuno.

Cambio di turno.
Torni dai gemelli, racchette in mezzo alle gambe, li trascini su per il campetto, animale da soma, in cima li giri sollevandoli di peso, li lasci andare, scivolano giù, ridono, cadono, li tiri su, ari-racchette in mezzo alle gambe, ari-su, ari-giù, ari-su ....ti diverti!!!

E poi ridi di te....è tragico, ma ti diverti!!!
E' proprio vero che ci si abitua a tutto....

Wednesday, March 10, 2004

E' un'intera settimana che non tocco il mio blog.
Il che la dice lunga sul mio stato d'animo.

Mi piacerebbe semplicemente scomparire in un luogo silenzioso senza che nessuno se ne accorga e mi reclami... Solo per un po', mica per tanto...

Non è che potrei accucciarmi dentro l'hard disk del mio computer e da lì postare??

Va bè, siccome le prove de I tre porcellini sono saltate, stasera la dedico tutta a leggere i miei amici e a comportarmi da vera bloggara.

Sia mai che mi torni un po' di autoironia.

Wednesday, March 03, 2004

Ci sono solo due cose che mi appartengono completamente, che non siano imbrattate da ditina appiccicose, prese in prestito per giochi curiosi, o che non siano funzionali alla routine quotidiana:
- il contenuto preziosissimo del mio computer
- i miei viaggi di lavoro

Lo so, lo so che dovevo mandare un post da Los Angeles...

Sarà stato il fuso orario, sarà stato il sole quasi estivo che mi ha scottato il viso, e l'erba più verde di quella inglese, e la spiaggia proprio come quelle dei telefilm americani.
Sarà stata la lingua straniera eppur così familiare da insinuarsi nei miei sogni e
perfino da uscire dalle mie labbra senza che io mi accorga che non sia italiano...

Valentina si è presa una vacanza, perfino dal suo blog!!!
AaaaH! Alto Tradimento!

Valentina ha pensato a lavorare, non ha parlato di figli, ha fatto solo cose da adulti relazionandosi con adulti, si è dedicata a sè stessa e...dio, se è stata bene!

Non c'è voluto molto poi per ritornare alla vita reale.
Se si sorvola sul piccolo incidente di essermi dimenticata un figlio nell'androne del palazzo, aver chiuso la porta di casa ed essermi accorta della mancanza solo un quarto d'ora dopo, quando un vicino ha suonato il campanello riconsegnando a Cesare quel che era di Cesare (imbarazzo, imbarazzo, voglio morire...), alla realtà mi hanno riportato senza indugio le prove de "I tre porcellini", tenutesi stasera.

Io continuo ad essere la mamma, ma nuovi particolari eccitanti stanno arricchendo la mia personalità.
I costumi, per esempio:
- gonna campagnola
- grembiule
- fularino in testa
- scialletto di lana
e, cigliegina sulla torta...
- naso da maialino di gomma con elastico che va dietro alle orecchie.

Insomma, una bomba di sesso.
Mi fa gioco che mio marito sia un nonnino con la dentiera, più basso di me,
i capelli ricci grigi e il baffetto (anch'esso grigio) alla Mussolini. E che pure suona l'armonica per rallegrare la famiglia nel momento della dipartita dei tre piccoli figliuoli.

Compitino per giovedì prossimo: mimare la strofa
che meraviglia
questa famiglia
non si pensa mai a litigare
perchè basta solo parlare
chiedere aiuto e non chiudersi dentro
è il solo modo per fare centro!


Se c'è qualcuno che pensa di potermi aiutare, si faccia avanti.

Comunque sta venendo proprio bene, questo musical dei tre porcellini.
C'abbiamo pure il controcanto, non so se mi spiego.

Quasi quasi mi viene voglia di estendere l'invito alla blogosfera...

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