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Sunday, May 30, 2004

Conversazioni familiari, mio malgrado

Allora, io ero lì, al ristorante africano con le mie due amiche, che anelavo a questo momento da non so quante settimane. Seduta sugli sgabelli bassi coperti di pelliccia (che ti fa sudare un po' il didietro), mi pascio della compagnia di chi non ha figli, non ti chiede come stanno i tuoi e te li fa dimenticare.

Arriva sms. E' Philip:
"Marta has hairs on her patatina! My god. Did you know?"

Ussignur... questa poi, è proprio l'ultima cosa a cui ho voglia di pensare mentre affondo le dita nelle pietanze sugose...



Wednesday, May 26, 2004

Riflessioni sul mio blog

A., che è un amico veramente acuto, dice che il mio blog è divertente ma che lo diverte perché lui mi conosce e può immaginarmi e che perdipiù è un modo di tenersi in contatto con me che non mi vede un granchè. A. aggiunge che però crede che in realtà il mio blog non dica niente di interessante per chi è a me estraneo.
A. mi fa accorgere con orrore che credo di essere d'accordo con lui e mi fa pensare parecchio sulla natura di questo mio blog nato per caso.

Io credevo di poter scrivere tutto quello che mi passa per la testa sul mio blog e così era agli inizi. Ma adesso che so che c'è sempre più gente che lo legge (tra cui sempre più amici che mi conoscono) mi viene sempre meno voglia di scrivere.
Ciò mi porta conseguentemente a fare una serie di riflessioni:

1)Se non riesco più ad essere naturale quando scrivo, tradisco la natura stessa del blog, il suo principio principe

2)diretta conseguenza del punto 1: non sono una blogger "naturale" come mafe sostiene

3)se mi limito a scrivere le cose che non mi dà fastidio che gli altri leggano, finisco solo per parlare dei miei figli e, raramente, del lavoro. Il che mi porta ad una ulteriore riflessione sullo stato di intorpidimento della mia mente

4)se scrivo veramente ciò che vorrei scrivere, allora questo blog diventerebbe una gran palla intimista e allora perché non farlo su un diario con lucchetto?

5)se non riesco più a scrivere perché so che c'è qualcuno che mi legge, allora perché non scrivere su un diario con lucchetto?

6)se non riesco più a scrivere perché so che c'è qualcuno che mi conosce che mi legge, vuol dire che ancora vivo con la paura del giudizio degli altri e quindi sono una complessata

7)se mi faccio tutte 'ste pippe sul perché tengo un blog, allora forse è meglio che lo chiuda

Thursday, May 20, 2004

Dunque, allora, ho decisamente DECISO che non sono una buona madre.

Oggi alla riunione di fine anno della scuola , l'incontro insegnanti-genitori delle tre sezioni della seconda elementare, ho scoperto che tutte le altre mamme sanno un sacco di cose di quello che succede a scuola che io non so. Sembra addirittura che siano i figli a raccontarle a casa, ma a me Marta non racconta proprio un fico secco. Sarà perchè non le chiedo abbstanza?

E poi c'è questa cosa della foto di gruppo che stasera mi ha fatto proprio sentire una merda.
1) L'ho scoperto solo oggi che bisognava dare 5 euro per prenotare la foto di gruppo (5 euro per una copia 10x15... ma dove andremo a finire di questo passo??? )
2) L'ho scoperto per caso stamattina aprendo per caso il diario di Marta e vedendo che sulla pagina di tre giorni fa c'era scritto
3) Alla riunione oggi hanno detto che domani è la deadline per prenotare la propria copia
4) Tempo di cena e mi ero già dimenticata che domani era la deadline.
Adesso non credo che me lo scorderò più perchè Philip mi ha detto di aver visto Marta prendere 5 euro dal suo portafoglio tutto di perline a forma di coccinella dove lei tiene i suoi risparmi guadargnati a suon di 20 centesimi per gli spettacoli di balletto che improvvisa per noi e metterli nel diario per poter scegliere la sua foto domani

DIO!!!! La creatura c'ha solo 7 anni e fa come può per sopperire alle lacune della madre!! Ma ci rendiamo conto???

CONCENTRATI VALENTINA!

Il fatto è che ero troppo concentrata nello scrivere sull'agenda tutti i f*****i appuntamenti scolastici che costellano i nostri prossimi week-end. Ero perfino riuscita ad essere orgogliosa di me stessa per averli scritti tutti.
E nonostante ciò, mi incasino perchè questo sabato alle 10 del mattino Marta fa la sua recita, ma purtroppo alla stessa esattissima ora Giacomo e Davide fanno le loro mini-olimpiadi di fine anno dall'altra parte della città. E come cazzo si fa a decidere dove andare? A giudicare chi ci rimarrà meno male a non vedere mamma là?
(ma cazzo, io dico, la scuola e l'asilo di quartiere distano l'una dall'altra non più di 200 metri... possibile che non si possano dare un colpo di telefono per concordare date e orari un pochino più sfasati???)
Così ci si divide tutti, io e il nonno di qua, Philip e la nonna di là...nell'illusione che basti bilanciare la presenza femminile e maschile, in percentuale.

Monday, May 17, 2004

Oggi mi ha commosso nel profondo la customer care del supermercato di quartiere, quello che mi ha vista crescere dall'età di un anno e mezzo, quello che, la matematica non è il mio forte ma... quanti soldi ci abbiamo lasciato lì???

Allora, tra le corsie ci sono io con i bambini, ognuno ha un cestello in mano.

"Mamma, mi scappa la pipì!"
"Giacomo, tienila che fra poco siamo a casa"
"Mamma, mi scappa davvero"
Davide: "So io dov'è il bagno"
Mi fido e seguo Davide con Giacomo dietro saltellante, giù dalle scale dietro al reparto della macelleria. Non è lì il bagno, direi di no, è buio e ci sono solo pallet di acqua minerale. Torniamo indietro con i nostri cestelli in mano.

"Mamma, me la faccio addosso!!!"
"Tienla, per carità. Scusi, dov'è il bagno?"
"Di sopra. No, signora, non può andare da sola"
"Ma gli scappa!!.."
"Deve farsi accompagnare. Vada alle casse a chiedere"
"Scusi, dov'è il bagno?"
"Non lo so, non lavoro qui"
"Scusi - alla guardia - dov'è il bagno?"
"Non lo so. Chieda al direttore"

"MAMMAAA!!"

Dove cazzo sta il direttore??
Eccolo, il direttore.

"Scusi, mio figlio dovrebbe usare il bagno"
"Mi spiace, non c'è il bagno"
"Ma come, non c'è il bagno, e la gente che lavora qui come fa?"

"MAMMA, ME LA FACCIO A D D O S S O O O!!!"

"C'è, ma è per loro"
"Va bene, sai cosa ti dico Giacomo? Tu hai bisogno di fare la pipì e io adesso te la faccio fare fuori, proprio davanti alla porta d'ingresso. Andiamo."

Prendo Giacomo e mi dirigo, incespicando tra i cestelli, verso l'uscita.

"Signora, NOOOO! La prego..."
"No, la prego io. Possibile che un bimbo di quattro anni non possa usare il vostro bagno?"
"Bè, signora, ci sono anche i bar, sa?"
"Si, ma io sono qui a fare la spesa nel suo fottutissimo supermercato e non a prendermi un caffè con un'amica. E sono pure vostra cliente da 35 anni"
"Venga, che l'accompagno..."

Eccheccazzo!!

Friday, May 14, 2004

Vorrei stramaledire la mia deficienza di ieri sera.
La mia stupida, ottusa baldanza che mi ha fatto credere che smettere di fumare sarebbe stata una buona idea.
Quell'attimo in cui mi sono sentita forte come un toro, adesso lo rinnego fortemente.
Sono debole. Debolissima, infatti.
E l'unica persona che adesso potrebbe fermarmi da andare di là in salotto e aprire quel cassetto dove SO esserci DUE favolose sigarette,.... è latitante.



Monday, May 10, 2004

Ma cosa diavolo è successo a blogger.com???

Avvertire no, eh?

Certe cose, così tutte d'un tratto, destabilizzano una come me che col computer ha ancora un rapporto di reverenza.

Per un attimo mi sono sentita perduta.....


Sunday, May 09, 2004

Se sento ancora la parola mamma, o se mi sento ancora tirare la manica della maglietta nelle prossime 10 ore, commetto qualche sciocchezza di sicuro.
Quand'è che arriva lunedì???

Wednesday, May 05, 2004

Vorrei spiegare a tutti quegli automobilisti (e stamattina mi sembravano la maggioranza) che non lo hanno ancora capito che quando piove per tre giorni di seguito, l'acqua tende a raccogliersi ai bordi della strada, sì, proprio dove la strada finisce e inizia il marciapiede.

Vorrei anche spiegare che se vedono una giovane signora che indossa i suoi pantaloni nuovi tutta orgogliosa perchè sono una 42 e lei non si aspettava proprio di entrarci, con davanti tre figli, ciascuno sotto un ombrello (e lei no perchè non aveva ombrelli abbastanza), che saltella quà e là cercando di tenere i figli in fila perchè non finiscano in strada e a giusta distanza l'uno dall'altro perchè non si conficchino negli occhi i pirolini dell'ombrello;

e che a pure un po' di fretta perchè arriverà in ritardo in ufficio, che già è male ma è peggio se il motivo sono i pargoli;

e che pure è un po' incazzata con se stessa per quell'ostinazione integralista che la fa lasciare la macchina parcheggiata nel cortile di casa per insegnare alle nuove generazioni che alla scuola di quartiere è giusto andarci a piedi;

Bè, io vorrei spiegare che quella donna, l'ultima cosa che veramente desidera al mondo è che un automobilista del cazzo passi a 80 all'ora sull'acqua raccolta ai bordi della strada e la inzaccheri tutta con uno spruzzo a ventaglio.




Monday, May 03, 2004

MT dice che devo crescere e che devo farmi furba.
Dice che dopo una certa età il destino uno se lo costruisce e che non si deve aver pietà (nel senso di carità) per chi se lo è costruito male.
MT sembra pensare che, posto il suddetto principio, poi sia facile far fronte alle guerre politiche in ufficio.

Invece io, quando vedo le persone annaspare che neanche loro capiscono perché ma tu, osservatore esterno, si ... mi intenerisco.
E’ evidente che se continuo così non finirò mai per arrivare agli alti vertici del management, ma che ci posso fare?

Detto questo, sto cercando di farmi furba.

Sunday, May 02, 2004

Quando avevo 20 anni e uscivo quasi tutte le sere sarà capitato due o tre volte di finire nella festa sbagliata, nel locale che ti aspettavi fosse diverso e di ritrovarsi tra gente vecchia. Sfigatoni in casual con giacca con donne troppo eleganti o appena appena troppo truccate che fumavano e bevevano composti mentre noi ce la ridevamo sguaiati.
Erano i 40enni.
Ieri sera sono andata a una cena, quasi un ritrovo di liceali, ma di quelli buoni, di quelli con cui si rideva parecchio.
Siamo diventati così anche noi, che chiacchieriamo a gruppetti di due o tre, in piedi appoggiati alla libreria sui nostri tacchi alti o con le mani nella tasca dei pantaloni grigi, tenendo il bicchiere in mano che sembriamo la pubblicità di un whisky?
In queste case confortevoli, con l’abajour sulla lavatrice nel bagno e il dispenser del cotone per struccarsi in acciaio, le candele accese sparse su terrazzo, e la musica che non è vera musica ma solo sottofondo che non trascina e, naturalmente, almeno un pezzo etnico appoggiato con noncuranza da qualche parte a testimoniare che siamo gente che viaggia?
Io ci sto un po’ stretta, in case confortevoli così, ma grazie al cielo per ale e mafe con cui posso fare ancora la cretina, come se avessi 20anni

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