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Monday, June 28, 2004

Questo è il primo post scritto dal mio nuovo portatile.
Per fortuna la tastiera suona sensuale. Non avrei sopportato di avere il mio primo portatile con la tastiera metallica.

E grazie MT. Di tutto.

Dimenticavo l'unica notizia VERAMENTE importante della settimana.
Una notizia bomba, direi.

Mentre me ne stavo languidamente sdraiata sul materassino a farmi venire l'eritema solare sono perfino riuscita a comprarmi un portatile!!! (Non è un mac).

Sulla spiaggia c'è l'uomo single, ormai cinquantenne che non importa quanto presto tu faccia il tuo primo week end al mare nei bagni in cui vai da 20 anni, lui è già lì, sul suo lettino, già bronzeo, anzi nero che ti fa anche un po' senso.
E io inebetita ho passato ogni mattina della mia vacanza a pensare a cosa cazzo può pensare un uomo così, che c'ha pure gli occhialini di plastica che ti danno quando vai a fare le lampade, mentre sta sdraiato per ore sul suo lettino.

E poi c'è lei, lei con il suo corpicino che un tempo era splendido e che ogni estate lo vedi inesorabilmente andare incontro al destino che attende tutti i nostri corpi. Lei, è sempre lì anche lei, e sono vent'anni che le sue chiacchiere ti danno ai nervi. Lei, se dovessi rifletterci per un qualche interesse, fosse anche antropologico, lei è nata, anzi, è stata pensata, per fare chiacchiere sulla spiaggia. Ha movenze mondane ma casual, si ricorda da un anno all’altro i nomi di tutti i bambini della spiaggia e - e per questo ha tutta la mia sorpresa ammirazione - perfino il mese in cui sono nati. Lei ha perfino una schiumetta bianca, alquanto disgustosa per la verità, agli angoli della bocca che le si forma, verso mezzogiorno credo, per l'evidente troppo parlare.

Reduce da una settimana di spiaggia mi sento più esiliata che mai.

Sunday, June 20, 2004

Ci sono delle amiche che quando parlano tu le senti come un succhiotto, come denti nella carne che ti portano via tutto, tutta l'energia, anche quel poco di ottimismo che gelosamente sei riuscita a proteggere. E magari tu le lasci fare, sarà per il contesto, sarà per educazione.
E poi ci sono amiche che ti siedi e ridi e basta e la vita ricomincia a scorrere nelle vene.

D. è l'energia della contraddizione che ti spinge a cercare e a mettere tutto in discussione.

Thursday, June 17, 2004

Il fatto è che da un anno all'altro mi dimentico di che cosa significhi l'arrivo dell'estate.
Le vacanze mi spaventano. Ci arrivo ancora con l'entusiasmo di liceale e poi CRASH! facciata contro il muro.
Vacanze significa che prima ci vanno i tuoi figli e tu ci vai molto, ma molto dopo. E dove cazzo li metti loro mentre tu sei in ufficio. E' come giocare al cubo di Rubik... li sposti un po' di qui, poi un po' di lì e ti incasini. Se opti per il più semplice gioco dell'oca e li piazzi dai nonni come ho fatto io, dopo solo 6 giorni te li ritrovi alle 9 e un quarto, come mi è successo stamattina, che ancora in piagiama candidamente ti chiedono "posso avere una caramella?".
Vacanze significa bagagli. Fare e disfare bagagli; caricarli e scaricarli; portarli su e portarli giù per tre piani di scale. E sono sempre tanti. Troppi. Soprattutto, i miei son sempre accompagnati da un fastidiosissimo corteo di sacchetti e sacchettini con le cose che non hai pensato di mettere in valigia prima di chiuderla. E io li odio, i sacchettini. E odio pure la borsa termica nella quale spero sempre di riuscire a farci stare il contenuto del frigo (che non ci sta, Valentina, la differenza di volume è lapalissiana, convincitene).
Gli ultimi bagagli che ho fatto erano due: uno conteneva tutta la roba sporca e uno conteneva la roba appena lavata e ancora bagnata. Partendo così, come si fa a chiamarla vacanza?
Vacanze significa anche lasciare la tua scrivania in ordine e niente in sospeso che possa saltare fuori all'improvviso, creare problemi senza che tu sia lì a risolverli e soprattutto, dove lavoro io, a difenderti.
Io partirò e la mia scrivania fa schifo.

Tuesday, June 15, 2004

E' normale che io riesca a scrivere sul mio blog solo se dal mio computer seduta sulla mia sedia come adesso, col suono della mia tastiera e che se sono via, pur dotata di portatile, non ci riesca??
Come farò per il resto dell'estate?

Wednesday, June 02, 2004

Credo proprio che fino a quando vedrò cose come quelle che ho visto oggi, il mio blog non lo posso chiudere!

L'Ing. Y ci ha ospitati nella sua umile dimora della quale sono un po' restia a fornire coordinate e particolari in questa pseudo-pubblica sede.

Lui colleziona carrozze e tutto fiero oggi mi ha mostrato il suo ultimo acquisto.

Entro nella rimessa e c'è questo gran coso nero, imponente e avvolgente. Una specie di altare con quattro colonne e anche un tetto e qualche ghirigoro dorato in attesa di restauro. Ma su due ruote. Nero. Nero come la morte. E infatti è un carro funebre.

Super accessoriato, perchè la base c'ha una specie di doppio fondo e dentro c'è perfino la bara. Vuota (ma il dubbio, lo confesso, mi era venuto).

Basita, il primo pensiero quasi mi è uscito dalla bocca... è che proprio la prima immagine che ho avuto, e me ne vergogno molto, è stata del suo funerale. Questo quadretto grottesco del carro nero, trainato dai suoi cavalli, magari perfino col logo aziendale inciso da qualche parte nal legno come la spillina che ci dobbiamo mettere sul bavero della giacca nelle occasioni ufficiali (lui ci tiene tanto), con noi tutti dietro compiti.

Mi è venuto un po' da ridere. Chiedo venia.

Io, i miei figli, ce li ho da 7 / 4 anni.
Io, i miei amici, ce li ho da 25 /22 anni.

Le amiche, compagne, mogli, dei miei amici ce le ho da circa 10 anni, ma è uguale.

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