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Thursday, September 30, 2004

Mio figlio Davide si è innamorato e ha detto che adesso che c'è Gemma, a me non vuole più bene.
Evvabbè.
Allora gli ho chiesto "è carina?" e lui ha risposto in modo perentorio e definitivo che sì è carina. Ah! (zero speranze di riconquistarlo)

Però oggi sul campo da rugby (perchè sì, adesso che l'asilo mi ha risolto il problema del nuoto abbiamo ripiegato sul rugby), mentre vicino alla meta se ne stava con tutti gli altri bambini bardati d'assalto e con le faccine aggressive che placcavano, affondavano e facevano chissà quali diavolerie delle quali non ho ancora imparato le definizioni tecniche, l'ho visto un po' preoccupato.
Poi ho sentito la sua voce levarsi dal tumulto e urlare "mammmaaaaa, ti voglio beneeeee!!!!"

Tiè tiè Gemma.

Wednesday, September 22, 2004

E' colpa tua e tua.
Adesso ho solo una gran voglia di essere single.

Monday, September 20, 2004

Aaaahhh, che grande giornata è stata oggi.

Prima di tutto il panico da attività pomeridiane dei figli per questo inverno è rientrato già in mattinata quando qualcuno mi ha preso in giro e fatto notare che mi ero sbagliata di giorno della catechesi, che non è il mercoledì ma il martedì, il che semplificava di parecchio il problema.
Ma poi, quando sono andata a prendere i bambini all'asilo e ho scoperto che il nuoto è stato quest'anno per la prima volta inserito nelle attività scolastiche in orario scolastico e che io non ci devo più pensare perchè ci pensano loro.... bè, non sono riuscita a trattenermi e ho baciato la direttrice!

Eppoi.... tadammmm! Eppoi, signori e signori, in questo vero momento sto scrivendo il mio blog e sono tutta wireless.

Wireless su adsl.

Non so se mi spiego.... ne ho fatto di strada dal mio primo post quasi un anno fa!!

Niente più cavi e cavetti, niente più turni su chi si collega per primo e, soprattutto soprattutto, niente più quel sottile senso di colpa nello stare connessa mentre la bolletta del telefono s'ingrassa!

Mi sento proprio leggera, stasera.

Sunday, September 19, 2004

Ho bisogno di un consiglio.

E' tempo di programmare le attività pomeridiane dei miei figli, e quest'anno non ho scuse: anche Giacomo e Davide devono cominciare uno sport, ordine del pediatra!
E poi sono orgogliosissssima di me stessa perchè ho TUTTO: orari, giorni, possibilità, perfino la data dell'inizio della catechesi di Marta che comincia ad OTTOBRE (non so se mi spiego... quest'anno sono determinata a giocare d'anticipo). Unica regola tassativa: fanno una cosa a testa, mica che poi finiscono per avere uno schedule da far rabbrividire Bush.

Allora: Marta farà danza, Giacomo e Davide faranno nuoto.

POSSIBILITA' UNO:
Marta fa danza il lunedì e mercoledì dalle 5 alle 6 e catechesi il mercoledì dalle 5 alle 6.
Giacomo e Davide fanno nuoto il lunedì e giovedì dalle 4 alle 5.

Ciò vuol dire che mentre Marta uscirà da scuola alle 4 io sarò in piscina a cambiare Giacomo e Davide, ma la piscina è adiacente alla scuola per cui potrei insegnare a Marta a raggiungermi lì da sola. Però il lunedì sarebbe un problemino, perchè dovrei essere contemporaneamente a togliere il costume a Giacomo e Davide e a mettere il tutù a Marta, e dalla piscina alla scuola di danza ci sono 10 minuti di macchina.
Potrei provare ad implorare la scuola di danza a posticipare di mezz'ora l'inizio del corso.
Inoltre il lunedì è spesso giorno di riunioni, il che vuol dire che io devo rimanere in ufficio e che a fare tutto l'ambaradan dovrebbe essere mia madre.
Però così si concentrano tutti gli sforzi in soli due giorni (e mezzo, se si include la catechesi) della settimana.

POSSIBILITA' DUE
Marta fa danza il lunedì e mercoledì dalle 5 alle 6 e catechesi il mercoledì dalle 5 alle 6.
Giacomo e Davide fanno nuoto il martedì e venerdì dalle 4 alle 5.

Ciò vuol dire che mentre Marta uscirà da scuola alle 4 io sarò in piscina a cambiare Giacomo e Davide, ma la piscina è adiacente alla scuola per cui potrei insegnare a Marta a raggiungermi lì da sola. Però il martedì sarebbe un problemino perchè dovrei essere contemporaneamente a togliere il costume a Giacomo e Davide e ad accompagnare Marta alla catechesi. Però per andare a fare la catechesi c'è solo una strada da attraversare e io potrei lasciare un secondo Giacomo e Davide da soli nello spogliatoio, aiutare Marta ad attraversare e poi incrociare le dita e lasciarla andare all'oratorio da sola. Però d'inverno fa già buio alle 5 e si può lasciare una bimba di 7 anni camminare da sola per 300 metri circa?
Inoltre così forse lo sforzo si diluisce nella settimana, però ti bruci il venerdì pomeriggio e se te ne vuoi andare a fare il week end da qualche parte?

Che cazzo faccio?

Monday, September 13, 2004

Lo so che questo l'ha scritto Alberoni oggi sul Corriere e che Alberoni è quel che è.
Ma io al momento mi accontento del suo buonista buon senso e sembro addirittura trarme (ahimè!) una qualche serenità.

"Gli uomini, scrive Hegel, sono ciò che fanno. Non conta ciò che dicono di sè e nemmeno quanto affermano di loro gli altri"

E poi ancora

"Se volete conoscere qualcuno, osservate la sua casa, il suo ufficio, la sua scrivania, il volto e la gestualità della sua segretaria, il modo in cui riceve voi e gli altri, come si comporta in pubblico e in privato.
Poi studiate cosa ha lasciato dietro di sè, poi che cosa avrebbe potuto fare e non ha fatto".

Soprattutto, aggiungo.

Qui da noi nel nostro palazzo, c'è una bimba B che è un po' troppo griffata e che c'ha pure un telefonino (lei ha 9 anni) regalatole dal papà quando se ne è andato, all'inizio dell'estate, perchè lei potesse chiamarlo in caso di bisogno.

Questa bimba gioca sempre con Marta. Questa sera hanno cenato insieme a casa sua. Poi sono venute su, tutte allegre, con una piccola chitarra giocattolo e una spazzola per microfono. E noi abbiamo lasciato che andassero a cantare e suonare un pezzo a Giacomo e Davide già a letto.
Poi si sono date il bacino della buonanotte, giurandosi un appuntamento per domani (ma io so già che l'una o l'altra non potrà rispettarlo perchè i loro appuntamenti non tengono mai conto della routine delle madri - e forse lo sanno anche loro, ma in fondo a quest'età quel che conta è il giuramento, non l'oggetto della promessa).

Adesso, mentre scrivo, B sta urlando. Le urla sue e di sua madre che le urla di smettere di urlare arrivano fin qui dal primo piano. Sono urla incontrollate e stridono con l'immagine che B mi ha lasciato pochi minuti fa qui in casa, che quasi chiamerei la polizia. Specie di coltellate.
Vorrei andare giù e prendere B tra le braccia e raccontarle una storia di un mondo dove la mamma non è già stanca, dopo l'estate, di reggere la routine della famiglia tutta da sola, di un mondo in cui non c'è questa nuova fidanzata di papà con cui mamma deve fare i conti.
Vorrei che B potesse essere a letto addormentata, adesso, come lo è la sua amichetta.
Vorrei che B, almeno, potesse prendere in mano quel suo cazzuto cellulare e chiamare papà.

Questi sono i pensieri che ti vengono in mente quando hai dei figli.

Sunday, September 12, 2004

Metti che ti va in bomba il computer e mentre si riavvia decidi di dare un bacino ai bimbi che dormono. E che quando ritorni verso lo studio ti trovi due grossi e grassi uccellacci neri che svolazzano come matti intorno ai due lampadari del tuo lungo corridoio. Come le tigri che ho visto una volta in uno zoo, avanti e indietro, avanti indietro, basite e impazzite. Volano troppo veloci e troppo in alto perchè ci sia speranza che imbocchino le porte che danno nelle stanze con le finestre.
Che fai? Ma chiami tuo marito, naturalmente!!! Lui sì che saprà cosa fare...
E lui arriva a salvarmi e io mi sento già quasi salva quando, oltre la porta che ho chiuso sento che lui dice gentilmente "here, please, to the left". E mi viene il dubbio che forse la situazione non si risolverà così in fretta come credevo.
Adesso sembra che siano andati. Il pesce rosso è ancora al suo posto nell'acquario e non ci sono tracce di sterco corrosivo sulla mia tastiera. Fiuuuuù.

Tutti chiusi in casa oggi, noi residenti a Monza.
Questa storia del Gran Premio e di tutti gli stranieri ubriachi, e delle strade chiuse e del traffico bloccato.
Ma alle 5 qui a casa non ce la si faceva più e siamo usciti. Il deserto. Non un'anima.
Una meraviglia. Marta coi roller poteva scheggiare in mezzo alla strada, i gemelli coi monopattini.
Ma qualcuno, che non avesse un elicottero - perchè sì, il cielo era decisamente trafficato - c'è andato a vedere 'sto Gran Premio?

Saturday, September 11, 2004

.... "questi sono tempi terribili, di violenta barbarie, di precarieta' e vuoto cosmico: ognuno si tenga stretto il bene che ha, la croce che ha, il poco che ha perche' a molti e' stato tolto tutto"
Angela

Tuesday, September 07, 2004

Ieri sono stata in riunione praticamente tutto il giorno.

La prima riunione era operativa e mi ha fatto riflettere su come sia possibile usare idee altrui e, elaborandole, renderle migliori. E sul fatto però che, posto che quanto sopra sia parte più che lecita di un lavoro di squadra, un cenno anche veloce di riconoscimento della paternità sarebbe stato gesto garbato.

La seconda riunione era strategica e mi ha fatto capire quanto io sia ignorante e mi debba documentare. Quel che è peggio, lo ha fatto capire anche all'Ing.X.

La terza riunione (siamo ora al pomeriggio) mi ha fatto pensare che ben pochi sappiano cosa si deve fare e che la maggior parte faccia finta. Sospiro di solievo e buon spunto di riflessione.

La quarta riunione era quella sulla quale avevo le aspettative più alte, perchè riuniva manager di grandi aziende. E io che lavoro in una piccola-media azienda tendo a pensare che loro si che SANNO.
Ma questo Signor Manager se ne esce con "dobbiamo offrire all'utente qualcosa che nessun altro gli può dare".

Eeeh???

Ho aspettato, fiduciosa.
Niente.
Poi la riunione si è spostata nel ristorante, ma ancora niente.

Poi quando un altro dei manager coinvolti ha detto - viso eccitato dall'entusiasmo di quella che gli deve essere sembrata una folgorazione illuminante - "l'obiettivo è una conseguenza", ho capito.


Ditemi vi scongiuro che non sono l'unica mamma ad essersi dimenticata che domani ricomincia la scuola.....

Saturday, September 04, 2004

L'Ing Y ormai ha una certa età. Il che non sarebbe un problema - perchè in fondo l'età non è poi così in là - se lui non avesse smesso (se mai lo ha fatto) di mettersi un poco in discussione.
E' il tipo d'uomo che impara una lezione solo quando il suo portafoglio è stato intaccato, e comunque solo come conseguenza di quello che lui racconterà poi come una congiura architettata da invidiosi per colpirlo, mentre i comuni mortali la chiamerebbero semplicemente sfiga.

L'Ing. Y è una persona presuntuosa, credo la più presuntuosa io abbia mai incontrato. E scomoda. C'ha questa cosa: che ti sbatte il suo successo in faccia e lo usa costantemente come risposta a qualsiasi critica, anche la più legittima.
Ma non solo. Ha una capacità tutta speciale di far sentire gli altri merda senza di lui. In un modo magnetico, che può finire per avviluppare ed impedirti di fare scelte autonome.

Friday, September 03, 2004

Sono arrivati

E con loro Spiderman, un secchiello di pietre delle spiaggia, una valigia di vestiti sporchi; i giocattoli messi da me in ordine quasi alfabetico presi d'assalto, i rumori della casa, dell'orologio in cucina e del boiler sopraffatti.
Si ricomincia a ballare. E si ride molto, devo dire.

Unico fatto è che adesso mi chiamano "nonna" invece che "mamma", con un automatismo un po' inquietante.
L'estate prossima dovrò chiedere più ferie.

Settembre 2004

Sulla spiaggia Marta viene avvicinata da un bambino con i capelli rossi:
"Sai che quel mio amico là vorrebbe conoscerti? Dice che sei bellissima"
Io, a Milano a lavorare, me la perdo la scena, ma mi commuovo lo stesso.

Thursday, September 02, 2004

Tutte le volte che le pierine riescono a far si che le loro vite sconfusionate si intersechino, succede sempre che io sia catapultata nella Milano più maledettamente trendy.

Ieri sera è la volta della Pescheria da Claudio in Brera.
L'appuntamento non è davanti alla pescheria come inizialmente (e legittimamente, credo) avevo pensato, ma nella pescheria. I miei occhi brianzoli (d'adozione, ci tengo a dire) si dilatano dallo stupore nel vederla (la pescheria) gremita di persone late-30s, di quel tipo di persone che io da sempre - ma mai in modo più appropriato di ieri - chiamo tonnetti (to become squali nei late 40s). Completo estivo leggermente sgualcito ma non troppo, abbronzatura accarezzata da ricciolino non ancora addomesticato dagli impegni invernali, trasandatezza studiata - giusto quella punta di altezzoso distacco dal piacere del successo che sta arrivando.

Stanno tutti bevendo il loro aperitivo. In una pescheria.

Quando entrando mi investe la zaffata potente di pesce crudo penso "ma come siamo ridotti?" , ad appoggiare sul ghiaccio dei banconi acciaio un po' ancora impregnato di sangue d'orata e di san pietro le nostre chiacchiere di fine estate?
Però, diciamocelo, è una figata schifosamente trendy. E sull'onda dell'entusiasmo, ordinando alla cassa una bottiglia di vino, aggiungo anche, impapinandomi, "una tartare di pollo " (era di tonno, cretina, così ti smascheri fin da subito).

Poi le pierine sono andate a cena al ristorante e per tutta la sera ad ogni risata pensavo "questa la posto domani".
E' che con tutto quel vino e quel ridere oggi non mi ricordo più cosa dovevo postare, se non la parte finale che però è già descritta qui meglio di quanto avrei potuto fare io.

Allora posto questo:
Forse non è più possibile avere alla nostra età delle amiche con cui condividere ogni cosa alla maniera delle adolescenti, quando le amiche sono più di una famiglia e per loro faresti tutto.
Però, ragazze, qui ci siamo andate vicino!!!!

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