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Tuesday, March 08, 2005

Mentre cerco un minuto per scrivere sul mio blog, vengo distratta da questo. Sono cose che destabilizzano non poco, perchè a te sembra di arabattarti in attività che abbiano un senso e poi scopri dei mondi paralleli con delle attività svolte da persone per le quali il tuo senso chiaramente non avrebbe senso.

Comunque, quello che volevo veramente scrivere quando mi sono collegata era questo:

Essere mamma di tre figli è normale.
Essere mamma di una figlia e due gemelli è normale per me che non conosco altro.
Essere mamma di una figlia e di due gemelli malati è surreale.

Entrambi ti vogliono, ma il problema che uno è sul gabinetto in un bagno in preda agli spasmi della pancia e l'altro sul gabinetto nell'altro bagno in preda ai conati. Chiaramente priorità ai conati, perchè ancora mi ricordo che mia madre mi teneva sù la testa con la mano con la favola del "potresti svenire".
Entrambi ti vogliono mentre si infilano nel letto, più la terza che decide che proprio quella sera il pigiama glielo deve mettere mamma, perchè ogni tanto bisogna tornare piccoli e farsi coccolare.
Allora metto il pigiama a Marta, mentre infilo il cucchiaio di tachipirina in bocca a Giacomo. Davide dal bagno chiama "ho finito!!!!!!". Io rispondo "un attimo, non posso fare tre cose contemporaneamente!!! eccheccazzo!!! (solo pensato)". Giacomo mi viene in aiuto e urla al fratello " Davide, se mamma avesse la coda, prendesse la carta igienica e pulisse il tuo culettoooo!" Che poverino cercava di aiutarmi ma così aggiunge solo una preoccupazione in più. C'è da lavorare sui condizionali, qui, e tanto.
E poi alla fine son tutti a letto ma col cazzo che ti mollano perchè sono malati, specialmente Davide non mi molla. Ma a me non mi fregano. Ennosignori, glielo leggo negli occhi furbetti che son già guariti e gli dò il canguro e l'orsetto da abbracciare, per poter svicolare a scrivere il mio blog. E invece mi fregano. Perchè Giacomo abbraccia l'orsetto e Davide il canguro, senza una piega, con accettazione e fiducia. Se li mettono comodi tra le braccia e le guance. Ma Davide c'ha una lacrima ferma proprio lì all'angolo col naso. E' questo che mi frega. Così mi siedo e canto una ninna nanna. La canto a Davide, perchè è lui quello che che sembra più triste e guardo Davide, concentrata su Davide e la sua lacrima. Poi per caso mi scivola l'occhio su Giacomo, nel letto di fianco e vedo che mi fissa intenso. Occazzo. Correggo la mira. Un po' di qua e un po' di là, come a guardare una partita di ping pong.
Io sono stonata e stasera di sicuro sembravo anche strabica. A volte vorrei essere filmata. Giusto per ridere e ridimensionare le mie stupide paturnie di mamma.

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