<$BlogRSDURL$>

Thursday, March 24, 2005

Vabbè, adesso che mi son ripresa e non sono più triste (ah, ah, aha) devo ASSOLUTAMENTE postare questo.

Come una mamma di tre si approccia allo shiatsu

Primo, si mezzo dimentica dell'appuntamento, nel senso che il giorno prima se lo ricordava benissimo, ma quando suona il campanello il trillo è come un punto esclamativo tra una giornata di merda e una cucina di piatti sporchi, che le ricorda "tu esisti e hai consapevolmente pianificato in un passato recente qualcosa squisitamente dedicato a te stessa e alla tua schiena che da settimane urla vendetta".

Secondo, errore strategico, hai pianificato il momento sublime a coincidere con l'ultimo giorno di scuola dei bimbi, quindi viene meno la scusa dell'a letto presto, perchè questa è una famiglia un po' birbante e i bimbi lo sanno che se non c'è scuola l'indomani, si può andare a letto alle 10.

Terzo, sono le 9 e 10 e loro hanno 50 ciccioni minuti da sventolarti sotto il naso.

Quarto, non so assolutamente nientissimo di shiatsu. Non sono nemmeno sicura che si scriva così. So solo che c'ho male a una spalla una mattina, male alla schiena quella dopo, male al bacino un'altra ancora, che almeno si mettessero d'accordo e comparissero a giorni regolari, come le lezioni di danza o il rugby, perdio.

Fatte queste premesse, son lì sdraiata su un immenso materassino di cocco. Il cocco sembra duro. Quando lo tocchi con la mano ne senti tutti i fili e pensi che non starai mai comodo. Invece, quando ti ci sdrai non sprofondi, ma neanche senti il duro che ti rifiuta. E' comodo e basta.

Prima di questo però devi rassicurare i tuoi bimbi, che sono sorprendemente protettivi e che ti accorgi che no, non lasceranno mai la stanza, fino a quando la sessione non sarà finita, perchè non hanno mai visto niente del genere. Il modo inquisitorio, quasi vagamente aggressivo con cui scannerizzano la situazione mi riempie gli occhi di commozione. E allora, via con la prova di massaggio su Marta, e poi su Giacomo e poi su Davide che deve essere un po' convinto perchè lui, che ci giochi un po' su o che sia vero - spero di capirlo in fretta - finisce sempre per avere il ruolo del più vulnerabile.

E poi è il mio turno. Il must ai bimbi è "potete guardare ma se dovete parlare, fatelo a bassa voce".

Io sul materassino.
Non so niente di shiatsu. Queste le mie impressioni.

Una mano ti si appoggia su un punto che a te sembra qualsiasi ma che intuisci non è casuale. Mano aperta, col palmo aperto, come a tenerti ferma. L'altra mano procede per punti, muovendosi verso l'esterno.
Ti senti come un tubetto di dentifricio, quando c'è poco rimasto dentro e con una mano lo tieni stretto perchè la pasta non torni indietro e con l'altra spingi fuori quanto ti serve.
Tutto fuori, la brutture che hai accumulato e che solo quando qualcun altro te le tocca ti accorgi di quanto potrebbero far schifo.

Mi sembra di capire, di sentire nella pelle questo atto di fiducia. La persona che è padrona di quelle mani è un'amica. Una di quelle amiche che conosci poco ma che se fossi un bambino ti abbandoneresti alle coccole perchè ti ispira fiducia, perchè in fondo vorresti essere come lei, così serena, così padrona del mondo e dei suoi segreti.
Non so niente di shiatsu, ma sento che lei adesso, mentre preme con le dita, sa di me più quanto vorrei dirle.
Tocca le spalle e sa delle mie tensioni. Fin qui niente di originale. Tocca la coscia e segue la linea che solo lei sa trovare e sa che la mia cistifellea è così così.
E' quando tocca la pancia, però, che mi sento più scoperta e nuda.

Nel frattempo i bimbi sono ancora lì intorno. Bisbigliano, cercano di essere silenziosi e mi mostrano la loro buona intenzione, stupefacente. C'è rispetto per questo momento solo di mamma, quasi reverenza. Il materassino è grande e loro si sdraiano di fianco a me. Le mani di C. che scorrono sul mio corpo, misurandolo con grazia per trovare i punti giusti, io con gli occhi chiusi, e poi d'un tratto un bacio lieve sulla mano. Bacio di labbra piccole e morbide. Di Giacomo.

Quando ti massaggiano, se ti lasci andare fiducioso, entri in uno spazio un po' di sogno, che ci sei e non ci sei. Più ci sei, nel mio caso, perchè è difficile mostrare l'oblio la prima volta. Ma un po' anche non ci sei e d'improvviso apro gli occhi e mi vedo Davide lì, sulla mi faccia. Sorride. Sorride, un po' eccitato dalla situazione anomala, un po' complice di qualcosa che non sa bene perchè sia bello ma deve essere bello se fa stare mamma così.
Allungo la mano per toccare la sua guancia. E' morbida. Allungo l'altra mano e finisce sull'interno del polso di Giacomo. Anche quello è morbido.

Mentre lo schifo accumulato in una giornata di schifo esce, manco fosse una scena de Il miglio verde, il respiro di Giacomo, ora addormentato, si coordina al respiro di C. e al mio. Io che mi riconcilio col mondo e C. che... non lo so. Non so abbastanza di shiatsu per poter immaginare.
Spero solo che non si sia portata a casa l'accidia che è uscita.

La mattina dopo ho trovato nella stanza un biglietto scritto da Marta che diceva qualcosa tipo "C., se vuoi che ti aiuti, dimmi se devo metterle un cuscino sotto i piedi" e poi due caselle, un che diceva "si", una che diceva "no". E poi anche le istruzioni "metti una crocetta". La crocetta era sul "si".

Bè, il mio primo massaggio di shiatsu, me lo sarei immaginato diverso.
Senza figli intorno, per cominciare.
Ma mi arrendo all'evidenza.

Grazie C. E grazie ai miei bimbi.

Comments:

Post a Comment

This page is powered by Blogger. Isn't yours?