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Friday, May 27, 2005

Ieri sera si è tenuto lo spettacolo di fine anno di Marta.
Da un anno all'altro mi dimentico ogni volta che nella scuola di Marta anche un evento semplice come la recita-con-pizzata-in-giardino si trasforma in una farsa di eleganza.

Comincia alle sette, ma tutte le mamme son vestite da sera: top di lustrini, sandali con il tacco alto e unghie laccate, camicette a fiori di seta trasparente, capelli raccolti, trucco impeccabile. Il tutto a guarnire corpi alti e magri, già con abbronzatura uniforme e muscoli tonificati da ore e ore di palestra.
Io c'avevo una maglietta bianca, un paio di pantaloni marroni con cintura, sandali rasoterra, trucco messo la mattina. Errore, mi sento un brutto anatroccolo.
L'unica cosa di vagamente elegante che c'avevo, eran le mutande.

Si apre il sipario, tutti i bimbi sul palco.
Per tutta la settimana Marta continuava a ripetere "mamma, ce la farò? mamma, mi ricorderò? mamma ho paura". Adesso è concentrata, emozionata e si vede, dal musino serio.
Poi ci scorge tra il pubblico e da quel momento comincia a sorridere, mentre canta. Canta e ci guarda. Canta guardandoci, e sorride.

Io mi emoziono come ogni volta. Rido e ho le lacrime. La guardo e penso solo a com'è bella con quei codini che mi ha chiesto di farle la mattina e adesso son tutti sberuffati.

Ora però non ride più.
La vedo che d'improvviso si stupisce di qualcosa, e che si irrigidisce.
Si chiude il sipario tra due canzoncine e quando si riapre il posto dov'era è vuoto.
Bene, tocca a lei.
Lei non arriva.
Arriva invece dietro di me la sua maestra.
"Signora, può venire per piacere, Marta si è fatta la pipì addosso dall'emozione e adesso sta piangendo"
"Dov'è???"
"Dietro al palco ma fra due minuti tocca a lei"
"Occazzo!"

Corro tra le sedie e penso solo "cazzo-ora-che-faccio?-cazzo-ora-che-faccio?-cazzo?"

La vedo e capisco che la situazione è irrecuperabile. I pantaloni sono fradici e non si può mascherare il perchè.
Lei ha un musino sconfitto. Si vede che ha vergogna nel profondo e che è delusa e arrabbiata. Piange. Il suo bel trucco cola giù nero sulle guance e lei mi guarda che sembra urlare "mamma, perchè? mamma, guarda cos'ho combinato!!"
Mi si stringe il cuore piccolo piccolo.

Io serafica "non ti preoccupare, risolviamo tutto" - occazzo, che faccio ora?
La maestra "è la prossima canzone"
Io "occazzo"

Cosa non si fa per i figli.
La mie mani sono andate alla cintura dei miei pantaloni marroni e me li sono calati, rimanendo in mutande.

"Mamma, che fai??"
"Togliti i pantaloni"
"Mamma!!"
"Mettiti i miei"
"Mamma, stringi bene la cintura"
"Ecco tesoro, arrotolali sulle gambe"
"Mamma, ma così non mi vedrai"
"Marta asciugati gli occhi. Guardami e dimmi la tua prima battuta."
"Per me vaniglia e stracciatella"
"Bene, adesso vai"

Ho visto la recita di fine anno di mia figlia in mutande.

Sghignazzavo tra me e me pensando:
1) se non fosse per i peli sulle gambe andrei a vedermela nel salone, così, tanto per scuotere un po' quelle menti provinciali imbellettate
2) adesso mi sento bellissima. Ed elegante anch'io, non foss'altro perchè le mutande son di pizzo
3) non capita spesso di avere un post così da scrivere

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