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Saturday, July 23, 2005

Ho quasi 40 anni (ehmm.... vabbè, non proprio ma quasi) eppure c’è una categoria di persone che ancora mi spiazza parecchio.
Va bene, lo so anch’io che le persone non andrebbero categorizzate. Fa troppo provinciale.

Credo di essermi comportata abbastanza bene prima di raggiungere la soglia dei 40. In fondo, finora le mie categorie erano sole due: le Piaghe e le Nonpiaghe.
Categorie che, ahimè devo ammettere, hanno trovato più adepti nelle donne che negli uomini.

La Piaga è quella che qualsiasi cosa le capiti è peggio di quello che capita a te, anche se, anzi specialmente se, vi sta capitando la stessa cosa.
Tanto per stare in tema di mamme, la mamma piaga è quella che lavora con un solo figlio e ti inchioda alla sedia della cucina per due ore, ti chiede di accenderti la sigaretta, solo un tiro... e poi se la fuma tutta e si lamenta di essere sul bilico di un esaurimento nervoso e liquida i tuoi "ma ... dai che c’è di peggio" - si, per esempio qualcuno ti ruba il piacere del primo tiro - con un "tu non fai testo, non sei normale, non so dove tu riesca a prendere tutta questa energia".
"Gratto il fondo del barile" ti verrebbe da rispondere urlando ma lasci perdere sempre, perché non c’è speranza di rieducazione.
La Piaga su di me ha sempre un piccolo potere alienante.
Probabilmente dovuto alla frustrazione di non riuscire ad urlare quella risposta.

La Nonpiaga è quella che ride, che riesce a trasformare quasi tutto in ironia, e che così ti dà forza. E’ quella che quasi sempre ti fa sentire migliore. Non migliore di lei, ma migliore di quello che credi di essere.
La Nonpiaga mamma è quella che ti confessa di sognare una notte focosa col maestro di danza della figlia ma di temere di non essere ginnicamente all'altezza, per intenderci. E poi ci si ride su.

Vabbè, questo era prima.
Adesso temo davvero di dover aggiungere un’altra categoria. E sono spiazzata. Perchè la Piaga la so gestire. La so consolare. Riesco a trovare un punto in cui la mia esperienza si incontra con la sua. Magari dopo quel punto le strade si dividono, ma almeno so di cosa sta parlando.

Questa nuova categoria per la quale non riesco a trovare un nome invece mi spiazza.
E' quella di chi, posta una serie di elementi che descrivono una realtà oggettivamente inconfutabile, la rigirano inventandosi un mondo parallello fittizio, oggettivamente fittizio. Si inventano una storia con gli stessi elementi ma in ordine differente, e il risultato è qualcosa che coincide con quello che loro vorrebbero che fosse. E la ripetono e la ripetono a tutti quelli che gli capitano per le mani, fino a quando, a furia di dirla, diventa una realtà. Convincono se stessi cercando di convincere gli altri.

Bè, questo faccio fatica a gestire.
L'esperienza comune te la racconta in un modo che a te ti viene da scuotere la testa, come quando cerchi di riprenderti da una sbronza.
Vedo tutto il processo e anche tutta la debolezza umana e mi impongo di capire.
Ho sognato perfino di poter dialogare. Ma non è un dialogo alla pari. Mi sembra che sia un dialogo tra matti.
Quindi .... 'fanculo. C'ho quasi 40 anni e poco tempo da perdere.

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