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Monday, August 01, 2005

E' arrivata una settimana fa e ha 15 anni.
E' venuta perchè vuole studiare inglese e italiano e quale posto migliore? deve aver pensato la madre e l'ho pensato anch'io.
Marine, francese, 15 anni, due fratelli di cui uno dell'età di Marta.

E' arrivata col suo borsone da tennis sulle spalle. Adora giocare a tennis.
E il suo borsone deve essere stato un capriccio perchè è trendissimo: si mette sulle spalle come uno zaino, ma le arriva sotto il ginocchio quanto è grande. Ci potrei far stare i vestiti di noi 5 per una vacanza di una settimana, invece lei c'ha dentro solo una racchetta e neanche le palline - che le ho dovute comprare io, accidenti se costano.
Aveva scritto una lettera prima di venire. In inglese. Un buon inglese. Voleva far la babysitter. Per qualche settimana mi sono crogiolata al pensiero di me e del mio bikini a bordo piscina con un gin&tonic permanente sul tavolino.

Quando è scesa dall'aereo le ho detto:
"was your journey ok?"
"uh?"
"was your f l i g h t ok?"
"uh?"
"Il v i a g g i o...? bene?"
"uh?"
"doyouknowhowtomakeagin&tonic?"
"uh uh?"
"vabbè, và, andiamo..."

A me piacciono gli adolescenti.
Davvero. Mi incuriosiscono, mi affascinano.
Mi viene da voler loro bene solo per la goffaggine e per la fatica che sembrano fare per qualsiasi cosa, anche la più banale.
Sarà che son stata un'adolescente. Sarà che vorrei essere ancora adolescente.

E' arrivata e per due giorni è stata in camera col suo telefonino e il suo walkman. La prima mattina le ho rifatto il letto e c'ho trovato dentro un cagnone di peluche che dallo stato si può dedurre la stia accompagnando dai tempi della culla, un altro orsetto e due pezzi di lana a strisce bianche, rosa e azzurre che a naso direi siano quanto rimasto della sua prima copertina.
Non parla, Marine. Neanche quando ci provi. Risponde a gesti e mugugni e di certo non ha nessun interesse per l'inglese o l'italiano. Il sospetto è che siano i suoi genitori a sognare di parlare l'inglese e l'italiano. Ha solo voglia, per quel che vedo, di starsene in camera a leggere, ad ascoltare musica, a guardar le foto scattate durante lo stage di tennis che ha fatto prima di venire qui, dove ha incontrato Adrian (di più non mi è dato di sapere).

All'inizio ho pensato che non stesse bene con noi, poi ho pensato ma guarda 'sti adolescenti di oggi. Poi ho provato a ricordarmi com'ero io e naturalmente mi ricordo diversa e curiosa. Dovrei chiedere a mia madre ma mi sa che non lo ero e che il mio ricordo sia solo una rivisitazione imbellita.

Ieri sera al ristorante c'era un tavolo simile al nostro: dei grandi, dei bimbi e una ragazza adolescente. I bimbi correvano in giro, i grandi chiacchieraveno di cose inutili e l'adolescente se ne stava con la testa chissà dove, quell'aria più astratta che annoiata.

Ho pensato allora che smetterò di crucciarmi ad inventare cose per far divertire Marine, per strapparle qualche sorriso d'entusiasmo.
Ho pensato che va bene così. E che forse la più bella vacanza che le possiamo regalare sia quella in cui lei possa stare sul suo letto ad ascoltar musica e a guardare foto, senza dover parlare a nessuno e senza che nessuno le rompa le scatole interrompendo i suoi sogni.
E non dirò niente a sua madre.

Chissà se è questo che vuole.

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