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Saturday, August 06, 2005

Premessa: Davide sta bene.

E' tardi, ma non credo che dormirò molto stanotte.
Ogni quattro ore devo alzarmi per controllare le pulsazioni di Davide, il suo colorito e se le estremità del corpo sono fredde.
Ma più che altro non dormirò un granchè per quell'immagine di una frazione di secondo che ho vissuto oggi, quando l'ho visto in mezzo ad una strada, sbalzato dalla macchina che lo ha investito, un piccolo fantoccio informe con una camicia hawaiana rossa che volava alto e che rimbalzava per terra.
Perchè, è incredibile, è proprio vero che gli incidenti, che le cose veramente veramente serie succedono al rallentatore.
Ed è una bella fregatura, perchè poi così tu rimani per ore con quel ricordo nitido nella testa a moltiplicare tutta l'angoscia all'infinito. Si moltiplica di mille "se".
Se non avessi deviato per comprare il pane, se non li avessi lasciati scendere dalla macchina per una fugace scivolata nel parchetto giochi. Il "se" principe: se quella macchina fosse uscita dalla curva più veloce.
Perchè dalla macchina è uscito un ragazzo che non credo avesse più di vent'anni, perchè da quella curva nel centro del paesino dove siamo a fare le vacanze tante volte ho visto uscire macchine guidate da ragazzi sbruffoni a velocità da stupidi.
Ma questa volta no, questa volta era un ragazzino con poca barba e l'accento bergamasco, che andava abbastanza piano.
Abbastanza piano da centrarlo in pieno e da farlo saltare in aria senza fargli male.
Questo gli ho detto stasera quando l'ho chiamato dall'ospedale per dirgli che Davide stava bene a parte il livido. Gli ho detto "Grazie Riccardo, grazie che andavi piano. Sei una bravo ragazzo. Grazie davvero"

Davide oggi pomeriggio tornando dalla fattoria dove siamo stati a giocare con i cavalli mi ha chiesto se potevo dargli due cicche invece che una. Da masticare insieme. Al mio perchè lui ha risposto "perchè se mangio due cicche divento un bambino di gomma e allora posso trasformarmi in quello che voglio". Io ho riso e ho detto "vabbè, ma solo per questa volta".
Stasera abbiamo riso insieme di nuovo perchè abbiamo deciso che sì, mangiare due cicche insieme ti trasforma davvero in un bambino di gomma.

Adesso che lui dorme tranquillo con le sue pulsazioni nella norma, io son qui.
L'angoscia più grande, oltre a quella dei sensi di colpa, è che ho toccato con mano che ci può volere solo un secondo, anzi meno.

Insieme, questa scoperta: amo Davide. Amo davvero i miei bimbi.
Non me ne frega un cazzo di tutto il resto. Tutto il resto son cazzate.
Prendetevi tutto, se necessario. Prendetevi me e tutti i miei pensieri e i dubbi e le speranze.
Prendetevi la mia vita, se necessario, ma non toccate i miei bimbi, vi prego.

Insieme, questo senso di stupita gratitudine. Senza saper bene chi ringraziare.

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