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Sunday, September 25, 2005

Un weekend devastante.
Già ero stremata venerdì a pensarlo, domenica sera sono un calzino sporco.

Sabato mattina: lavoro, e va bè. I miei uffici nuovi, coi mobili che ho contribuito a scegliere, con la mia sedia che l'ho decisa io, tutta la luce che viene dalle finestre, e il bollitore che mi posso preparare il tè come dico io, rigorosamente earl grey come faccio a casa, e il croissant che i colleghi ti fanno trovare al tuo arrivo... messa così è accettabile anche il sabato mattina.

Poi il pranzo da mammà rovinato solo da un fatto:
Raggiungo la strada dove abitano i miei e ti ci trovo una coda. Una coda stupida perchè ci si potrebbe stare su due file e invece ce n'è una sola e io sono un po' in ritardo e c'è un po' di spazio. E siccome io sono una brava donna al volante mi ci insinuo in quello spazio, un pochino. Ok, un po' cheaky, ma niente al confronto di quello che a volte vedo fare a certe Audi e BMW. E io c'ho solo una Nissan Serena bianca che sembra un'ambulanza e non è che posso permettermi tanto di fare la gradassa. Comunque, mi insinuo. Poi il semaforo diventa verde e la 500 rossa che ho appena superato con la mia mossa astuta parte e mi supera. Dentro ci sono 3 giovinastri di non più di 18 anni. Abbassano il finestrino e mi urlano
"Ehi, ZIA, che cazzo ti credi di fare?"
"Uuhh!" Mi guardo di fianco per capire con chi ce l'avessero e poi mi accorgo che di fianco non c'era proprio nessuno. Forse che ce l'hanno con la madonnina incastonata nell'angolo della strada? Ehmmm... no. Mi sa proprio che sei tu la ZIA. Ziaaaa? Mavaffanculo. Ma proprio di cuore. Mi va il sangue al cervello ma non mi viene un bel niente alla lingua. Mi viene da alzare il dito medio, ma c'ho tre bimbi in macchina e l'ultima volta che l'ho fatto era sulla Serravalle e l'ho fatto a una Mercedes Kompressor o come diavolo si chiama e quello mi ha ingaggiato, me sulla mia Serena- ci rendiamo conto?, in un road rage che me la sono fatta davvero sotto. Rinuncio al dito medio. Son superiore, và.
Poi mi è venuto in mente che avrei potuto rispondere qualcosa tipo "guarda che ti tiro indietro la pelle del pisello come faccio ai miei figli - per evitare quelle che la pediatra chiama "aderenze" - solo che te la stacco, la pelle". O le palle. Ma in fondo sono una signora...
ZIA..... io ti ammazzo.

Dopo pranzo, quando sul divano dopo il rituale della lettura dell'oroscopo su Io Femmina, l'unico oroscopo che c'azzecca, mi si stanno rivoltando gli occhi che si vede solo il bianco del bulbo come nei bambini, tadammm! mi svegliano. E' ora di portare Marta nel mezzo del niente brianzolo per la sua prima lezione di cavallo.
Per me gli animali sono come marziani. Dalla formica all'elefante non mi interessano. Non li conosco, non li tocco, non mi ci relaziono, posso scientemente vivere senza di loro. Gli animali per me è come mangiare coniglio. La cosa meno interessante del mondo.
La pensavo così anche della danza classica ma Marta mi martellò - aveva 4 anni - per settimane e alla fine cedetti e adesso lei balla che sembra una farfalla.
Per il cavallo mi martella da giugno.
Già ho ceduto al criceto, non potresti cavalcarti quello?
Mamma!
Però mi piace questa idea che lei faccia cose che a me fanno paura. Voglio dire, io uno zuccherino ad un cavallo.... dio che schifo. Tutto quell'umidiccio della lingua e i dentoni e le naricione. Non se ne parla.
Ma lei martella e martella che alla fine mi ritrovo a guardarla un sabato pomeriggio che io volevo tanto dormire mentre monta un pony al trotto, alla prima lezione, e c'azzecca pure il ritmo, coi talloni bassi nelle staffe e la schiena dritta da ballerina e un sorriso emozionato sulla faccia e io mi dico tra me e me "ma come fa a convincermi sempre a fare quello che vuole? E, soprattutto, come fa a 8 anni e mezzo a sapere così bene cosa vuole?".
Stasera quando le ho dato il bacino della buona notte lei mi ha chiesto di stare 5 minuti. Quando fa così vuol dire che vuole parlarmi. Le sere delle ultime settimane mi ha parlato solo di quando e se avrebbe fatto equitazione.
Stasera mi ha parlato di altro che non dico ora se no questo post diventa lungo come il weekend. Ma alla fine del discorso le ho detto "sai una cosa, Marta? stai crescendo. stai proprio diventando grande. e sai un'altra cosa? più tu diventi grande più io divento piccola"
Ed è proprio così. A volte corre così in fretta che mi supera e son io che ho da riflettere e da imparare da lei. Quella sua voglia di scoprire e di cimentarsi, di superare la mia ignoranza che vorrebbe escludere gli animali dalla sua vita, quel suo sballonzolare un po' scoordinato ma felice sulla sella, e il pulire il cavallo dopo. Mi guardava come a dire "guarda che è bello, dovresti provare, non sai cosa ti perdi" come io l'ho fatto con lei la prima volta in seggiovia che lei non ci voleva andare perchè aveva paura, o in quella piscina in Inghilterra che c'aveva lo scivolo con le curve ed era un lungo tunnel e io son claustrofobica e me la son presa in braccio che avevo una fifa blu e mi son buttata giù con gli occhi strizzati tenedolola stretta. E poi lei ha riso e io non ho dovuto farlo più perchè poi lo ha fatto da sola. Uguale. Mi guarda e dice che è bello e io mi ritrovo a fidarmi e non mi sorprenderei se tempo un mese allungherò la mano a dare uno zuccherino al cavallo, allo stesso modo in cui oggi accarezzo quel topo di un criceto che gira quella maledetta ruota rumorosissima svegliandomi alle 4 di notte.

Sabato sera invece niente bambini. Una cenetta a quattro, il "quattrone" come lo dico io.
Lei è incinta. Di non so quanti mesi ma c'ha un gran culone e la prima cosa che penso è che è inumano e insensibile da parte di madre natura farci questo, quando ci fa rimanere incinta.
Lei ha passato la vita a volere un bambino. Lei ha fatto tutte le pratiche per l'adozione, ma si è ostinata a voler solo un'adozione nazionale e ha aspettato e aspettato. Una vita ha aspettato. Quando ha superato tutto i test e contro test di tutti gli assistenti sociali del mondo, dopo qualche anno, è arrivato un bimbo italiano. Lo vuoi? Si, ti prego. Lo voglio davvero. No, mi spiace, non puoi averlo. Perchè? Perchè, mi spiace, ma se vuoi questo bimbo in adozione, devi rinunciare al bimbo che hai in affido da 10 anni. La legge non consente di avere un bimbo in adozione se ne hai uno in affido. Bè, io non posso abbandonare questo bambino quasi adolescente proprio ora. Bè allora scordati il bimbo in adozione. Così lei se l'è scordato e gli anni son passati. E il bambino in affido adesso è un uomo e lei ha la sua vita e le piace così com'è.
Poi arriva 'sto spermatozoo che le sconvolge tutto. Cucù.... credevi eh, che non ce la facessi? Invece son qui, ad inseminarti.
E lei, lei proprio non ce la fa ad essere felice. E sinceramente la capisco proprio.
Perchè quando sogni qualcosa veramente e non arriva e tu tocchi il fondo e alla fine non la sogni davvero più e non la vuoi più, perchè hai trovato dell'altro, altri equilibri che adesso ti calzano abbastanza a pennello, che quel sogno lì che non sogni più e non vuoi più arrivi a romperti i coglioni, bè....è devastante, a pensarci veramente.
Ciononostante, da mamma, perfino da mamma per sbaglio, trovarmi di fronte ad un'amica che parla così freddamente e con distacco e angoscia e egoismo di un bambino, del suo bambino, del loro bambino.... mi ha fatto un po' impressione, lo ammetto.
E' che sapendo il calore che si prova dopo, sentire tutto quel freddo sembra quasi una bestemmia. E sapendo che niente si possa dire ora che possa descrivere l'amore dopo, è frustrante.

Domenica mattina mi sono sciroppata due messe una in fila all'altra. Quella dell'oratorio, cheMarta quest'anno fa la prima comunione e quella della scuola. Che perdio, oratorio e scuola stanno a 100 mt. di distanza e si mettessero d'accordo, magari i bambini non rimarrebbero così annoiati e traumatizzati.
Sta faccenda della prima comunione avrà bisogno di un post a parte che descriva: 1- lo stato di agitazione che già pervade il parentado a vari livelli, nonostante il fatidico giorno sia a maggio 2006; 2- lo stato dell'educazione religiosa media di questo paese, che francamente anche se so di non essere un'esperta in materia, mi fa rabbrividire. Sto accarezzando l'idea, segretissima, di mandare tutto all'aria ora. E che poi se la sbrighi lei quando sarà grande. Ma ci sto pensando e ancora non son pronta a deliberare.

Siccome son quella che sono e per il momento, fino a quando non delibero, la linea è che Marta va a catechismo, urge l'iscrizione al corso, che guarda caso scade domenica pomeriggio e io l'ho scoperto domenica mattina e che mi tocca pure andare tutti come un'allegra famigliola alla festa di apertura dell'oratorio ad incontrare il prete.
A questo punto il mio umore è tale che sto cercando apposta di arricchire il weekend con impegni deliranti così poi la sera potrò sentirmi tanto vittima e tanto sacrificata. Visto che peggio di così non potrà andare, che almeno io mi possa sentire stoica.

Alla festa dell'oratorio, nonostante io a mala pena riesca ad andare a prendere i miei figli a scuola e certo non mi fermi mai a chiacchierare con le mamme, scopro di essere ben inserita nella comunità. Conosco praticamente tutti e tutti mi salutano. Sarà stata la mia performance da corsara allo spettacolo dell'asilo? ...azzz.... son celebre qui.
Devo ammettere che l'atmosfera è di quelle che scaldano il cuore, con la gente che sorride e ti chiede come stai, che lo so che dovrebbe essere una cosa normale, ma provate ad andare a prendere Marta a scuola e a relazionarvi con quelle mamme sui tacchi a spillo e vi accorgerete che non lo è affatto, normale. Non ovunque.

Band, giochi, gelati. Il clown coi palloncini che fa le forme. Ecco una spada per Davide. Oooopss... mamma si è rotta, me la rifai? Ebbene si, so anche fare le spade coi palloncini. Mi ero comprata un libro per cercare di risparmiare la fee dell'intrattenimento ad una festa di compleanno e l'ho proprio imparato a fare una spada col palloncino. Ma il palloncino è rotto e il risultato è una spada accorciata, una sorta di pugnale, ma senza manico. Insomma, per farla breve, a guardarlo bene è un enorme fallo viola. Davide non è contento e lo mostra al clown dicendo guarda cosa ha fatto mia madre. Io mi sa che sono arrossita. Il clown mi ha guardato e io ho cercato di far finta di niente con uno sguardo del tipo "Che c'è? c'ho qualcosa tra i denti?". Il clown promette a Davide un'altra spada. Questa volta nera. Gliela consegna e dice a voce alta "Dì alla tua mamma che questi sono GIOCHI DA BAMBINI!!!".
Insomma, dico io, siamo all'oratorio. Che sono queste battute? Vabbè, va, facciam finta di niente e passiamo oltre. Chiacchieriamo.
Mi accendo una sigaretta e chiacchiero. Saran passati 70 secondi, e il clown è ancora vicino a noi, e la nuova spada di Davide scontra la mia sigaretta e pum! scoppia. Davide dice oh! e la guarda. Io dico vabbè, fattene fare un'altra. Poi la guardo e penso oddio no! Davide tira la manica del clown e gli dice guarda cos'ha fatto mamma, porgendogli la spada. Era scoppiata la parte lunga e il clown si è ritrovato in mano DI NUOVO un grande fallo nero. Io clown mi guarda. No, cioè.... non è come sembra.... io... la sigaretta... io, non vengo mai qui in oratorio... insomma, ma guarda un po' che buffo....
Scommetto che pensa che mamme così non gli capitano mica a tutte le feste.

La storia invece che io mi sia innamorata del trampoliere è rimasta un segreto. C'erano 'ste gambe lunghe che ti ritrovavi tra i piedi tutti i momenti e tutte le volte mi sfiorava la curiosità di che cosa sarebbe successo a fargli uno sgambetto. Una tentazione irresistibile, a dire il vero. Chiaro che mi sono trattenuta, ma ho visto un bambino provarci e mi sono chiesta che deve essere un vero rischio, per chi fa il mestiere del trampoliere e passa le giornate alle feste dei bambini. Chissà se si assicurano. Perchè son altissimi, quando stanno sui trampoli e a cadere c'è da ammazzarsi.
Una volta che c'avevo 'sti pantaloni neri sotto il naso, ho alzato gli occhi e son rimasta folgorata. Ho visto il più bel sorriso del mondo. Questo ragazzino che sembrava non aver più di 20 anni, magro magro e belloccio ma niente di speciale, aveva un sorriso di una dolcezza disarmante e pieno di una grazia sovrannaturale. Un'espressione oltre all'entusiasmo. Ironica come si conviene ad un trampoliere, ma innamorata. Sembra un angelo, ho pensato. E quando l'ho detto a Philip, che mi ero innamorata del trampoliere, lui ha detto che anche lui. E mi son sentita rassicurata che non avevo sognato un sorriso così.

Troppe cose per un weekend. Troppo lungo questo post.
Sono fortunata che mi è concesso il tempo per scriverlo .

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