<$BlogRSDURL$>

Tuesday, September 06, 2005

Va bene, credo di poter ora affermare anche in questo contesto pseudo pubblico, che questa mamma qui, in possesso delle sue piene facoltà incoscienti ha fondato una sua società con altre tre persone abbastanza incoscienti da decidere che ci siano altri modi di lavorare.
Sono ufficialmente e pseudopubblicamente un' imprenditrice.
Sono ufficialmente e intimamente ritornata padrona di me stessa.

Per il resto sono stasera alla vigilia di due eventi sconcertanti:
1 - domani si terrà la mia prima festa dei 40 anni
2 - lunedì Giacomo e Davide cominceranno la scuola

1: che non si fraintenda, mica i miei, di 40 anni. Quelli di Stefano.
Ero in seconda liceo e belli belli fanno il loro ingresso in classe questi tre fanciulli, bocciati, quindi più grandi. Stefano era uno di loro. E siccome io ero un anno avanti per motivi qui lunghi da spiegare, io avevo 14 anni e loro 16. Erano grandi e affascinantissimi.
Non lo sapevo ancora, ma saranno quelli che insieme a me formeranno il nucleo del branco, quello che da allora si è spostato unito di festa in festa, di canne in canne (poche le mie e per questo mi prendevano in giro), di fidanzati e amore, perfino di morte, di anno in anno fino ad arrivare a domenica, domani.
Era bello Stefano. Alto e affascinante. C'aveva la moto. Una moto piccola che chissà cos'era (domani glielo chiedo). In gita scolastica ad Assisi mi ha baciata ed è diventato il mio primo fidanzato ufficiale. Mi ricordo come se fosse ieri che camminavamo abbracciati e goffi come solo gli adolescenti sanno fare per le strade di Assisi e io ogni tanto dovevo fare un saltello, perchè lui era tanto più alto di me e io non riuscivo a tenere il passo, e che ogni volta che facevo il saltello per rimettermi in pari, cercavo di nasconderlo, certa che lui se se ne fosse accorto l'avrebbe trovata una cosa ridicola e mi avrebbe lasciata. A quei tempi portavo ancora gli occhiali - ci credo che avevo paura che mi lasciasse. Lui me li toglieva quando mi baciava sul divano della mia camera e si vedeva che lo faceva perchè con gli occhiali ero brutta. Una vera umiliazione, a cui mi piegavo pur di non perdere quel ragazzo che mi dava le sue attenzioni, che mi riaccompagnava a casa con la sua moto.
Non servì a niente, perchè alla fine, nonostante l'umiliazione nascosta e la certezza che non si sia mai accorto che le mie gambe erano più corte delle sue, mi lasciò lo stesso, in tronco, nel bagno della scuola.
Perchè non gli lasciavo toccare le tette.
Su certe cose mica si può transigere.
(il giorno dopo implorai mia madre di comprarmi le lenti a contatto)

Altre pietre miliari. Io e lui molti anni dopo, in aereo verso Londra, quando ancora si poteva fumare in volo ed era una gran pacchia, ad andare a far da testimoni alle nozze di D. E i pranzi con il branco nel giardino della casa in campagna bevendo acqua Sovrana. Io che dò alla sua fidanzata il mio bouquet di nozze perchè loro il giorno dopo andavano a vivere insieme.

Adesso compie 40 anni e mi fa impressione. Stefano è intelligente, e colto, e simpatico da morire, e pratico. Al liceo mi metteva in soggezione perchè non sapevo mai di cosa parlare con lui. Mi sembrava sempre che qualsiasi cosa dicessi suonasse banale. Però da lui, negli anni successivi, ho imparato che fare qualche cazzata non significava necessariamente male o finire all'inferno e che sì, qualche bugia alla mamma potevo dirla che tanto non mi sarebbe cresciuto il naso.
Compie 40 anni e io non vedo l'ora di andare alla sua festa.

2: in realtà è martedì che cominciano. Abbiamo le cartelle, abbiamo i quaderni (7 nuovi quaderni per ciascuno = 14 quaderni), non abbiamo i grembiuli neri perchè io spero ancora di aver sentito male alla riunione e che si siano sbagliati o che dalla ultima riunione abbiano cambiato idea e che no, non glieli faranno mettere, che sono orribili.
Davide l'altra sera mi ha detto "io non voglio andare a scuola" e al mio perchè ha risposto "perchè io non voglio crescere".
Che nel mio intimo io lo vorrei proprio tanto che i miei figli la smettessero di mettermi così nuda e senza difese di fronte a questioni alle quali io stessa ancora non ho trovato risposte soddisfacenti, perdio.
Se ne andranno a scuola e io mi sento come se mi avessero messo in modalità standby 5 anni e mezzo fa e mi avessero fatto partire di nuovo adesso.
Come cazzo è potuto succedere che lo stato mi chiamasse e mi dicesse è ora? Neanche 5 minuti di preavviso? Non è valido, ecco.

Io sono ASSOLUTAMENTE certa di essere sempre la stessa, non c'ho manco una ruga. Anzi, porto ancora gli occhiali, se serve.
Giuro che non ho mai indossato lenti a contatto.
Non ero io, era un'altra. Era la mia gemella.

Comments:

Post a Comment

This page is powered by Blogger. Isn't yours?