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Sunday, October 09, 2005

Io stasera non lavoro, non scrivo mail, non leggo altri blog, non scrivo il mio blog.
Io stasera mi ubriaco e basta.

Checc'è? Guarda che stai scrivendo il tuo blog?
Naaaa. Non sono mica io, è mia sorella. Gemella.
Eh? Si ok, se sono io è un buon segno. Vuol dire che sono ubriaca.

Io adesso mi annullo nel niente di niente di una bottiglia di vino e poi passo anche alla grappa e miscuglio tutto, così poi mi riverso sulla tastiera. Voglio, dico voglio, vomitare su tutto il bell'ordine che ho messo in casa tutto il weekend.

No, cosa dico il weekend.
E' cominciato tutto il weekend scorso col cambio degli armadi. E tira giù e metti su, e questo adesso è troppo piccolo, e fai il sacchetto delle cose piccole. Quelle piccole da femmina vanno in un sacco per la figlia dell'amica di mia madre, quelle piccole da maschio vanno in un altro sacco per il mio nipotino inglese, quelle piccole bruttine vanno in un sacco per i poveri - che mentre scrivo mi vien da chiedere perchè cazzo non dò loro quelle piccole ma belline, che tanto la figlia dell'amica di mia madre e anche mio cognato c'han soldi abbastanza per comprare cose nuove.

Poi, aspetta che non è mica finita, c'è anche il sacco delle cose che devono andare in tintoria, mentre in bagno si alza il cumulo delle cose da lavare per essere messe via. Poi ci sono i tempi morti a riflettere se quelle cose lì che vanno ancora bene, chissà se l'anno prossimo, chissà quanto cresceranno, vabbè le tengo non si sa mai.
E svuota cassetti e fai cernite e ririempi cassetti.
E poi ci sono anche considerazioni suoi vestiti tuoi.
C'ho un completino color prugna di gonna con spacco con toppino e maglioncino che è un'amore, che ho comprato credo 5 anni fa nell'unico giorno in cui devo aver pesato 58 chili. Sono certa che fosse solo quel giorno perchè l'indomani mi è stato stretto e così per tutti i giorni e gli anni a venire. Ogni fine estate lo metto via e mi giuro che l'anno prossimo riuscirò ad entrarci, me lo giuro per davvero, coi denti stretti, costi quel che costi. E ogni inizio estate non riesco ad entrarci e m'incazzo e ora ogni fine estate m'incazzo che non l'ho dò via e perpetuo questo smacco.

Questo era il weekend scorso.

Tutta la settimana con 'ste borse nella panchina del corridoio all'ingresso. UNA MONTAGNA. Sulla quale a metà sdettimana si sono adagiati a render l'equilibrio ancora più precario, i vestiti di ritorno dalla tintoria, nella plastichina trasparente e negli ometti di ferro che ti tagliano le dita e si ingarbugliano l'uno con l'altro.

Questo nuovo eccitante weekend si è aperto con un invito ad un concerto sotto casa che però ho scaricato la posta troppo tardi e non ci sono andata.
Poi tre elettrizzanti lezioni di cavallo una dietro l'altra e poi?
Massì, dai, già che ci siamo, è tanto tempo che lo vuoi fare, che vuoi dare ai tuoi bambini un angolino tutto loro, uno per ciascuno, nella cameretta.
Massì, dai, giriamo tutti i mobili, spostiamoli, tiriamo fuori il lettino di Davide che è uno di quelli che si sfila da sotto un altro letto (quello di Giacomo) e finalmente diamo anche a lui un suo spazio, ne ha diritto. E le mensole? Bè, se sposti quell'armadio lì, la mensola la devi tirar giù. Opps, c'è un buco enorme sul muro adesso. Vabbè, prendiamo il gesso, la calce, o comecavolo si chiama quella pasta bianca nel secchiellino. Ma così Giacomo non ha la mensola. Aspetta che recuperiamo quella che sta da anni sotto il lettone. Ecco. Chi trapana? Aah, grazie James che vieni col trapano a pile, silenzioso, e che chirurgicamente intervieni. Oddio quanti giocattoli. Ok, le barbie in una scatola, macchè dico una, quattro infatti.
La smettete di regalare barbie?
Lo dico qui a tutti.
Ci pensano già le nonne. Per il resto, chiunque regali una barbie è un'idiota, a meno che, ovviamente, non sia un riciclo. Perchè, lo dico qui a chi non ha figli e quindi non ha esperienza, se regali una barbie a una bambina, la prima cosa che pensa la madre è che l'hai reciclata. Tutte le mamme sanno che 1) le barbie le regalano solo le nonne, 2) le barbie sono l'incubo delle mamme e le mamme colgono al volo qualsiasi opportunità sia loro data per disfarsene. Io ho perfino sperimentato il ciclo di vita completo di una barbie che, nella sua bella scatola, è stata da me reciclata, l'ho vista poi ad un'altra festicciola e infine è tornata all'ovile, qui, proprio qui a casa mia. La stessa barbie nella stessa scatola. Giuro. Un soldatino di piombo, praticamente.

Ok. Devo ammettere che quando i bimbi son tornati a casa e sono entrati nella loro cameretta e era tutto diverso, ognuno il suo angolino, ognuno con le sue cose speciali nell'angolino, Marta con la poltroncina per leggere, Davide con gli spiderman che si arrampicavano sul muro e Giacomo con il mappamondo che si accende sul comodino, devo ammettere che le loro facce e la loro gioia mi hanno fatto pensare che ne valesse la pena.

Ma mi è passata subito, quella specie di contentezza.
Perchè rivoluzionando la stanza non c'è stata più la scrivania, che allora è stata spostata nello studio. Ma per far starci la scrivania abbiamo finito per dover rivoluzionare anche lo studio. E giù casino su casino. E giù giocattoli su giocattoli. Ma cosa dico giù. Sù, piuttosto. Sembravano ritornare a galla da un mondo sommerso. Più ne mettevo a posto, più ne affioravano. Ed è anche inutile che parli al passato perchè se alzo lo sguardo dalla tastiera mi viene ancora il mal di mare.
Quindi occhi basso...tastiera, bicchiere, bicchiere, tastiera. Anzi, ora passo alla grappa.
Nel frattempo, non tralasciamo i bucati della sopradescritta pila di roba da metter via per l'inverno ma sporca, nè l'invito a pranzo fatto ai miei, con Philip che cucinava menù spagnolo e che dio non ho mai visto tante pentole usate nello stesso momento per un pranzo solo, che non ci stavano in lavastoviglie e che dopo ho pensato fosse giusto che le lavassi io (visto che lui aveva cucinato).
Alla fine, un po' di compiti e poi un bell'ordine tra le scarpe che ancora c'erano i sandali nell'armadio.

Stasera, dopo aver messo a letto i bimbi, sono inciampata in un bicchiere di plastica per terra. Storia del bicchiere: il bicchiere veniva da una recente pulizia della macchina, era finito in un sacchetto, il sacchetto era stato svuotato, il bicchiere appoggiato in cucina, urtato da un bimbo che poi non lo aveva raccolto.
Col mio inciampare il bicchiere è rotolato e ha fatto un gran baccano, un baccano assurdo. Che mi ha perforato le orecchie proprio mentre si stavano adagiando gongolanti nel silenzio della prima sera.
Mi è venuta una crisi isterica. In cucina, di fronte a Philip, ho comincviato a fare hi-hi-hi-hi che non riuscivo a fermarmi, aggrappata alla cesta del bucato da stendere, che meno male che c'avevo la cesta a cui aggrapparmi se no crollavo.

Venerdì prossimo, verso le 19, voglio essere messa su un aereo e portata in località amena. Anzi no, amena non necessariamente. Località mi basta.
E se non trovo la babysitter son pure disposta ad andarci con un altro uomo, perfino se bruttino.

E se mai qualcuno decidesse di commentare questo post, sappia che son specialmente gradite descrizioni di weekend orribili, possibilmente di single, chè così mi aiutano a sentirmi meglio.

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