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Wednesday, November 23, 2005

Il mio più grande difetto e fonte del mio più grande imbarazzo è che sono ignorante.

I miei genitori, quando ero piccola e poi media, e poi perfino quando ero grande, soprattutto si son dedicati a rendermi un essere umano, a insegnarmi cose del tipo dire scusa senza vergogna, mettersi nei panni degli altri, avere rispetto per le idee, poca pietà per gli stronzi, il più possibile logica (coerenza?) nei pensieri e poi forse nelle azioni. Cose così insomma.

Che io poi sia riuscita o meno ad assimilare i concetti è tutt'altra storia. Ma il punto qui è che, un po' per poca pressione da parte loro, un po' per grande pigrizia da parte mia, io non è che sia una che abbia mai approfondito un granchè gli argomenti di attualità.

Lo confesso, so solo portare avanti conversazioni parecchio superficiali su vari argomenti che invece appassionano molti, in primis la politica.

Però son anche poco furba, perchè su alcuni temi (tipo il crocefisso si o no nelle scuole, i più elementari avvicendamenti politici, ecc.) potrei anche concentrarmi e trovare i punti fissi che riflettono il mio pensiero ed essere in grado di esprimerlo, se richiesto, e argomentarlo per bene.

Invece, l'altro giorno, qualcuno mi ha coinvolto in una conversazione sull'aborto, sbrodolando stereotipi provincial/ipocriti che facevo fatica a trattenere il sangue nelle vene (del tipo "quando lo spermatozoo incontra l'ovulo è già vita e se tu non sei stato responsabile abbastanza da evitarlo, son cazzi tuoi" - detto da qualcuno che so indossare con eleganza una spirale, ndr), tutto il mio pensiero, forte, sensibile, appassionato mi è rimasto quasi tutto in gola. Cioè, quello che è uscito, non ha fatto la differenza. Perchè non l'ho saputo argomentare ed è stato stroncato da anedotti barcollanti a cui io non ho saputo contrapporre logiche e pensieri fondati storicamente, eticamente, scientificamente.
Perchè sono un'ignorante.

Allora mi sono incazzata con me stessa. E ho cercato un po' in giro e ho trovato questo.
Lo copio qui, perchè è forte e appassionato.
Ed è esattamente quello che penso.

Stati di assedio: la scelta, la sua
Nessuno osi mettersi in mezzo tra l'utero e dio nemmeno la donna che l'utero porta e sopporta non osi nessuno mettere in dubbio la vocazione naturale della femmina madre o puttana moglie o puttana santa o puttana
tutto passa attraverso il corpo questo è il vero martirio crampi e sangue sesso e sangue doglie e sangue finché il sangue finisce ed è la sua assenza a vampare e sfaldare le ossa corpo di pelle e di carne di seni mai della giusta misura di maledizione inscritta nel bacino allargato accogliente di contrasti sempre più accentuati cancella l'adipe se vuoi scopare conserva l'adipe se vuoi figliare magra grassa magra grassa mai troppo magra sempre troppo grassa e tutte digiunano le sante anoressiche e le puttane bulimiche che si abbuffano e vomitano e si abbuffano e vomitano ché il corpo della donna è fatto per riempirsi e svuotarsi un orcio panciuto
non parliamone più eppure insistiamo a riempirci la bocca ingorde mai sazie parliamone ancora ché ancora bisogna parlarne bisogna gridare «non voglio!» a chi vuole il controllo sul nostro corpo sul nostro sesso
nessuno osi mettersi in mezzo tra l'utero e dio tantomeno la donna che dell'utero è contenitore ché è l'uomo a decidere quanto lei debba sapere della materia di cui è fatta è l'uomo a legiferare è l’uomo a decretare le forme e i colori e gli umori è l’uomo che vuol controllare i tempi del desiderio che sceglie di mettere in mostra la femmina il culo le tette la figa e nascondere il cazzo
lava stira zitta e succhia ingoia per non disperdere il seme il figlio è anche mio no all’aborto si alla vita
la scelta? la sua

Grazie a Esther, che mi ha permesso questo copia incolla.
E scusa a Esther che non son capace di copiare e incollare anche le immagini, che sono qui e sono terribilmente belle.

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