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Tuesday, November 15, 2005

So che l'unica ad esserne sorpresa sono io ma..... sono viva!

Tutti e 4 gli aerei che ho preso son stati su, proprio su, tutti e quattro, bravi ragazzi.
A volte ho avuto da ridire con la tecnica di pilotaggio, voglio dire, quell'atterraggio là io lo avrei affrontato in modo diverso, perdio. Aspettare che le ruote tocchino e poi farle rimbalzare di sbieco e scaraventare tutti i passeggeri sulla destra, non è proprio stato carino, nonnò.
E quell'altro pilota che ha detto che al decollo avremmo attraversato few showers e che per 6-7 minuti ci sarebbe stata a bit of a bumpy road, poteva pur starsene zitto, che non è che il tono giocoso e rilassato del pilota faccia sentire meglio quelli come noi. Assolutamente no. Ci manda nel panico e ci fa anche venir voglia di darti un pugno dritto sul muso. Voglio dire, io sto per morire e tu riesci anche a riderci sopra?

Per il resto, dal punto di vista materno, ho sbagliato tutto, come al solito.

1. ho detto che sarei tornata lunedì perchè son scema e se leggo sul biglietto lunedì 14 mica mi viene in mente che dall'America si arriva il giorno dopo, donna di mondo che non sono altro.
Che sembra una cazzata, ma se i tuoi bimbi hanno appena imparato a contare e sanno che tu torni il giorno 4 (cioè il 4° giorno) e ad ogni telefonata orgogliosi, ti mostrano di saper contare alla rovescia, quando all'improvviso il padre (sant'uomo) si vede costretto dalla mia idiozia a sovrapporre al loro commuovente sforzo matematico il concetto, assai complesso, di fuso orario, allora tu, da oltreoceano, ti senti una gran merda.

2. quando la tanto anelata macchinina telecomandata, anzi, jeep che va su tutte le strade - mamma mi raccomando - viene appoggiata sulle braccine stese (chiudi gli occhi, Davide, che c'è una sorpresa..) e aperta, si scopre che c'ha le pile ricaricabili e che la spina (mavà? idiota che non sei altro) è americana, cioè coi pirolini rettangolari e piatti e che quindi mai entreranno in una presa italiana a ricaricare e a far funzionare l'aggeggio. Quando per riparare mandi il nonno a comprare l'adattatore, per poi scoprire che anche quello è inutile perchè i volt son diversi in Italia.
E no, cazzo, son di quelle pile avvolte tutte e quattro nella plastichina, quindi metterne quattro separate non si può.
E il tuo bimbo ti guarda con un semi sorriso e ti dice "non importa mamma..."

3. quando cerchi disperatamente Mr. Fantastic.
E trovi solo Spiderman, Hulk, Spongybob, e quello sciommione là, come cazzo si chiama? Quello che tiene la biondina in palmo di mano? Bè, quello, ci siamo capiti, adesso c'ho il jetlag e non mi viene in mente. Non lo trovi allo shopping centre e pensi di trovarlo all'aereoporto di Orlando. Non lo trovi là e pensi che ad Atlanta sì, non possono non averlo. Ehmmm... forse Malpensa? No, manco a Malpensa. E alla fine ti fermi, mentre corri in macchina per andarli a prendere a scuola, all'Auchan di Vimodrone e diotiringrazio c'è e lo infili in valigia di nascosto per fare la scena. Però tu sai che non l'hai comprato in America. Ma chi se ne frega dove l'hai comprato?

Ecco, insomma, al solito, tutto un po' per sbaglio.

PERO'.

Mi sono divertita un casino.
In America, voglio dire.

Non finirò mai di stupirmi degli spazi, là. E della gente.

Delle poche cose che ho visto, a parte l'albergo in cui ero per la convention, ma che dico albergo, villaggio con laghetto, ma che dico laghetto, villaggio con idroscalo; e con piscina, ma che dico picina, con mare piastrellato azzurro; e spiaggetta, ma che dico spiaggetta, meglio litorale; e con le amache, ma che dico amache, king size bed appesi alle palme; ma che dico palme..........
Delle poche cose che ho visto, Pleasure Island è quella più incredibile.
A Disney World a Orlando c'è anche una specie di città fatta di discoteche.
C'ha la sua entrata e poi la sua vasca, voglio dire, la sua high street, da cui si dipanano varie viette, ciascuna con il suo club.
Il primo che ci siamo fatti è stato quello della musica anni 70 e 80. Ballare i Duran Duran mi ha fatto sentire incredibilmente giovane. Ero del tutto impreparata alla svolta che la serata aveva preso. Maglietta e jeans, stivaletti, maglione legato in vita a coprire pancia dolente da mestruo emorragico totalmente inaspettato, e giacchino di pelle pure quello legato in vita.
Non ho bisogno di vedere intorno a me le ragazze vestite in toppini simil camicia da notte per capire che son ridicola. Duro solo i Duran Duran e gli A-ha e un drink ed è già ora di passare ad un altro club. Mentre stiamo in coda per entrare penso "sei una delle più vecchie", poi alzo gli occhi e ti vedo una coppia di 70enni. Surreale. C'è anche una famiglia con bimbi aggrovigliati come scimmiette ai passeggini e alle spalle del padre, un gruppo di 11enni che se mia figlia si vestisse mai così per uscire, sverrei sul pianerettolo. C'è di tutto. I più belli sono i ragazzi neri hip-hop, vestiti con i bermuda al polpaccio e le magliette enormi. Truly American.
Mi ritrovo in quest'altro club. Musica che non so cosa sia. Sembra hip-hop, ma più lenta. Mi guardo intorno e mi ci vuole poco per capire che si balla così: l'uomo sta praticamente fermo con sguardo superiore e la donna gli si struscia intorno, diciamolo chiaro, praticamente se lo scopa, con mosse sinuose e tirandosi su le vesti. Il collega islandese mi invita a ballare. A me parte l'indice come un metal detector....nooooo graziieeee.
C'è una ragazza decisamente grassa, ma grassa grassa, con un toppino fatto di un rettangolo di paillettes nere sul davanti e una serie di stringhe sulla schiena a tenerglielo attaccato al corpo, per ogni stringa stretta traborda un rotolo di ciccia fiera. E' bellissima. Cioè, è bruttina lei e grassa e strizzata in quel corpetto che non le dona affatto, ma è bellissima comunque. E' solo un senso estetico perbenista a farmi sentire a disagio delle sue mosse lascive e delle sue trippette che ballonzolano intorno al suo uomo immobile. E' solo una percezione mia, perchè in realtà lei è bellissima. Così si sente, quindi così è.
I bassi di questa musica che non so cosa sia sono talmente alti che la mia pancia dolorante li sente tutti, i muscoli si contraggono e aumentano l'emoraggia. Meglio uscire.
Aspetta, no, ancora un altro club, sulla strada di casa.
Per questo ti mettono in un'ascensore e si va giù. Le porte si aprono su una specie di balconata e il fumo, rigorosamente bianco da effetto, non da sigaretta, ti lascia un po' di suspance. Dalla balconata si vede questa pista da ballo rotonda. Devo essere ubriaca. Gira tutto qui. Non sono ubriaca. Un cerchio di parquet di diametro di almeno 20 metri gira su se stesso con tutta quella gente sopra che si muove. Ennò, questo lo devo provare. Mi butto a ballare. Guardo su e mi accorgo che una serie di manichini inguainati in tute di lycra a strisce forforescenti pendono in giù nelle pose più disparate. La pista gira, io guardo in su e decido di ballare girando su me stessa. Rido da morire, mentre giro, perchè d'un tratto mi sembra come quando vado sulle tazzine delle giostre coi miei bimbi. Rido pensando a loro, che mi sembra che siano lì, e rido perchè loro non ci sono, e questi sono i miei momenti.

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