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Saturday, December 17, 2005

Facciamo uno sforzo, mamme di tutto il mondo, per non abbruttirci, per non accettare tutto, proprio tutto, in nome di una festicciola di compleanno, perdio?

Già organizzarla il sabato è una pena, perchè scusate tanto il sabato è giorno sacro, di famiglia, che te ne vuoi stare in pantofole a guardare negli occhi i tuoi coinquilini per ritrovare il senso della vita insieme, perso nelle tabelle di marcia della settimana.
E a me il sabato, di andarmene a San Maurizio al Lambro in un oratorio fatiscente, ad accompagnare i miei figli alla loro prima festa di compleanno di un nuovo compagno, chè si vabbè, ok, devo farlo, hanno appena cominciato la nuova scuola, non conosco nessuna madre, bisogna fare lo sforzo, a me diciamo le cose come stanno, mi girano proprio i coglioni.

Partiamo e ci perdiamo. Eccerto che ci perdiamo. Voglio dire, San Maurizio al Lambro.... ma fatemi il favore! Due vie schiacciate tra Brugherio e Cologno Monzese e proprio non c'ho l'umore per essere tollerante con le frazioni. Neanche con Tuttocittà di Virgilio, il servizio web più criptico del mondo. Che ci sia una volta che mi porta a destinazione.
Mentre giro, inverto a U, vago, impreco, da dietro la macchina una vocina:
Mamma, siamo in America?
Magari tesoro....no, non restarci male ma siamo a San Maurizio al Lambro.

L'oratorio è grande e ci stanno due feste in contemporanea. Il corridoio è buio e ci sono due porte azzurre, di quelle pesanti di ferro, antipanico, CHIUSE. Già c'ho l'ansia di aprirne una e non conoscere nessuno, figuriamoci di aprire quella sbagliata.

Apro e penso che tanto cosa importa, son 4 mesi che Giacomo e Davide vanno a scuola e io comunque non saprei riconoscere nemmeno una delle facce dei loro compagni, let alone delle madri. Quindi se becco la festa sbagliata, magari ve bane lo stesso.

Apro e diotiringrazio due bambini si staccano dal mucchio di carne al centro dello stanzone urlando Giacomo!!!! Sono alla festa giusta.

Tolgo i cappotti a tutti noi. La stanza è triste, ma triste triste. E' enorme e ha grandi finestre, di quelle col vetro e poi la cornice di ferro intorno, basic, tipo magazzino. I muri sono sporchi e hanno i segni di tutto lo scotch che negli anni ha appeso gli striscioni di buon compleanno. Patetici striscioni, mai lunghi abbastanza per addobbare veramente ambienti così grandi, a me fan sempre pensare a tette moscie su corpi magri.

C'è pure il pagliaccio, una ragazza con due occhi grigi strepitosi, la bocca disegnata grande, il naso rosso con l'elastico invisibile, la parucca blu e un costume con dentro un cerchio d'acciaio a farle un gran culone. Bastano pochi secondi per capire che il pagliaccio non sa far bene il suo mestiere, che è totalmente non in controllo della situazione e neppure così simpatico. Il mio nervosismo aumenta: al momento mi sento particolarmente poco incline a tollerare gente che non sa fare bene il suo lavoro e se sei un clown e non lavori bene il sabato a una festa di compleanno a cui io non volevo andare, bè.... io ti odio.

I bambini corrono sguaiati, le sedie con la formica sbeccata sono schacciate alle pareti e fanno da cornice allo stanzone, fredde e inospitali.

Mi viene incontro una mamma. Lo so che non dovrebbe essere così, ma l'ambiente tutto è talmente squallido che quando lei mi viene incontro e io in un secondo la squadro e vedo che è vestita abbastanza trendy, che ha un bel viso e i capelli corti ma scalati in un modo moderno e che dal caschetto esce una lunga ciocca viola a indicare una certa vivacità d'animo, io a quella ciocca viola mi ci aggrappo naufraga....
Ciao, io sono G. Sono la mamma di S. S. è il mio unico figlio, perchè ho avuto un'aborto.
Occazzo. Mi dispiace....
Guarda, è stato terribile. Mica cercavo un altro figlio, sai? ma sono rimasta incinta. Andava tutto bene, poi a tre mesi ho fatto l'amniocentesi e hanno visto che aveva una malformazione al cuore e allora ho subito detto no! Aborto.
Ma cosa sta dicendo?
Aborto. Sai, ero lì, è stato terribile. Continuavano a infilarmi supposte nella vagina (giuro che ha detto vagina. Giuro che ha detto vagina a me, che non mi aveva mai vista prima e che mi ero appena tolta il cappotto) . Ero lì, nel letto dell'ospedale e ad un certo punto mi sono sentita tutta bagnata. Mi si sono rotte le acque. Mi hanno portata in sala parto e poi mi hanno detto di spingere....
Occazzo.... io..bè....ma questa non era una festicciola di compleanno, la prima dei miei bimbi, è per questo che sono qui, vero? Per cercare di socializzare con le mamme, vedere come va... no, aspetta, è sabato, vero? è una festa di compleanno, vero? non ho bevuto, vero?
Mi dispiace, so cosa provi. Anch'io ho perso un bambino.. è difficile...
No, aspetta, mi hanno detto di spingere e io.... bè, alla fine è stato facile, ho spinto fuori un bambino così (mi fa segno con la mano facendo una C con il pollice e l'indice).
Ommiodio, ommiodio, ommiodio. Sto male.
Mi viene da vomitare primo perchè non ti conosco e sinceramente l'immagine di te con la tua vagina spalancata mentre partorisce mi mette un po' a disagio. Non posso farne a meno di immaginarti, perchè ho partorito anch'io e ogni tua parola comunque si traduce in una scena che posso vedere. Secondo perchè un bambino di quella grandezza, quella grandezza lì che anche tutti e tre i miei bambini devono aver avuto ad un certo punto del loro sviluppo, è troppo piccola perchè una come me possa umanamente accettarla fuori da una sacca amniotica.
Smettila, ti prego, non ti conosco neppure, perchè fai questo? Io sono appena arrivata, non conosco nessuno, non posso, giuro vorrei in altre circostanzre, ma non ora perdio.
Ho pianto tanto sai? Ho pianto tanto. Ho deciso di non avere più figli. Comunque se arrivasse ora, cosa vuoi, S. ha sei anni, sarebbe difficile, sai, la differenza di età.....

Ciao! Sono la mamma di C., la festeggiata. Grazie di essere venuta.
Dio, grazie...
Grazie a te di averci invitato.
Conosci le altre mamme?
Ehmmm... no, veramente...non molto...a parte una vagina....
Vieni che ti presento.
Occazzo....
Sorrisino. Ciao, sono Valentina.
Ciao sono G.
Ciao sono B.
Ciao sono.... chissiricorda?
Tu che ne pensi della maestra?
Ussignur, che ne penso della maestra?
Bè, mi sembra.....
No perchè sai che urla in continuazione? E' davvero una iena!! Mia figlia torna tutti i giorni a casa piangendo.

Urca. Cazzo. Davvero? Occazzo, vuoi dire che Giacomo subisce abusi ogni giorno e io non lo so? Non gli parlo abbastanza? Non mi racconta? Perchè non mi racconta?

Mi guardo intorno. Il livello acustico della stanza è insopportabile, i bambini per quel che posso vedere sono un branco senza controllo di mocciosi senza capacità di divertirsi.

Mah, non saprei, Giacomo mi sembra contento... Magari la maestra urla perchè in classe si comportano così.....
Nonnò, guarda, la maestra a mio figlio... primo gli ha messo una nota sul diario con tre, dico tre punti esclamativi, poi l'altro giorno, lo ha mandato nell'altra classe....

Forse mio figlio è abusato ogni giorno, forse la maestra è uno di quei casi da internamento che nessuno sospetta perchè la scuola è parrocchiale e quindi insospettabile, forse io .......

Ma veramente, veramente, questo sabato pomeriggio mi è successa una cosa strana.
Me ne stavo lì con tutte queste parole addosso e all'improvviso mi son vista dall'alto e ho pensato: se la mia amica Mafe mi vedesse adesso?

Adesso, proprio adesso, in questa stanza squallida, con gli striscioni troppo piccoli e il clown patetico e i cannoli sui vassoi e la torta con le Winks ingabbiate nella gelatina, e tutte queste mamme?

Mi son sentita in colpa come credo si sentirebbe una moglie colta sul fatto con l'amante.
Come cazzo si fa a spiegare a qualcuno una vita parallela come questa?

Comments:
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