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Tuesday, April 26, 2005

Oggi, dopo giorni di trasferta di lavoro, tutti a far finta di star facendo qualcosa di utile per il mercato, ci siamo ritrovati nella sala mensa dell'ufficio. LORO avevano comprato i pasticcini per festeggiare. Calici alzati, bravi, ottimo risultato, siam proprio un bel team, siam tutti amici.
Mi chiedo quanti tra di noi abbiano pensato quello che ho pensato io.
Te lo hanno passato per un brindisi ai buoni sentimenti, in realtà è solo un liquido per sciacquar via i calci nei denti che loro - siì proprio gli stessi che hanno comprato i pasticcini - ti hanno tirato negli ultimi 4 mesi.
Non c'è confine all'ipocrisia, ma peggio ancora alla deformazione della percezione di chi vede solo se stesso e i propri interessi.

Sunday, April 17, 2005

Slivovica.
L'ha fatta il papà di Olja. Mica roba che si compra all'Esselunga. Fatta proprio a Aleksinac, che se non sapete dov'è, andatevelo a cercare.
L'effetto che fa è abbastanza per farmi dire: RINNEGO TUTTO!, sono coraggiosissima.
Oggi ho fatto la cosa più coraggiosa che potessi fare. Davvero.

Quando ero bambina e mi ammalavo, veniva sempre il dott. V. a casa a visitarmi e lui sempre, ma dico sempre, se ne usciva con la stessa terapia: penicillina. Iniezioni di penicillina, in particolare. Che male faceva il liquido mentre si irradiava nella mia carne tenera, perdio.
E' da lì che risale la mia fobia per le iniezioni.
Mi son fatta forza negli anni, talmente forza che andavo perfino a donare il sangue al Policlinico e ti davan pure la bistecca per ringraziarti.
Andavamo tutti insieme, a fare i cazzoni. Io ci andavo per far vedere agli amici maschi, potenziali fidanzati, che non ero una femmina qualsiasi. E ancora c'ho il tesserino nella patente, giusto per scrupolo, che se mi succede qualcosa magari i lettighieri, vedendo che ero una donatrice, mi riservano un trattamento di favore.

Comunque, tornando alla vera ragione di questo post, di aghi ne ho visti tanti, nella mia vita. E infilati in svariati posti.

In barba al fatto che se vedo una goccia di sangue svengo, mi hanno fatto partorire Marta infilandomi un ago nella schiena, lasciandomi libera di vedere tutto, che se alzavo un po' il collo... dio non ci voglio pensare (mi basta il racconto di Philip che HA VISTO).

Aghi attaccati col cerotto che c'avevano un rubinetto che bastava aprire per far passare il dolore, aghi per lasciar passare goccioline di fisiologica, aghi speciali per partorire gemelli, aghi per ricucire. Insomma aghi per tutte quelle faccende che tu sei troppo concentrata su altro per notare che ti vengono infilati.

Ma alla fine di tutto, e di tutti i figli (perchè sì, son sicura che non ne farò più di figli), te li ricordi, tutti quegli aghi. E non importano gli altri dolori, ben più forti.

Tutto si condensa nell'ago.
Io ho paura dell'ago. Io ho paura delle iniezioni.
Io ancora scappo ogni autunno quando mia mamma mi insegue per il corridoio, lungo, della sua casa, con l'antifluenzale innescata nella siringa.

Ieri Philip si sveglia, dà la colazione ai bimbi, vive una normale mattina di sabato. All'ora di pranzo mi guarda e dice I feel my head is about to fall off my body.

Insomma, lui ha passato i 40, è sotto antibiotico da una settimana.... ok, andiamo al pronto soccorso, e guarda un po', rinuncio anche al caffè, sia mai che....

Un'ora e più d'attesa con i bimbi anche loro lì, visita, referto: MODESTA OTITE.
Cosa??? Tutto 'sto casino per una modesta otite?
Ma dico io, non è possibile che la moderna tecnologia non abbia ancora inventato un sistema per far provare agli uomini l'equivalente dolore di un travaglio e di un parto.
Mica per stupida rivalsa femminista. Solo come termine di paragone. Solo che così non mi rovini il sabato pomeriggio....

Ohi, ohi... stamattina la visita d'urgenza dall'otorino rivela che è un po' più grave. C'ha una sacca di pus nella gola. Ci vuole il cortisone. Ci vuole un'antibiotico più forte. Ci vuole un'INIEZIONE.

Ma come? - dico io - non potevano darti delle pillole?
Non so - dice lui - non ho chiesto.
Come non hai chiesto - dico io - non hai pensato che non c'era nessuno a portata di mano che sa fare iniezioni?
No - dice lui - ho pensato che nonostante tutto avremmo potuto trovare una soluzione.
Ah - dico io

Ecco la soluzione.

Tre bicchieri di vino.
Il mio amico Pascal, arrivato fresco fresco da Belgrado. Non lo vedo da un anno e mezzo. Ma so già che lui ci riuscirà a infondermi il coraggio. Lui è un gigante buono. Lui è altissimo, e c'ha pure la barba nera. Lui ha visto di me cose che non ha visto nessuno, di quando vivevo in Inghilterra senza mangiare ma saltellando di pub in pub.

Apriamo la scatoletta. C'è una bottiglietta con una polverina sigillata e una fialetta con del liquido trasparente.
Mo' che faccio?
Chiamo la mamma.
Aspira con la siringa il liquido, infila l'ago nella gommina della bottiglietta con la polverina, scuoti bene, aspira con la siringa il liquido, butta fuori l'aria dalla siringa.

Ah. Ok. Fatto. E adesso?

E adesso, cara mia, c'è il momento. C'è quel momento che non puoi neanche pensare che stia succedendo a te. C'hai l'ago attacato alla siringa lì, che sgocciola. Non c'è aria, questo è l'importante. E mo' che faccio? Io ho paura. E basta.

Pascal??...
E' inutile. Lo so che devo farlo io. Se lo fa lui adesso, chi lo farà domani mattina, e domani sera e così via per sei giorni?

Eccolo lì, il sedere. Concentrati Valentina. Devi dividere la chiappa in 4 e mirare in alto a destra.
Non riesco neanche a chiudere gli occhi. Voglio scappare. Non ce la faccio.
E invece lo faccio. Decisa. Vai.
Occazzo. La siringa mi rimbalza nella mano. Cazzo, cazzo, CAZZO!!

Nessuna esitazione. Lancio il dardo di nuovo. Con più forza. Ci vuole proprio la forza dell'incoscienza. Entra. Aspiro. Niente sangue. Inietto.

Fatto.

Son coraggiosa.

Wednesday, April 13, 2005

Continuo a sognare di fare grandi cose ma son sempre impantanata nelle stesse chiacchiere.

Stasera quella mamma alle prove di Peter Pan, proprio quella lì che all'inizio non riuscivo a capire se fosse mamma o nonna, alta non più di 1 metro e 50, minuta ma un po' sgraziata, con gli occhiali e i capelli castano spento, e la pettinatura corta fatta all'indietro coi bigodini; quella mamma lì che non spicca tra gli altri, che non fa battute che attirano la simpatia, che ti sembra il tipo che dove la metti sta e magari ti chiede anche scusa di esistere;

quella mamma lì quando partono le note del mambo dei Bambini Sperduti, se ne strafrega e il suo corpo si muove sinuoso ma non malizioso, leggero, allegro e pieno, appassionato;

e quando fa Maggie il Grande Arciere e canta la sua strofa di rap

sono maggie grande arciere / dieci anni gran mestiere
la mia freccia non perdona / quando fischia l'ora buona
ora! e non mi stanco / mai di combattere i pirati di Uncino

ti sfodera una grinta e un ritmo nella voce che tu, che invece sei rigida come un bastone e così tristemente avviluppata nella tua self consciousness, sei lì seduta sulla panchina bassa e piccola del salone dell'asilo e fai un salto stralunata.

Per me quella mamma lì sa fare grandi cose.

Io mi sento così tracimante di coraggio, ma invece comincio a sospettare di essere soprattutto piena, anzi tronfia, della compiacente sensazione che mi dà il pensarmi una Valentina coraggiosa.

Ma quante cazzo di volte si deve ricominciare tutto da capo nella vita?

Monday, April 11, 2005

Si sono formate due gang nella classe di Marta e, sorpresa sorpresa, Marta è a capo di una delle due.
L'altro giorno era il GIORNO X, il giorno della vendetta.
Marta deve organizzare il suo gruppo e dare disposizioni precise.
Nessun tentennamento che trasmetta insicurezza, qui si fa sul serio.

Mamma, posso usare il tuo computer?
No.
Mamma, è questione di vita o di morte!!!
Ok.

...ti..tic..tic...tic.. dita grassottelle che battono sulla tastiera....tic...tic..tic...

Mamma, me lo puoi stampare?

Ecco cosa stampo:

PIANO DI LIBERAZIONE
Facciamo le finte tonte e scappiamo.(se falliremo usiamo la magia).
PIANO DI CATTURAMENTO
X Isa:li tirerai i pizzicotti.X il gruppo:li prendiamo per le braccia dopo che Isa ha fatto il suo dovere e li portiamo alla base.
BASE:BIDONE
TORTURE
1. PIZZICOTTI
2. SOLLETICO
3.COSTRINGERE UN BAMBINO A BACIARE UN SASSO DEL MONUMENTO.

FINE


Considerazioni:
- discreto senso di sintesi
- spiccato senso del team-working
E, cosa che mi gonfia d'orgoglio,
- ottima comprensione di come usare a suo vantaggio il fatto di essere femmina

Thursday, April 07, 2005

E c'è pure un'altra cosa che mi devo togliere dalla coscienza.
Domani per l'aperitivo blogger bigio le prove di Peter Pan.

Però, ora che ci penso, visto che la mia parte è quella di uno dei pirati ubriachi, non è proprio un vero bigiare...
O no?

Wednesday, April 06, 2005

Allora, questa la racconto, perchè in fondo non è che sia solo io mammapersbaglio. Qui è è tutta una famigliapersbaglio.

Lunedì sera leggo la solita circolare dell'asilo.
Ormai ho sviluppato una specie di terrore nei confronti delle circolari dell'asilo. Appena apro lo zainetto e ne vedo una che ammicca da dentro mi sento già in colpa.
Questa in particolare chiede di portare una bottiglia d'acqua di plastica da mezzo litro vuota per la lezione di musica. Dice di portarla per lunedì. Occazzo, è già quasi martedì quando la leggo e dove le trovo DUE bottigliette??

Ahah, ideona, il supermercatino di fianco all'asilo. Visto che è aperto di domenica sarà ben aperto anche di martedì mattina, no?

Martedì mattina sono in ufficio, già a fare i conti con le urla e lo schifo e mi squilla il cellulare: Philip.
Supermarket shut. But crisis over, don't worry. I found a small bottle in the street, I emptied it and they said they're happy to share it.

Siamo dei pressapochisti.

Monday, April 04, 2005

Maaafeeee!!!!

Guarda un po' qui sotto!!!
Son stata brava??

Si, lo so, è un po' rudimentale... ma adesso prendo confidenza con il mezzo, promesso.

(ooppss... non ho la macchina fotografica digitale.... quanto manca a Natale?)

Visto che marca male in questi giorni e se scrivo son deprimente, mi son data questo task, stasera: imparare a postare fotografie sul mio blog (vietato ridere). Quindi....ECCOLI!!! Posted by Hello

Sunday, April 03, 2005

Errore Uno
Mangiare 5 focaccette al formaggio, FRITTE, in un’osteria dell’entroterra ligure

Errore Due
Mangiare 5 focaccette al formaggio, fritte, come ANTIPASTO

Errore Tre
Prendere il caffè, dopo

Risultato
Notte insonne

Come sia che di notte vengano certi pensieri che di giorno neanche ti sfiorano è un mistero affascinante.

Ne ho fatti molti di pensieri, seguendo un percorso di follia pura. Approdato allo scoppio in lacrime con l’immagine di Davide che la prossima estate annegherà di sicuro nel mare sotto gli occhi di mia madre mentre noi saremo in città a lavorare.

Day dreaming.
In inglese si dice così, in italiano non lo so.
Perché la traduzione sognare ad occhi aperti in italiano è in qualche modo positiva.
In inglese porta tutta l’angoscia che ho provato ieri notte.

Quando tutto quello che non va arriva insieme e tu per chissà quale sortilegio sembri all’improvviso essere dotato del super potere della LUCIDITA'.
E riesci a mettere ogni cosa in fila e a vederla nella sua spaventosa ineluttabilità.

Piangi fino al mattino.
Quando per chissà quale altro sortilegio riaffiora la speranza di aver sognato tutto.

La prossima volta... minestrina, eh?

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