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Wednesday, December 28, 2005

Io me ne vado in vacanza e così anche il mio blog.
Non so dire quanto durerà, se solo un giorno, una settimana, o più.
So che quando tornerò vorrei essere migliore. Per me, s'intende.

E' che non si può criticare un fornitore per averti regalato un panettone di marca da supermercato e poi regalare tu ai tuoi clienti ciccolatini comprati all'ingrosso e pure in offerta.

Non si può non riuscire a godere dell'entusiasmo di una cara amica per un nuovo progetto, e tutta quella gioia lì invece di renderti radiosa ti schiaccia fino a farti sentire insignificante, come solo si può diventare quando si è gelosi di un'amica.

Soprattutto, non si può rincorrere desideri uno dopo l'altro e non appagarsi mai, perchè quando uno diventa realtà c'è già subito qualcos'altro.
Non si può sempre soffrire per tutto, un tutto che diventa niente non appena tuo, offuscato da quello che vuoi per dopo.

Io voglio l'umiltà che era nei miei genitori e che so ancora riconoscere quando la incontro in certi amici, in alcuni colleghi, in mio marito.
Quella semplicità onesta di tirar dritto facendo del proprio meglio senza guardar gli altri per additarli in continuazione con giudizi o per scrutarli di sottecchi con paragoni.

Voglio guardare solo dentro di me e darmi una sistemata.
Insomma, come dire, raddrizzare un po' il tiro.

Non mi sembra ci possa essere notte più appropriata per cominciare, con questo silenzio ovattato di neve.
La neve mi ha sempre messo allegria.

Buon Anno. Punto.

Sunday, December 25, 2005

Mi sono sempre chiesta come fossero fatti i pidocchi.

C'è tutto questo alone di mistero sui pidocchi. Ci sono le uova e ci sono le bestioline. Entrambe ti dicono sia difficilissimo da riconoscere.

Ma come sono le uova? Ah, guarda, piccole piccole, bianche lattiginose. E i pidocchi? Ah, quelli sono puntini neri che si muovono, forse, perchè alcuni no e altri si.

Ma che forma hanno? Bè son piccoli, non hanno forma.
Ma di che colore sono? Direi... marrone scuro, no, neri, ma anche besciolini...

Mi sono sempre chiesta se sarei mai stata capace di riconoscere le uova di pidocchi.
Adesso so che non ne sono capace.

Mi sono sempre chiesta come fossero fatti i pidocchi.
Adesso lo so, cazzo.

Infestato.
Non avendo riconosciuto la fase uova, non avendo riconosciuto la fase pidocchino neonato, mi ritrovo a dover far fronte alla fase pidocchi grossi, probabilmente 500 pidocchi satolli, che liberamente hanno avuto la lussuria di conficcare le tenagliette (si, perchè son fatti così, come piccoli scorpioni con le tenagliette alla fine delle zampe davanti) nella tenera cute del mio paffuto bambino e bere e bere fino a inciccirsi, come tutti noi questa vigilia di Natale.

Aahhh, che banchetto!! Aah, come se la devono essere spassata i maledetti, alla faccia della mia sbadataggine e ciecità (più sbadataggine che cecità perchè dopo la treza lettera "si comunica che si è verificato un caso di pediculosi nella classe" avrei certo dovuto farci un pensierino e perchè no, magari anche un controllino, invece che liquidare la faccenda con un "stai attento a non mettere la tua testa contro quella dei compagni mentre giochi a wrestling")!!!

Scorrazzavano su e giù i capelli di Giacomo, tutti e 500, e probabilmente stanno scorazzando su e giù anche i miei capelli, adesso, visto che ieri notte lui ha avuto un incubo e si è rifugiato nel lettone, testa contro testa, la MIA testa.

Così, oltre a impacchettare regali, oggi ho anche impachettato capelli, capelli di 5 teste, in gel, shampoo, spray e pettiniti a denti fitti, e poi, ah si, e poi ci sono anche tutte le lenzuola da cambiare e gli asciugamani e le spazzole da sterilizzare.

Vabbè, và, buon Natale .

Saturday, December 17, 2005

Facciamo uno sforzo, mamme di tutto il mondo, per non abbruttirci, per non accettare tutto, proprio tutto, in nome di una festicciola di compleanno, perdio?

Già organizzarla il sabato è una pena, perchè scusate tanto il sabato è giorno sacro, di famiglia, che te ne vuoi stare in pantofole a guardare negli occhi i tuoi coinquilini per ritrovare il senso della vita insieme, perso nelle tabelle di marcia della settimana.
E a me il sabato, di andarmene a San Maurizio al Lambro in un oratorio fatiscente, ad accompagnare i miei figli alla loro prima festa di compleanno di un nuovo compagno, chè si vabbè, ok, devo farlo, hanno appena cominciato la nuova scuola, non conosco nessuna madre, bisogna fare lo sforzo, a me diciamo le cose come stanno, mi girano proprio i coglioni.

Partiamo e ci perdiamo. Eccerto che ci perdiamo. Voglio dire, San Maurizio al Lambro.... ma fatemi il favore! Due vie schiacciate tra Brugherio e Cologno Monzese e proprio non c'ho l'umore per essere tollerante con le frazioni. Neanche con Tuttocittà di Virgilio, il servizio web più criptico del mondo. Che ci sia una volta che mi porta a destinazione.
Mentre giro, inverto a U, vago, impreco, da dietro la macchina una vocina:
Mamma, siamo in America?
Magari tesoro....no, non restarci male ma siamo a San Maurizio al Lambro.

L'oratorio è grande e ci stanno due feste in contemporanea. Il corridoio è buio e ci sono due porte azzurre, di quelle pesanti di ferro, antipanico, CHIUSE. Già c'ho l'ansia di aprirne una e non conoscere nessuno, figuriamoci di aprire quella sbagliata.

Apro e penso che tanto cosa importa, son 4 mesi che Giacomo e Davide vanno a scuola e io comunque non saprei riconoscere nemmeno una delle facce dei loro compagni, let alone delle madri. Quindi se becco la festa sbagliata, magari ve bane lo stesso.

Apro e diotiringrazio due bambini si staccano dal mucchio di carne al centro dello stanzone urlando Giacomo!!!! Sono alla festa giusta.

Tolgo i cappotti a tutti noi. La stanza è triste, ma triste triste. E' enorme e ha grandi finestre, di quelle col vetro e poi la cornice di ferro intorno, basic, tipo magazzino. I muri sono sporchi e hanno i segni di tutto lo scotch che negli anni ha appeso gli striscioni di buon compleanno. Patetici striscioni, mai lunghi abbastanza per addobbare veramente ambienti così grandi, a me fan sempre pensare a tette moscie su corpi magri.

C'è pure il pagliaccio, una ragazza con due occhi grigi strepitosi, la bocca disegnata grande, il naso rosso con l'elastico invisibile, la parucca blu e un costume con dentro un cerchio d'acciaio a farle un gran culone. Bastano pochi secondi per capire che il pagliaccio non sa far bene il suo mestiere, che è totalmente non in controllo della situazione e neppure così simpatico. Il mio nervosismo aumenta: al momento mi sento particolarmente poco incline a tollerare gente che non sa fare bene il suo lavoro e se sei un clown e non lavori bene il sabato a una festa di compleanno a cui io non volevo andare, bè.... io ti odio.

I bambini corrono sguaiati, le sedie con la formica sbeccata sono schacciate alle pareti e fanno da cornice allo stanzone, fredde e inospitali.

Mi viene incontro una mamma. Lo so che non dovrebbe essere così, ma l'ambiente tutto è talmente squallido che quando lei mi viene incontro e io in un secondo la squadro e vedo che è vestita abbastanza trendy, che ha un bel viso e i capelli corti ma scalati in un modo moderno e che dal caschetto esce una lunga ciocca viola a indicare una certa vivacità d'animo, io a quella ciocca viola mi ci aggrappo naufraga....
Ciao, io sono G. Sono la mamma di S. S. è il mio unico figlio, perchè ho avuto un'aborto.
Occazzo. Mi dispiace....
Guarda, è stato terribile. Mica cercavo un altro figlio, sai? ma sono rimasta incinta. Andava tutto bene, poi a tre mesi ho fatto l'amniocentesi e hanno visto che aveva una malformazione al cuore e allora ho subito detto no! Aborto.
Ma cosa sta dicendo?
Aborto. Sai, ero lì, è stato terribile. Continuavano a infilarmi supposte nella vagina (giuro che ha detto vagina. Giuro che ha detto vagina a me, che non mi aveva mai vista prima e che mi ero appena tolta il cappotto) . Ero lì, nel letto dell'ospedale e ad un certo punto mi sono sentita tutta bagnata. Mi si sono rotte le acque. Mi hanno portata in sala parto e poi mi hanno detto di spingere....
Occazzo.... io..bè....ma questa non era una festicciola di compleanno, la prima dei miei bimbi, è per questo che sono qui, vero? Per cercare di socializzare con le mamme, vedere come va... no, aspetta, è sabato, vero? è una festa di compleanno, vero? non ho bevuto, vero?
Mi dispiace, so cosa provi. Anch'io ho perso un bambino.. è difficile...
No, aspetta, mi hanno detto di spingere e io.... bè, alla fine è stato facile, ho spinto fuori un bambino così (mi fa segno con la mano facendo una C con il pollice e l'indice).
Ommiodio, ommiodio, ommiodio. Sto male.
Mi viene da vomitare primo perchè non ti conosco e sinceramente l'immagine di te con la tua vagina spalancata mentre partorisce mi mette un po' a disagio. Non posso farne a meno di immaginarti, perchè ho partorito anch'io e ogni tua parola comunque si traduce in una scena che posso vedere. Secondo perchè un bambino di quella grandezza, quella grandezza lì che anche tutti e tre i miei bambini devono aver avuto ad un certo punto del loro sviluppo, è troppo piccola perchè una come me possa umanamente accettarla fuori da una sacca amniotica.
Smettila, ti prego, non ti conosco neppure, perchè fai questo? Io sono appena arrivata, non conosco nessuno, non posso, giuro vorrei in altre circostanzre, ma non ora perdio.
Ho pianto tanto sai? Ho pianto tanto. Ho deciso di non avere più figli. Comunque se arrivasse ora, cosa vuoi, S. ha sei anni, sarebbe difficile, sai, la differenza di età.....

Ciao! Sono la mamma di C., la festeggiata. Grazie di essere venuta.
Dio, grazie...
Grazie a te di averci invitato.
Conosci le altre mamme?
Ehmmm... no, veramente...non molto...a parte una vagina....
Vieni che ti presento.
Occazzo....
Sorrisino. Ciao, sono Valentina.
Ciao sono G.
Ciao sono B.
Ciao sono.... chissiricorda?
Tu che ne pensi della maestra?
Ussignur, che ne penso della maestra?
Bè, mi sembra.....
No perchè sai che urla in continuazione? E' davvero una iena!! Mia figlia torna tutti i giorni a casa piangendo.

Urca. Cazzo. Davvero? Occazzo, vuoi dire che Giacomo subisce abusi ogni giorno e io non lo so? Non gli parlo abbastanza? Non mi racconta? Perchè non mi racconta?

Mi guardo intorno. Il livello acustico della stanza è insopportabile, i bambini per quel che posso vedere sono un branco senza controllo di mocciosi senza capacità di divertirsi.

Mah, non saprei, Giacomo mi sembra contento... Magari la maestra urla perchè in classe si comportano così.....
Nonnò, guarda, la maestra a mio figlio... primo gli ha messo una nota sul diario con tre, dico tre punti esclamativi, poi l'altro giorno, lo ha mandato nell'altra classe....

Forse mio figlio è abusato ogni giorno, forse la maestra è uno di quei casi da internamento che nessuno sospetta perchè la scuola è parrocchiale e quindi insospettabile, forse io .......

Ma veramente, veramente, questo sabato pomeriggio mi è successa una cosa strana.
Me ne stavo lì con tutte queste parole addosso e all'improvviso mi son vista dall'alto e ho pensato: se la mia amica Mafe mi vedesse adesso?

Adesso, proprio adesso, in questa stanza squallida, con gli striscioni troppo piccoli e il clown patetico e i cannoli sui vassoi e la torta con le Winks ingabbiate nella gelatina, e tutte queste mamme?

Mi son sentita in colpa come credo si sentirebbe una moglie colta sul fatto con l'amante.
Come cazzo si fa a spiegare a qualcuno una vita parallela come questa?

Thursday, December 15, 2005

Tristemente, scrivo poco il mio blog perchè vedo poco i miei figli e quindi son carente di materiale?

Con tutta me stessa cerco di voler ancora bene al Natale, che per me è sempre una gioia infantile, anche se da qui al 24 sera ho da trovare relatori per due convegni importanti, spedire i regali agli amici in Inghilterra, fare i testi per almeno due siti web, comprare il pezzo di lampadario che si è rotto, verificare i flussi di cassa della società- e probabilmente trovare i soldi per rimpinguare la suddetta cassa, andare alla lezione aperta di danza di Marta, tradurre quelle benedette offerte in inglese che se aspetto ancora un po' le aziende chiudono i budget e zac!, cercare Zorro con i barilotti per Giacomo, fare e spedire biglietto d'auguri per contatti di lavoro, occazzo! fare Christmas card per tutti in Inghilterra che lì a certe cose ci tengono, andare alla cena di Natale coi soci, trovare la spada laser verde (grande) per Davide e diofàche non mi dimentichi il 22 dello spettacolino a scuola di Giacomo e Davide!

Mi sembro una contorsionista ingaggiata per il colpo del secolo che deve raggiungere il diamante nel museo senza toccare la ragnatela di linee blu.
E me la cavo anche benino se riesco a superare insidie impreviste come gli avvisi sul diario, letti in ritardo la mattina (quando i negozi sono ancora chiusi), che dicono: per oggi portare uni posca color oro, punta sottile.

Thursday, December 08, 2005

Postare da Belgrado.... quanti punti vale? :-)

Saturday, December 03, 2005

1 - Confermo che la fondue bourguignonne (o fondue bourgignone, chè son andata su google a vedere come si scrive e ci ho trovato due versioni...) è il piatto più conviviale al mondo. Prendi una cena a caso e te la trasforma in un banchetto di risate.

2 - Confermo anche che ogni tanto azzardare inviti azzardati può dare risultati magici.

3 - Confermo che:
amo talmente tanto i miei amici che vorrei che stessero un po' con i miei figli.
amo così tanto i miei figli che vorrei che stessero più spesso con i miei amici.

I miei più cari amici non hanno bambini e questo per me è un vero dramma.
Voglio dire, tutta questa parte grande della mia vita che non può essere veramente condivisa, se non come tangente. Tutto questo mondo di bene, di allegria, di paure e preoccupazioni può solo essere raccontato da me e immaginato da loro. Che poi loro siano dei grandi ad immaginare e a mettersi nelle scarpe altrui è cosa vera, ma non cambia il dramma di questa intimità mancata.

Quindi questa è la mia idea: i miei amici dovrebbero a volte venire qui a prendere uno o più dei miei figli (oppure glieli porto io, è lo stesso) e passare con loro una giornata o anche due se ce la fanno.
Il fatto è che sarebbe meraviglioso, per noi, che i bimbi avessero altri riferimenti intelligenti intorno a loro e, chissà, magari sarebbe bello per gli amici provare come ci si sente ad avere anche i punti di vista dei bambini.

Si, va bene, lo so, la genialità di questa idea potrebbe avere un baco: la mia percezione di mamma, che crede che la compagnia dei propri figli sia esilarante e che invece mai dovrebbe dimenticare che i figli sono come le scoregge, ti piacciono solo i tuoi (sentito in un pub inglese).

4 - Confermo di essere idiota. Ordine significa rimettere una cosa dove la si è presa. Mi sembra un concetto elementare eppure io non lo riesco ad assimilare.

5 - Confermo che Giacomo e Davide non impareranno mai a leggere. Ho passato un'ora a sentire le loro prove di lettura:
aaaaaaaaa mmmmmmm aaaaaaaa rrrrrrrrrr oooooooo. Mare!
No, tesoro, devi leggere le lettere, non guardare me.
Aaaaaaaa mmmmm aaaaaa rrrrrrrr ooooooo. Amore!
Non devi indovinare, devi l-e-g-g-e-r-e!!!!
Aaaaaaaa mmmmmm lllllllllllll....
NO! Leggi!!! (Ecco, oddio, gli luccica una lacrima, stronza che non sono altro). Scusa, amore. Mamma ha perso la pazienza. Devi cercare di mettere insieme le lettere... dai, riprova.
Aaaaaaammmm aaaaaarrrrrr oooooo
Bravo! Quindi? La parolina insieme?
Ramarro!

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