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Saturday, January 14, 2006

Il problema è che ho un'idiosincrasia per le catene.

Ma questa volta l'idea è carina, quindi (mi perdoni chi mi ha invitato se non seguo alla
lettera le regole...) eccole qui, le mie 5 abitudini più strane:

1) Ogni mattina, appena svegliata, sdraiata nel letto, mi tocco la pancia.
E .... controllo se le ossa del bacino sporgono.
A seconda di quanto sporgono decido se sono grassa o no.

2) non finisco mai la mia tazza di tè. La mattina Philip me la porta a letto. Io non riesco a fare mai il tè buono come lo fa lui (e ci credo, lui è inglese....). Anche se seguo alla lettera le istruzioni: prima metti un po' di acqua bollente nella teiera, poi la fai girare a mulinello sul fondo, poi la butti, poi metti le bustine, una per tazza più una per la teiera, poi ci versi l'acqua sopra, poi lasci lì per 5 minuti, poi versi nella tazza - a me vien sempre diverso dal suo.
Comunque, qualsiasi tè e chiunque lo faccia, io lo bevo dalla tazza ma ne lascio sempre un dito, come se avessi paura che nell'ultimo sorso, quello proprio sul fondo, ci potessi trovare la mosca che c'è caduta dentro quando io non guardavo.

3) la camicia da notte. Me la sfilo la mattina dal basso verso l'alto su per le braccia e
non la rimetto mai al dritto, dopo essermela tolta. Quindi una notte dormo con la camicia da
notte al dritto e una notte con la camicia da notte al rovescio.
Quelle notti che indosso la camicia da notte, s'intende.. ;-)

4) mi tolgo sempre le lenti a contatto prima di sapere dove sono gli occhiali. Io sono veramente, ma dico veramente, miope. Metto a fuoco a circa 8 cm dagli occhi. Senza lenti diventa un problema insormontabile trovare gli occhiali e ogni volta mi do della scema.

5) mi mangio la pelle dell'interno delle guance. Comincio la mattina, mentre in macchina mi
faccio la mia quotidiana oretta di coda per andare in ufficio e per le 11 direi che il più
del lavoro è fatto e allora smetto.

E poi, fuorigioco.....

6) la sera prima di andare a letto entro sempre nella camera dei bimbi. Li guardo uno a uno.
E poi, uno a uno, metto il mio indice nell'incavo della loro mano a sentirne la morbidezza.
Ogni sera penso, di ognuno, a quando erano piccoli piccoli e le mani, che loro fossero svegli o addormentati, di riflesso si stringevano intorno al mio dito.
E ogni sera penso che le loro mani erano grandi come una moneta da 100 lire, dita incluse, e ogni volta mi stupisco.

7) parlo, almeno una volta al giorno, al pappagallo che ho comprato ad Orlando e che ora se
ne pende dal soffitto della cucina. Questa è un'abitudine nuova, visto che se ne sta lì solo da poche settimane. Però non riesco a smettere di pensare che, da quella posizione privilegiata da cui vede tutto quello che succede in cucina (e quando dico cucina in una casa di una famiglia di 5 non dico mica noccioline), lui sì che possa sapere tutte le risposte, sia quelle alle infinite, sempre più difficili, domande dei miei figli sia quelle che placano l'animo.

8) I calzettoni. Che io sia a un matrimonio o in jeans la domenica, se indosso i pantaloni siam sicuri che sotto c'è un bel paio di spessi calzettoni di cotone. Mascherati dallo stivaletto, se necessario. Semplicemente non sopporto i collant sotto i pantaloni.

9) e poi, assaggio sempre la bechamel col dito quando faccio le lasagne, per essere sicura che non sappia troppo di latte, che io odio il latte.

Vabbè, ora smetto và... che se continuo chissà quante altre ne trovo.

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