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Sunday, January 08, 2006

Oggi ufficialmente finisce Natale, le vacanze di Natale.

Per me stasera è finito davvero nel modo più semplice e ne sono contenta.
A volte si hanno bisogno di piccoli segni, che magari non sono affatto segni e tali li trasformi tu perchè in quel periodo stai pensando a cose di quel genere lì, sei predisposta ad interpretazioni che aiutano il percorso dei tuoi pensieri.

Ho fatto Natale con la mia famiglia al completo di nonni, fratello e nipoti. Ho fatto Natale con la mia famiglia stretta. Ho fatto Natale con gli zii di Genova e poi anche con gli zii di Milano.

Con Angela ho fatto Natale solo oggi. Non sapevo neanche che avrei fatto Natale. Ci siamo incontrate e basta.

Angela è particolare davvero. Voleva farsi monaca ma ha finito per insegnare italiano. Ha finito per insegnarlo in seminario a Roma, ha finito per insegnarlo a James che voleva farsi prete. Ha finito per sposare James che incontrandola ha finito per non farsi più prete.

Ha vissuto tra l'Italia e l'Inghilterra per anni e ora sono di nuovo gli anni dell'Italia. Ovunque vada, nei suoi mille trasferimenti, dopo due giorni la sua nuova casa è a posto ed è calda e accogliente come sempre, anzi, ogni volta di più. Perchè ovunque lei vada porta dietro con se la sua storia, che ama così tanto che riesce a metterla lì sotto gli occhi di tutti in soli due giorni netti da quando i camion del trasloco alzano i tacchi.

Angela soffre sempre per il mondo intero. Un giorno di tanti anni fa mi disse "io sento il dolore di tutte le donne violentate nel mondo" che sembra una frase un po' così, scritta in un blog, ma quando sai e vedi che è vera, dio non è facile stare vicino ad un'amica così.

Va da sè che Angela sia stata depressa, che ora non lo sia, che domani potrebbe tornare ad esserlo.
Va da sè che Angela sia stata molto malata, sia malata, perchè per i prossimi 5 anni a nessuno è concesso di usare il passato remoto, anche se adesso sta bene.

Angela mi telefona spesso e io sempre affannata le rispondo e chiacchiero e quando metto giù vorrei sempre vederla, e mollare lì tutto, perchè ogni volta che le parlo è come se scandisse il tempo della mia vita, dandole un ritmo più dolce, più vero, più rallentato.

Angela prima di tutto mi chiede sempre come sto, quando ci incontriamo. Ma mica è interessata a quello che faccio. Cioè, si, certo che è interessata, ma alla fine chiede sempre come mi sento.
Non ha mai paura del baratro che le potrei mostrare, nè della gioia che le potrei mostrare. E' pronta sempre a tutto.

E io posso chiedere a lei come si sente. E lei me lo dice. Probabilmente sa che io così difficilmente lo posso capire, ma me lo dice lo stesso. E accetta le mie osservazioni, anche se so che spesso son troppo ingenue, perchè io non sento il dolore di tutte le donne violentate nel mondo, io non sono impegnata nel sociale, io non combatto il sistema, anzi di quel sistema ne sono ingranaggio ben lubrificato e ci sto anche bene, diciamolo.

Oggi abbiamo parlato anche della Bibbia. Mi ha spiegato la differenza tra Bibbia e Nuovo Testamento e ho scoperto che allora avevo ragione io, che sono la stessa cosa, cioè che i Vangeli sono parte della Bibbia e che non è vero che son separati. E allora abbiamo discusso sul perchè quel giorno me ne sia stata zitta a far la figura dell'ignorante. Ma questa è materia di un altro post sulle mie insicurezze.

Poco prima di Natale Angela ha mandato a tutti una mail chiedendo per piacere di non fare regali nè a loro nè alle loro bimbe. Chiedeva la semplicità che la fa sentire a suo agio, la semplicità di chi sa di non aver bisogno veramente di niente perchè ha già tutto.

Stasera, al momento dei saluti, ha messo nelle mani mie e dei bimbi un grosso pacco. Io l'ho guardata interrogativa, imbarazzata e contrariata come a dire "ma i patti erano diversi..."

Lei mi ha sorriso e ha detto "no, guarda, queste sono cose nostre. Son cose delle bimbe e cose che avevamo e volevamo condividere.... dai, insomma, quello che si dice riciclare..."

Riciclate un corno.
Due libri di fiabe usati da loro, raccontate alle loro bimbe prima che si addormentassero, un gesù bambino in una sfera di vetro di quelle che capovolgi e scendono i luccichini che chissà che storia ha, un pezzo di spek e dei cioccolatini forse appartenenti ad un cesto aziendale.

Dannatamente semplice.
Per me il più bel regalo di questo Natale.

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