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Wednesday, February 08, 2006

Ed eccomi qui arricchita da questa nuova esperienza.
Son stufa di fare nuove esperienze. Ogni volta mi sento un po' più vecchia.

Naturalmente arriviamo in ritardo. Se la smettessi di convincermi che la mia macchia sia un elicottero, sarei sempre puntuale. Giuro.

Siamo io e Marta. Lei tiene la gabbia avvolta nel maglione caldo sferruzzato dalla nonna, per evitare colpi di freddo che si sa son fatali ai criceti.

Entriamo. Più che altro sembra la sala d'attesa di caveau. E' quadrata e non c'è nessuno. Ci son due porte marroni con due spioncini. Si sente un gatto strillare da dietro il muro.
Io son reduce dal film The Island visto in aereo, son particolarmente stressata in questo periodo e mi vengono i brividi.

E' che proprio a me gli animali, se ci fossero sulla terra oppure no, sarebbe uguale. Fatto salvo per gli uccellini che cantano la mattina dei weekend di primavera. E fatto salvo anche il cane di uno dei miei soci, che non è una cane, è un umano divertente che ha deciso di vivere mascherato, ne sono certa.
Mi spiace, ma è così. Gli animali non mi interessano.

Ok, ammetto, fatto salvo anche Barbecue. Quando è arrivato a casa era piccolissimA (adesso sappiamo che è una femmina). Ogni volta che ci si avvicinava a lei, si rivoltava sulla schiena, urlando stridula, aprendo la bocca e paralizzandosi a finger di esser morta.

Me lo ricordo benissimo la prima volta che mi sono avvicinata. Ho preso il coraggio a due mani, ho aperto la gabbia per darle una carezza, ho controllato che nessuno mi vedesse - mica che poi Marta si accorgesse che provavo un certo senso di calore per la bestia - e timida ho allungato la mano per farle una carezza. Lei si è rivoltata con la modalità descritta sopra e io mi sono pietrificata: di paura per me stessa, per prima cosa, di paura di aver ucciso l'amata bestiolina di mia figlia, per seconda cosa.

Cercando di restituire il mostro al negozio in cui era stato comprato, la negoziante mi ha spiegato che probabilmente era un criceto traumatizzato da un'infanzia di maltrattamenti e che con l'amore della bimba e alcune gocce di fiori di Bach forse avremmo risolto.

Insomma, la commerciante non lo voleva indietro e io non avevo lo scontrino.
Quindi ce lo siamo tenuti.
Sui fiori di Bach non ho voluto transigere. C'ho tre figli e mi basta la loro psiche da coccolare. Il criceto avrebbe dovuto cavarsela da solo.
Invece, sull'amore della mia bambina... quella si che era una risorsa e così Marta, con la testa cocciuta che si ritrova e la sensibilità meravigliosa che vien fuori nei momenti del bisogno, giorno dopo giorno le si avvicinava e giorno dopo giorno gli striduli lamenti si affievolivano e un giorno lei mi ha guardato con le lacrime agli occhi, prima lo sguardo su di me e poi sulle sue mani dove ci stava, finalmente, la bestia, tranquilla, a pascersi delle sue carezze.

Ecco, insomma, questa è la storia di Barbecue.

La veterinaria è minuta e molto bella. Due fanali azzurri ed espressivi che spiegano a Marta tutto quello che le mani toccano di quei pochi centimetri di pelo.
Pazzesco quante cose ci sian da controllare in un criceto!!
Ad un certo punto mi sembrava un pediatra, il punto in cui le ha controllato occhi e orecchie con quell'aggeggio fatto a forma di cono e con la lente e la lucina.

Pare sia un'escrescenza. Ma va? Un papilloma. Insomma, un tumore. Può essere maligno o benigno. Va tolto e poi sta a noi decidere se fare l'esame istologico o no.

Mi veniva da chiedere, ma se è maligno che si fa? Voglio dire...come si cura? Con la chemio? Ma non l'ho detto. Mi ha bloccato lei con un sorriso, come a dire, non chiedermelo che non sta bene.

Vabbè, dipende sempre tutto dal contesto, naturalmente. Certo è che con Marta lì tutta assorta e preoccupata ad ascoltare le diagnosi complicate di un medico, ho sentito che per Barbecue potrei anche prendere in considerazione una clinica esclusiva.

Per ora ci limitiamo a pagare la visita (25 euro - rientra nella categoria "animali esotici") e altri 60 per l'intervento di rimozione del corpo estraneo. Mettici gli antibiotici che seguiranno e mi sa che il mio forecast sia stato perfetto.

Mi sento molto ridicola .

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