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Tuesday, March 07, 2006

Eccola lì, alla soglia dei 39 anni, colta con le mani nel vasetto della marmellata.

Insomma, io sono una povera diavola, manco c'ho il contatore degli accessi e non ho la più
pallida idea di quanti passino di qui, a parte quelli che commentano ai quali son talmente
affezionata che se potessi li inviterei alla mia festa di compleanno.

E non lo voglio neanche il contatore d'accessi. Nonnonnò.
Primo perchè non lo voglio proprio sapere quanti mi leggono. Secondo perchè mi piace
stupirmi ogni volta.

Mio padre ha un pc. Ogni volta che deve spedire una mail mi chiama. Mi ha chiamato credo tre
volte.
Ma adesso ha imparato a navigare su internet. Se ne va in giro per il mondo a cercare
francobolli. Mio padre è un grande.

L'altro giorno ha fatto cadere lì in conversazione, la domanda "com'è più l'indirizzo del
tuo blog?", quasi con imbarazzo, con la grazia di chi ha paura di invadere la privacy. Quel
tatto che è solo di mio papà. Di fianco c'era mia madre, che di pc non sa proprio niente, e
d'un tratto c'era una sottile tensione nell'aria.

Li ho guardati entrambi e ho capito che ero spacciata.
Con la complicità di chi sta insieme da 43 anni, senza neanche saperlo si eran assegnati le
parti, mio padre era quello che faceva la domanda, mia madre quella che ascoltava la
risposta e memorizzava l'indirizzo.
Lui sapeva che a lui non avrei potuto sottrarmi dal rispondere, lei sapeva che non importava non sapere niente di pc, che la cosa importante, quella essenziale, era ricordarsi bene quell'indirizzo strano.

Non ho ancora avuto riscontri. Non ho idea se alla fine ci siano riusciti ad arrivare qui. E
se devo dirla proprio tutta, l'idea che provino insieme curvi sul pc a smanettare per
leggere queste pagine mi riempie di commozione.

Quando ho detto l'indirizzo a mio padre ho aspettato che affiorasse in me un senso di fastidio, di quel fastidio dal sapore adolescenziale. Niente. Non è arrivato niente di niente.
Devo essere cresciuta.

Comunque, tutto questo non c'entra molto. Perchè con le mani nel vasetto della marmellata
non mi ha colta lui.

Ma lo zio Giorgio.
Avevo o non avevo scritto che lui segue la mia vita quasi di soppiatto?
Pure qui è riuscito ad arrivare.

La mail non la copio tutta, perchè questo, no zio, questo non è un diario, e alcune cose
stan comode dentro di me e le voglio solo lì.

Però questo pezzetto qui, si, lo copio.

....mi ha veramente colpito questa storia del blog. A parte il fatto che non ne conoscevo
l'uso fra persone ... normali (ho solo fatto qualche capatina sul blog di Beppe Grillo), mi
ha davvero incuriosito. Quando capiterà l'occasione mi spiegherai cosa c'è sotto. E' una
specie di diario, ma i diari sono sempre stati tenuti in rigoroso segreto; è un'occasione
per discutere con persone sconosciute di qualsiasi argomento, ma uno come fà a leggerti se
non ha il tuo indirizzo telematico (non credo che esista un elenco come per il telefono); è
un modo particolare per sfogarsi nei momenti di tristezza o di gioia, ma anche per questa
funzione mi sembra che ci siano altre soluzioni. Insomma mi devi qualche spiegazione!


Ehmmm, io son anche blogger per caso, quindi di spiegazioni non so se sarò brava a darle.

E comunque non credo ci sia occasione migliore che spiegare col mio blog, credo.

Questo, se non si fosse capito, è un'appello alla blogosfera :-)

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