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Monday, April 10, 2006

Ahah, son diventata indeed una blogstar.

Stamattina mi sono alzata alle 6.30. Incredibile come basti la parola "gita" per far schizzare i bimbi fuori dal letto, quegli stessi che altrimenti bisogna toglier loro il piumone, sdraiarcisi di fianco e soffiar nel collo, chiamare l'uomo ragno e la formica gigante, arriva il terremoto, siamo in ritardo, ti mangio le chiappe, ti tiro il pisello, pernacchia nella pancia e poi, forse, poi si alza pigra una palpebra.
La parola gita ha un effetto talmente magico e ottimizzante che sto pensando di adottarla tutte le mattine. Un po' crudele forse, ma la tentazione è forte.
Alle 6.40 facevo i sandwich per la colazione al sacco, cercando di coordinare i movimenti. Alle 6.50 mi cacciavo in doccia e decidevo che 10 minuti non erano sufficienti per lavarmi e asciugarmi anche i capelli. Alle 7 uscivo per portarli a scuola, che arrivava il pulman a due piani. Alle 7.20 votavo. Alle 7 e 35 tornavo a casa a prendere il pc, la borsa di danza di Marta e a bermi un tè, chè mi sembrava di morire. Alle 8 e 10 mi infilavo di nuovo in macchina per quei 15 km di coda che mi schioppo tutte le mattine che mi ci vuole più di un'ora per arrivare in ufficio. E lì entravo alle 9 e 20 e m'accasciavo alla scrivania a controllare la posta che son stata via da giovedì.

Nel palazzo dove lavoro ci sta l'head quarter di una grossa azienda americana. Pare che con le elezioni e tutto l'ambaradan si siano innervositi che sia mai che a qualcuno venga in mente di fare un attentato a Segrate e così da qualche giorno il palazzo è presidiato da una grande grande guardia giurata.
Ora, la guardia in questione non è che intimorisca un granchè. Gli abbiamo pure offerto il caffè, l'altro giorno in ufficio. Non mi ce la vedo proprio a sventare un attentato. Però è alto, c'ha gli anfibi con i pantaloni dentro, la divisa che fa soggezione ed è armato. Insomma, siamo tutti al sicuro. Un gran pezzo di marcantonio che piantona avanti e indietro l'edificio.

Stamattina appena mi sono accasciata alla scrivania, ho sentito con la coda dell'orecchio il campanello che suonava e con la coda dell'occhio ho visto 'sta figura militare avanzare a larghe falcate.

Vuoi vedere che i miei soci han scoperto cos'ho votato e mi vogliono far deportare?

Mentre cercavo di capire chi fosse costui son partita posando l'occhio sugli anfibi, su per le gambe fino alla pistola. Di fianco alla pistola, la mano che teneva in mano una rivista.

Era Grazia, cazzo, e lui è venuto verso di me e mi ha chiesto un autografo.

Tutto il giorno che mi sotterro d'imbarazzo all'idea che lui abbia letto l'intervista in cui ho detto che odio le donne che fingono l'orgasmo.

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