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Sunday, May 14, 2006

Di tutti i cugini io sono la più piccola.
Non è vero, ce ne sono due che sono più piccoli, ma erano troppo più piccoli perchè contassero qualcosa, allora.
Degli altri ero la più piccola e va da sè che le prime festicciole dei loro 14/15 anni, io ce ne avevo 11 ma potevo andarci lo stesso.
Le feste implicavano una seria organizzazione.
C'era sempre chi portava il giradischi, chi le casse più potenti, chi gli lp, e chi le luci psichedeliche. Dio che ricordi.... erano tre, gialla, rossa e blu e l'unica ad averle era mia cugina Chiara.
Con le pinze incorporate, le attaccavamo in sala sulle mensole dei libri.
E poi c'era chi aveva quel braccetto per far suonare i 45 giri uno dietro l'altro.
Molte feste si facevano nel salotto a casa mia, altre nel seminterrato della casa di mia cugina, altre nel seminterrato di un palazzo dove vivevano alcuni amici.

Verso credo i 12 anni a un Natale mi hanno regalato l'agognato giradischi. Se ne stava sul mobile della mia camera con la sua copertura di plastica bombata marroncina e con l'aggeggio di vellutino rosso per pulire i dischi e anche qualche altra cosa per pulire la puntina.
Vorrei davvero ricordarmi che musica ascoltassi. Era musica banale di una ragazzina banale, disco-music in 45 giri che mio zio Piero (quello che faceva i regali trendissimi) ci portava. Chiaro che era sempre a volume altissimo e mia madre entrava in camera e mi diceva che musica orribile che ascoltavo e io la guardavo basita e le chiedevo ma come è possibile che non ti piaccia?

Avevo anche il 45 giri di Celentano, di quella canzone che non mi ricordo come si chiama su quella ragazzina che cresce e che il padre la guarda e si commuove. Com'è che faceva?...e intanto il tempo se ne va....
Me lo aveva regalato il mio papà, come credo allora avesse fatto la stragrande maggioranza dei papà, e io l'ascoltavo e cercavo di capire perchè me l'avesse comprata ... che sciocchina.

Eran secoli che non vedevo più un giradischi.
Ne ho visto uno ieri sera a casa di mia cugina e mi sono stupita che se ne stesse lì in sala come se fosse ancora usato.
Passavan di lì i miei figli e ho chiesto loro "cos'è questo?"
L'han guardato bene e poi con un'alzatina di spalle mi han risposto "bò?!"

Siamo andati ad Udine, questo weekend, alla comunione di Matteo. Un viaggio lunghino, in macchina, durante il quale io a più riprese ho dovuto scongiurare Marta di non parlare e ascoltare contemporaneamente la musica nel suo mp3, che è odioso quel tono di voce troppo alto e senza intonazioni, di tenere la musica un po' più bassa, che ogni volta che le rivolgevamo la parola lei urlava un "eeh?" e, soprattutto, di non cantare a squarciagola stonata quella musica orribile.

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