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Wednesday, May 24, 2006


Se uno è miope come, anzi, quanto sono io, capirà che concentrarsi con sul naso gli occhiali invece che con negli occhi le lenti a contatto che porti da....ussignur... son già 25 anni? è un'impresa.
No, davvero, non sto scherzando.
E' difficile da spiegare. Se sei veramente miope che metti a fuoco a 5 cm dal naso è un handicap.
Quando qualche mese fa c'è stata quella scossa di terremoto nel pieno della notte, Philip è scattato su dal letto come una molla e io ero così addormentata che non mi sono praticamente neanche svegliata ma quel secondo di coscienza che ho avuto mi sono accorta di averlo usato solo per raccogliere i miei occhiali dal pavimento dove li metto ogni sera prima di andare a dormire. Io vivo con le lenti a contatto e quando mi ritrovo come stasera che chissà perchè mi davano fastidio ad indossare gli occhiali, mi sembra un misto tra l'essere in vacanza quando tutto sembra un po' precario e passeggero e l'essere su un pianeta diverso con una percezione della realtà intorno un po' ovattata. Difficile concentrarsi.

Comunque questa foto è un po' sfuocata non per i miei problemi di vista ma perchè l'ho rubata a mia figlia l'altra sera prima di andare a cena, mentre lei se ne stava alla scrivania a scrivere.
Ecco. La metto qui e la investo di significati solo miei perchè scientemente voglio che ci sia un segno, in questo mio blog, un'icona a indicare questa mia nuova scoperta della vita.

Lo so che questi son polsi qualsiasi di una bambina qualsiasi, a chi li vede.
Ma per me no. Perchè mi ricordo come se fosse ieri che li guardavo stupita e fissavo le mani attaccate e mi dicevo incredula che non eran più grandi di una moneta da 50 lire, dita incluse.

Non son mica scema, le ho viste quelle mani crescere in questi anni, giochiamo spesso io e Marta a sovrapporre le sue alle mie e scherziamo che lei mi sta raggiungendo e io piango che finirò per essere la più piccola della famiglia.
Ma la differenza la fanno tutti quei braccialetti lì, comparsi dopo la prima comunione e l'orologio e il fatto che lei da poche settimane li tolga ogni sera e li metta ogni mattina.
Insomma, a guardarli bene, a me quelli sembran polsi di una ragazzina, mica della mia bambina.

L'altra sera eravamo in pizzeria con anche un'amichetta di Marta.

Sono almeno due anni che le sue compagne, alcune sue compagne, si fidanzano e sfidanzano con i bambini della classe e non sono ancora riuscita a capire i meccanismi dietro, nel senso che non c'è bacio, solo promessa che si scioglie al primo cambiamento di umore. Come è giusto che sia alle elementari. Ma Marta niente. Marta sorride e scrolla le spalle. Niente di niente. E va bene comunque, come mamma non ho un'opinione su avere o no un fidanzato a nove anni. Fa lo stesso.

Però quel suo scrollare di spalle mi ha un po' ingannata facendomi pensare che lei mi parlava e che mi avrebbe detto se....

Allora in pizzeria l'altra sera chiedevo all'amichetta di Marta, più grande di due anni, dei suoi amori e se le piaceva qualcuno e lei tranquilla mi raccontava dell'amichetto del mare che le piace.
Poi l'amichetta si lascia scappare che anche a Marta piace qualcuno.

Eh? Chi?

Marta si arrabbia con l'amichetta. Ma si arrabbia davvero.
E si rifiuta di dirmi chi le piaccia.

Ecco. Fino a ieri io sapevo tutto della mia bambina. Sapevo quello di cui aveva bisogno, decidevo quello di cui aveva bisogno, le davo quello di cui aveva bisogno e ricevevo bacini in cambio. Sapevo tutto di lei.

Oggi so tutto di lei, tranne chi sia il bambino che le piace.

Allora, io lo so che devo stare al mio posto e non insistere e far finta di essere una mamma perfetta che rispetta e non invade. Lo so, lo so e me lo ripeto e giuro che mi sono trattenuta a forza da un terzo grado e dalle minacce e dai ricatti. Dal barattare quell'informazione con qualcosa che so che lei vuole.

Ma qui, qui lo scrivo quel senso acuto di ..... claustrofobia.
Voler sapere per poter partecipare alla sua vita. Voler sapere, sapendo che hai ancora il potere di costringere. Voler usare quel potere e poi vergognarti molto e non farlo. Offendersi per non essere inclusa nelle sue confidenze e poi pentirsi di esserti offesa, per amore di libertà.

Allora io ho lasciato perdere e alla fine le ho solo sussurrato nell'orecchio che non doveva dirmi chi le piacesse a patto che mi promettesse: se ci sarà un giorno speciale in cui vorrai essere particolarmente carina per piacere dimmelo e io ti aiuterò acconciandoti i capelli e lasciandoti mettere il vestito bello.

Philip mi ha preso in giro dicendo che stavo cercando di accedere dalla porta di servizio e io non è che proprio possa dargli torto. Ma lui è un uomo e (aggravante) è inglese.
Io sono femmina e guardo alla mia bimba come a una femmina.

Insomma, io lo so che son ridicola, ma quella era la mia bambina e ora si sta trasformando in una ragazzina, con la sua piccola vita privata e i suoi braccialetti ai polsi.

Mi abituerò. Solo datemi 10 minuti di tempo.

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