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Monday, June 12, 2006


In un momento di crisi d'onnipotenza da pc ieri sera ho creduto di saperci mettere le mani e mi sono bellamente disinstallata il software della connect card.
Un lavoro accurato.
Avessi davvero voluto disinstallarlo non ci sarei riuscita. Giuro.

Ora. Oltre quel terrazzo del post precedente, qui non c'è praticamente niente.
Al bar quando sono andata a chiedere, mi han guardato come se internet fosse il nome di qualche sofisticato cocktail milanese.
Al negozio che vende tv satellitari, viti, giornali e, per inciso, anche vodafone mi han detto che la connect card... oggetto di lusso...si, in effetti è dell'ufficio... che la faceva arrivare solo su ordinazione e che no, il cd del software non ce l'aveva da pèrestarmi.

A parte il senso di fastidio profondo verso me stessa perchè me la ricordo l'intuizione che stavo per fare una cazzata, sentita sfuggevole proprio prima di quel click nefausto e non ascoltata, mi son sentita sola.

Sola senza pc.
Una specie di braccata.
Una specie di cluastrofobia.
Una specie di risata allo stesso tempo.

In parte perchè dovevo fare delle cose di lavoro, ma solo in parte, io lo so.
L'altra parte è quella che magari il pc in vecenza non lo apre neanche, ma deve sapere che può.
Stare in contatto con la mia mail, o coi blog che leggo o col mio blog o messanger o....

Ora, mentre scrivo, mi chiedo, stare in contatto con che?

Allora ho preso su i bimbi e me ne sono andata al bar del paese che su tutte le vetrine c'ha scritto wi-fi.
Sul porto, è un bar rough, con ragazzotti sardi che girano scalzi con riccioli lunghi e gli orecchini, quelli che cominci mettendo dentro al buco uno stecchetto di legno e poi ne aumenti a poco a poco il diamentro e alla fine nel buco ci sta dentro una monetina da 10 cent.

30 minuti di connessione, 3 euro.
Il mio socio deve aver pensato che io fossi matta a chiedergli di caricarmi il sofware sull'ftp aziendale. 14 minuti di download. A 5 secondi dalla fine task manager dice che l'applicazione non risponde.
Che ti venga un accidente tra una cosa e l'altra i miei 30 minuti son scaduti.
Bimbi state buoni che ho quasi finito.
Prendetevi un gelato.
Compro altri 30 minuti.
Mi accorgo che la batteria del pc è quasi esaurita.
Scusi, c'è una presa da qualche parte?
Si, lì, dai tavolini dentro.
Entro, raggiungo il tavolino, apro la borsa.
No, il cavo!
L'ho lasciato a casa!
Ormai sono in un loop.
Ciò che in realtà non è così importante, è così vicino che voglio provarci lo stesso.
Bimbi, prendetevi una coca.

Ecco, insomma, ce l'ho fatta, evidentemente.
Però questo post stasera lo sto scrivendo sul terrazzo con penna e carta.
Domani mattina lo copio su blogger mentre faccio il lavoro che devo fare per l'ufficio.

In realtà volevo solo postare questa foto .

Devo essere malata.

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