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Thursday, June 22, 2006

Non so se capita a tutte le mamme, ma è come una specie di riflesso incondizionato.
Non è che io mi giro solo se i miei figli mi chiamano. Io mi giro sempre, non appena sento una voce di bambino che chiama. Mi giro e scannerizzo la situazione, dov'è il bimbo, dov'è l'adulto. Una specie di mutuo soccorso, oppure una specie di cane di Pavlov, chennessò.

Mia cugina ha tre bimbi.
Se io son mamma per sbaglio, lei è mamma predestinata.
Mamma vera, intendo.
Mamma che vuole essere mamma senza tante pippe e fronzoli, senza reticenze, senza ma, senza sarò all'altezza? senza cambierò? senza e la mia libertà?
Mamma.

Eppure il primo bimbo mica è arrivato così. Voglio dire, a me che pensavo ad altro è arrivato che ancora un po' abortivo, a lei che lo voleva invece tutto un equilibrio di temperature segnate chissà forse su un libretto apposta, per mesi.
E poi un'estate si dimentica il termometro a casa e zac! Matteo si installa nella pancia.
Da lì una strada in discesa senza più termometri, e una famiglia di 5 con tre bimbi chiassosi.
Valla a capire la vita.

Così oggi c'è Matteo che ha 10 anni ed è minuto come la mamma.
Io ho bimbi grandi e grossi, e un bambino piccolo ma grande di età mi trae sempre in inganno. Voglio dire, mi ritrovo quasi a parlare con le vocine e a spiegare tutto per benino e lui mi risponde con una mossa ritmata e un ohhhyeah con le mani da rapper e allora io chiedo ma lo sai cosa vuol dire quel gesto e lui schiocca la lingua e mi guarda un po' dall'alto in basso e mi risponde I love you, come se io fossi rimasta un po' indietro coi tempi.
Eh.

Tanto per capirci, il bambino è andato in gita a Marano e poi - minuto e a 10 anni - ha scritto questo:

Noi e la laguna

La laguna si è schiusa davanti a noi
In un viale di canneti
Che con il vento sembravano inchinarsi,
volerci baciare.
I più vicini sembravano bambini
Stupiti di vedere gente nuova.
Maestosi cigni,
scivolando in mezzo ad essi,
spuntavano come bianche nuvole
danzanti nel cielo,
volteggianti al vento.
Il luccichio delle acqua mosse dal barcone
Pareva la via lattea,
nel cielo che scompariva e rinasceva.
Il viaggio continuava fra antichi casoni
Che ci guardavano sospettosi.
Noi, stranieri, eravamo contenti
Dell'abbraccio silenzioso e vivo della laguna.

Giovanni è arrivato due anni dopo, tutto diverso.
E' già più alto del fratello e sembra già sapere di non aver bisogno di dire niente di più del necessario per essere ascoltato.
Il carisma non è qualcosa che si costruisce nel tempo. Lui ne è la prova.
E' silenzioso ma non abbastanza da poterlo dire introverso. E' quieto ma non perchè manchi di personalità. Sembra quasi che abbia già capito che il garbo sia tutto quello che basta nella vita. E ti vien voglia di sedertici accanto e farti insegnare.

Aaah... e poi c'è Chiara. Da paura. 4 anni e un musino con due occhi grandi come.... prendi due biglie da spiaggia, si quelle di plastica coi calciatori dentro, schiacciale un po', ma plasmale all'insù. Ecco, due occhi così. 4 anni e li sa già usare come la più consumate delle adolescenti.
Inventa storie al limite della pediatria per giustificare le sue fantasie di bimba, si mette in piedi col petto in fuori di fronte ad un tavolo con 10 persone a dichiarare la sua convinzione. Poco importa se poi subito dopo fugge via come un topolino, non appena si accorge che 20 occhi son su di lei. Sgambetta via perchè pensa che le bocche sotto quegli occhi son mezze spalancate in una risata e ancora non sa invece che son aperte in un invidioso desiderio di poter poter dire con la stessa forza.

Ecco. Questi sono i miei.... cosa sono i figli di una cugina? Sono nipoti o sono secondi cugini? Mai capita questa cosa.
Ma a me piace il termine inventato quest'estate di ziacugi.

Io ho due veri nipoti, figli di mio fratello. Per vari motivi, tra cui c'è la distanza geografica, non li vedo molto e certo non sono sentita - e me ne dispiaccio tanto - come una zia.

L'altro giorno eran circa le sette di sera. La spiaggia era semivuota e io avevo raccolto gli asciugamani, messo a posto secchielli e palette, maschere, birilli, seggioline, arrotolato le stuoie, chiuso l'ombrellone e avvolto con lo spago chè il vento in Sardegna non sai mai che ti combina e mi incamminavo verso quei sette gradini che mi separavano da casa quando ho sentito un bimbo chiamare

zia...?

Mi son girata come il cane di Pavlov, perchè non so se capita a tutte le mamme ma io mi giro sempre se un bambino chiama.

Era Giovanni. Chiamava me.
Mi sono emozionata.

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