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Tuesday, August 22, 2006

Caro Cicciobombo, direttore commerciale delle fiere terze di Cicciobombolandia,

ti ho conosciuto due anni fa e tu certo non te ne ricordi più perchè allora ero un'impiegata e a quelle riunioni lì ci andavano solo i miei capi.

Me lo ricordo bene quando ci siamo incontrati, perchè tu eri importante. Nella sala da pranzo vip di quella fiera, il mio capo ci ha presentati. Tu mi hai stretto la mano con un sorriso disteso un po' mondano, il mio capo ha detto la frase tanto odiata "ti presento la mamma dei gemelli" e poi ha aggiunto l'altrettanto odiata frase "lei sta nell'ombra ma senza sarebbe un disastro" e io ho detto, in un sussurro di rivalsa personale, "nell'ombra sto bene perchè non mi notano ma io vedo tanto" e il capo manco mi ha sentita ma nei tuoi occhi è passato un lampo di interesse, un secondo solo svanito nella rincorsa a stare con chi contava.

L'altra mattina mi sono vestita bene e mi sono truccata discreta per incontrarti. Per me incontrarti era un po' come una pietra miliare a segnare il passo, perchè stavolta una fetta percentuale di quella fiera è mia e io ero nella riunione.

Va bene, te lo dico, io invidiavo gli eletti che partecipavano a quelle riunioni. Mi sembrava sempre che dietro a quelle porte chiuse succedesse chissachè. Buffo, adesso so che non succede un bel niente di speciale, se non un lentissimo, noioso fluire di chiacchiere di gente che affabilmente si pesa, si scruta e guardinga forse arriva ad un accordo, che non è mai quello che pensi che sia perchè ognuno ha un interesse suo scritto su un foglietto e masticato, mica che gli altri lo scoprano.

Comunque, torniamo al tuo ufficio e a quella nostra riunione.
Vedi, io lo sapevo che non ti ricordavi di me e in un certo senso la cosa era rassicurante, si partiva da zero, il campo spianato da qualsiasi preconcetto.
Tu amabile mi hai stretto la mano, hai offerto a me e al mio socio il caffè, chiacchiere rilassate sul caldo e le vacanze e ci guardavi a turno negli occhi.
Ma poi, quando ci siamo seduti al tavolo, tu di là noi di qua, l'errore.
Scusa, ma questa minimanager che son diventata credo che ti voglia dare una lezione.

E' che dal momento che ci siam seduti tu ti sei rivolto solo al mio socio, guardando solo lui, parlando alla seconda singolare e io sono scomparsa che ad un certo punto mi son pizzicata per garantirmi che esistessi.
Ho pensato di tirarmi su la gonna e farti vedere le mutande, di prorompere in una rumorosa scoreggia ma alla fine ho deciso che avevo un'arma migliore.
Ho aspettato che quella farsa di pavoni maschi giungesse al termine e alla fine ti ho salutato col mio migliore sorriso.

In macchina il mio socio mi ha chiesto cosa ne pensassi dell'incontro e io ho detto che non volevo che la nostra fiera si facesse lì perchè non mi fido di chi parla a due persone usando la seconda singolare.

No, non è che ti sia perso un granchè, son solo poche centinaia di migliaia di euro di fatturato, ma coi tempi che corrono cento qui cento lì e ti ritrovi col culo per terra.

Vedi, io adoro essere femmina, i maschi che mi aprono la porta della macchina e che mi versano il vino, quelli che mi proteggono e che ne sanno più di me.
Ma odio i cicciobombi che parlano solo con gli uomini.

In genere, io amo muovermi a cielo aperto, ma se con tipi come te bisogna muoversi nell'ombra per me va bene, lo so fare bene.

Ah, a proposito..... quella fiera lì abbiamo deciso di farla a Xxxxlandia.

Ma te lo scriverà il mio socio, così siam sicuri che leggi la mail.

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