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Thursday, September 28, 2006

Ciao.
Mi chiami per i corsi di inglese?

Sciocca io, che mi batte il cuore perchè quello che sto per dire è un po' come un atto di piccolo coraggio e chissà come la prende...

No, veramente ti chiamo perchè alla festa dei bimbi ieri non mi hai rivolto la parola e infatti offrendo i pasticcini col vassoio, quando sei arrivata a me mi hai saltato, e quando io ti parlavo direttamente, tu guardavi fisso davanti a te e sinceramente non mi era mai capitato di essere così invisibile e allora ho pensato che fosse meglio chiederti perchè. Se ti ho offeso in qualche modo, vorrei scusarmi o almeno spiegarmi.

Ah, bè, se proprio vuoi che te lo dica, non è per qualcosa che hai fatto tu. E' per qualcosa che ha fatto tua figlia lo scorso aprile.

Scusa? Mi stai dicendo che non mi parli oggi per qualcosa che mia figlia ha fatto ad aprile?

1. Non potevi smettere di parlarmi ad aprile?
2. Non potevi smettere di parlare a lei invece che a me?
3. In generale, non è un po' sciocco smettere di parlare ad un essere umano?

Si, terribile. Tua figlia... bè, insomma, lei... lo sai che quando faceva il giornalino alla scuola, ha licenziato mia figlia?

Si, mi sembra di ricordare..... alla fine aveva licenziato tutti. E poi per una settimana piangeva che nessuno non le voleva più essere amico. Allora avevo pensato che fosse una giusta punizione, un giusto insegnamento.

Ma ti rendi conto che mia figlia piangeva?

Certo, me ne dispiaccio e mi scuso, ma queste sono cose di bambini.... fanno così a questa età... un giorno sono amiche e un giorno non lo sono più per una sciocchezza e il giorno dopo di nuovo a bisbigliarsi segreti. Dai, lo sai anche tu che sono fatte così...

No, mia figlia è diversa, lei appartiene ancora al mondo dei bambini, non come la tua che forse frequenta bambine più grandi o forse chissà che esempi vede in famiglia.

Occazzo, qualsiasi cosa dica adesso sembrerà una bugia.... Come glielo faccio a spiegare al telefono che lei gioca con le bambole, che da una scatola di vino abbiamo fatto per loro l'armadio coi cosini metallici dorati fermacarte a fare da maniglie, e che passa ore ad organizzare i suoi cavalli di plastica e ad acconciare loro le criniere? E' chiaro che non ci crederà mai...
Adesso però comincio ad irritarmi. Sono stata adulta quando mi hai tolto la parola, mi sono scusata per il licenziamento, però se insinui .....
Lancio il mio primo dardo.


Senti, che io mi ricordi mia figlia ha licenziato la tua perchè portava articoli con errori di ortografia, ma è evidente che siano stupidate di bambini e io ho imparato che è meglio non entrare nelle cose dei bambini e che è meglio che se le sbrighino da soli.

Lanciato. Ma con garbo. Lasciato cadere lì tra le virgole...ah ah, tiè tiè.

Bambini un corno. Lo sai che mia figlia piangeva di notte? E poi non è mica tutto. Tua figlia gioca alle streghe. E poi dice "andiamo tutti alla fontana della scuola a purificarci dal malocchio"

Bè, certo, questa è la generazione di Harry Potter...

Appunto. Io non permetto a mia figlia di guardare Harry Potter, nè di leggerlo. Queste storie di draghi e streghe io non le condivido. Certo si vede che nella vostra famiglia....

E dagli con 'sta famiglia. Effettivamente io quando torno a casa m'incazzo con Philip che si è dimenticato di tirare fuori dal freezer i pipistrelli, con un quadruplo salto mortale raggiungo la stanza dei giochi e li animo tutti perchè si auto-mettano in ordine da soli, sfodero il cucchiaio di legno e brandendolo con gesti secchi immobilizzo i gemelli che stanno svolgendo un intero rotolo di carta igienica nel cesso mentre infilo spilloni nel fantoccino del marketing manager di quella grossa multinazionale che oggi non mi ha firmato il contratto di sponsorship per il mio convegno.
Aspetta che tento un altro dardo.

Effettivamente Marta legge parecchio, e non è che io stia lì a sindacare. L'importante è che legga.
Ma soprattutto, c'è la storia dell'anello.

Anello?

Si. Tu lo sai che per partecipare al club di quel giornalino chiedeva ai bambini di portare a scuola un anello?

Si. Embè? Non ci vedo niente di strano. E' un simbolo di appartenenza. Un gioco, no?

Un gioco da grandi. Lo sai che chiedeva di portare un anello di brillanti veri????

Ma si. Lo so. Lo ha detto anche alla vicina di casa e la bimba è ritornata su con un anello di plastica luccicante e hanno cominciato a giocare.

Nonnò. Tu non hai capito. Le costringeva. O un anello di diamanti veri o fuori dal giornalino.

Ussignur.... ma dici davvero che mia figlia? Noooo, impossibile.... ma vuoi vedere? Naaaa.... E se...?

Cioè? scusa?

Cioè che tua figlia ricattava tutta la scuola perchè ogni bambina portasse e le desse un anello di diamanti.
E così mia figlia ha rubato da casa il mio anello di brillanti.
E vuoi che ti dica una cosa? Io ho parlato con una psicologa che mi ha detto che, sviscerati i fatti, tua figlia chiaramente aveva un obiettivo preciso....

E sarebbe?

Bè.... e poi un'altra cosa... sono scomparse cose dalle case in cui...bè....lo so che sei molto impegnata col lavoro e sai com'è se non ci sei?

Bè cosa? Argomenta santiddio, spiega bene.
E no, ti prego, non dire così, chè lo so che ho lavorato tanto l'anno scorso con la mia società nuova...vuoi dire che tutto questo è successo sotto i miei occhi e io niente?

Guarda ti dico solo che ad aprile c'era un gruppo di mamme che voleva coalizzarsi per cacciare tua figlia fuori dalla scuola.

Ussignur...vuoi dire che c'ho un mostro in casa e non me ne sono mai accorta? dov'ero?

E' chiaro che io sono un'impulsiva e che:
1. ho scritto subito un post
2. ho preso un giorno di ferie per andare a parlare col pediatra, con una signora che fa la preside di una scuola e di cui mi fido e con le insegnanti di Marta

Allo stato attuale dei fatti:
1. Marta è descritta come una bimba di carattere ma radiosa, positiva, generosa e sensibile
2. Purtroppo, non c'è evidenza in tutta la casa di anelli di diamanti veri

Resta il fatto che tutti mi hanno consigliato di parlare di più a mia figlia, per raddrizzare certi atteggiamenti bossy.

Fine dell'emergenza, pare.

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