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Saturday, October 28, 2006

Io odio stendere i bucati e il rumore della cappa accesa sopra ai fornelli.
Adoro il mio te a letto la mattina, nero carico ma non sopporto svegliarmi, infatti credo di esser nata per dormire.
Io mi infiammo e non riesco a trattenermi dall'agire subito, ora, anche a rischio di sbagliare.
Sono un groviglio di pensieri che non si dipana mai. Per fortuna non si dipana mai, se no non avrei niente di cui preoccuparmi. A volte penso che per sopravvivere io abbia bisogno di crearmi un nuovo pensiero appena l'ultimo è stato risolto e questo un po' mi spaventa.
So fare i compiti coi miei bimbi mentre cucino con un occhio alle ultime mail della giornata.
Mi faccio la ceretta da sola.
Penso che le creme non ritardino le rughe.
Quando svuoto la teiera e la sciacquo lascio le bustine del te nel lavandino.
Senza gli occhiali io non riesco neanche a fare pipì, perchè mi sembra di non sentire.
Voglio avere tanti amici. Ho imparato a riconoscere quali sono sintonici e quali no, ma non disdegno mai di uscire anche con quelli no, perchè la gente mi piace tutta.
Quando il telefono squilla per me è sempre una gioia, non foss'altro per la curiosità di chi sarà mai.
Uso lo stesso profuno da quando ho 14 anni.
Non mi taglio mai le unghie delle mani. Quando sono lunghe me le mangio e poi le limo.
Sono convinta di avere sempre ragione, infatti ho sempre ragione.
Ho paura di andare in macchina quando guidano gli altri, ho paura di volare, ho paura dei cani e mi fanno schifo gli insetti.
Faccio la gallina con gli uomini.
Amo i miei bambini, adoro i miei bambini. Sono brava a giocare i giochi d'immaginazione, ma mi spazientisco subito a vestire barbie e a organizzare i campi di battaglia dei playmobil.
Vedo i problemi prima che si presentino ma non ho abbastanza fiducia in me stessa da riconoscermi questa dote.
Quando svuoto la spazzatura, non metto mai il sacchetto nuovo dentro al secchio.
Odio mettere i panni sul calorifero ad asciugare.
Lascio sempre le scarpe dove me le tolgo e poi vado in giro per casa urlando qualcuno ha visto le mie ciabatte?

Lui è assolutamente incapace di apparecchiare la tavola, mette tovaglia e piatti e crede di aver finito.
Ha più creme di una donna, prodotti da supermercato, s'intende, ma usa pure il contorno occhi. Legge sempre, legge tutto, perfino il giornale vecchio intorno ai fagiolini da pulire. Se legge che lei sta facendo dell'altro, la interrompe e commenta e a nulla valgono i suoi educati uhmmm uhmmm disinteressati, lui persiste con un'analisi sociopolitica dettagliata e non se la prende quando le parole cadono nel vuoto, basta che lei sia lì e se lei sbotta con un veramente sto scrivendo lui ride con un ok, ok.
Lui è malleabile, fa sempre quanto chiesto, virtù rara in un uomo, ma se dice no, è no e non ci sono vie d'uscita. E allora lei china il capo rispettosa.
Rigorosamente non si taglia le unghie di venerdì e domenica, per una qualche credenza irlandese, e va in panico se gli si passa il sale senza prima appoggiarlo sulla tavola.
Cucina bene, specializzato in menù indiani e nella mussaka, si esprime al meglio di sera, dopo cena ma ha un concetto vago di come la cucina vada messa a posto dopo.
Accende la cappa sui fornelli al più piccolo sfrigolio.
Adora la sua vespa e indeed il suo mac.
Ha pochi amici, ma quei pochi sono i soli a sapere che le sue storie e il modo in cui sa raccontare possono farti rotolare sotto il tavolo dalle risate.
E' capace di palleggiarsi tre bambini quando lei è via per lavoro, anche per una settimana. Infatti è perfino capace di andare a sciare da solo con loro per diversi giorni. Infatti è così capace coi bambini che lei sa che potrebbe scomparire all'improvviso per una qualsiasi disgrazia e stare tranquilla.
E' sereno. Vede sempre le cose in una prospettiva emotiva ma non precipitosa.
Ha uno snobismo intellettuale sopraffino. A volte fastidioso, specie quando dopo che lei ha insistito per mesi a dire no ti sbagli i fatti dimostrano che invece aveva ragione. Fastidiosissimo quando a capodanno lei vuole uscire a far casino e lui no perchè cosa ci sarà mai di diverso la sera del 31 dicembre?
Lui odia le bustine vecchie del te lasciate nel lavandino.
Stira benissimo.
Sa fare le lavatrici, che non vuole dire solo saper dividere i colori dal bianco e saper scegliere il programma. Vuol dire soprattutto vedere che è il momento di fare una lavatrice. E dopo stende. Non mette mai il pigiama sotto il cuscino.
Ascolta musica assurda, lei la chiama torture. Dedica tempo a trasferire brani sull'mp3 della figlia e in macchina ora loro complici cantano insieme pezzi di Stephen Duffy e Jackie Leven.
E' ossessionato dalla sua vista che da segni del cedimento dei 40enni, comincia a vedere male da vicino, ne ride, ma ci pensa in continuzione.
Odia il telefono, lo considera una invadente interruzione.
Un tempo amava dormire fino a tardi, ma adesso si alza sempre per primo, anche il weekend. E' sempre il primo che i bimbi vedono al risveglio. E lei si chiede se non sia un dono alla sua pigrizia. Lui ha paura degli uccelli, ma prende i ragni e i daddy-long-leg con le mani e gentilmente li appoggia fuori dalla finestra.
Gli piace tagliare l'erba del prato della casa in campagna.
E' negato (ma sta migliorando) col DIY.
Non sopporta le ipocrisie piccolo-borghesi, ancora peggio quelle piccolo-cattoliche.
Se vede un problema, fa finta che non esista sperando che si risolva da solo.
Lui cammina sul marciapiede tenendo la donna all'interno, perchè così gli ha insegnato il suo papà.
Odia il pensiero che le cose messe in lavatrice non siano completamente sporche.
Si fa la doccia ma non sempre si lava i capelli, li bagna solo (e lei pensa che sia assurdo).

Noi, oggi, siamo sposati da 10 anni.

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