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Sunday, October 22, 2006

Io son solo una minimanager. Davvero, lo giuro.
Anzi, a dire il vero, son proprio nella fase che quasi comincio a pensare a chi me lo ha fatto fare, a che cosa c'era poi di male nell'essere impiegata?
Al solito, le brutture si dimenticano in fretta e più mi sforzo di ricordarmele più mi viene in mente di me che alle tre sfreccio allegra sulla tangenziale vuota verso i miei bambini.

E' un anno che faccio una gran fatica a pensare business, sento proprio il mio cervello che frigge, che cerca d'acchiappare concetti e strategie e arriva quasi a toccarli ma poi gli stronzi si dileguano, come quella parola che c'hai sulla punta della lingua e non viene.

Però stavo quasi per ritenermi soddisfatta, creato l'ufficio, accovacciatami dentro, scosso il didietro di qua e di là come una matura gallina che trova il suo comodo calduccio per la cova. Ce l'ho fatta e cominciavo anche a sentirmi a mio agio con intorno cose che ho imparato a conoscere, che ho imparato a gestire. Cose che prima mi facevano paura e adesso no. Cose nostre, della nostra società, decise da noi, ingranate, sicure.
E poi succede che d'improvviso arrivano tutti questi grandi a guardare cosa fai, a dirti che gli piace, a fare gli amiconi e col sorriso chiederti giochiamo insieme?
No, guarda, io ho appena imparato, non potreste continuare a giocare da soli come facevate prima che andava tanto bene?
E' che porca la miseria voi c'avete così tanti più soldi e più potere che la vostra palla è la più bella e se io dico di no adesso voi poi lo chiedete agli altri bambini e loro diranno di si e poi tutti verranno a vedere voi giocare e noi no.
Son mica scema, l'ho capito che se dico di no voi mi schiacciate nel giro di uno, massimo due anni.
Quello che non capisco, perchè sono una minimanager, è come fare perchè voi non mi schiacciate anche se dico di si.
Non potevate continuare a giocare da soli?
E poi, son anni che non sapete neanche che esistiamo, adesso proprio tutti insieme dovete arrivare?

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