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Sunday, November 05, 2006

Il mio stagista, ex mio in realtà, perchè io l'ho selezionato e uno dei soci me l'ha soffiato, è un marcantonio che sfiora credo l'uno e novanta, asciutto e muscoloso il giusto.
Trendy perfetto.
Gentile il giusto, arrogante il giusto (ma quanto sono sicuri di sè questi giovani? pazzesco....), determinato da far paura.
In gamba, veramente, e per questo stiamo cercando di confermarlo, di dargli un ruolo fisso.
Mi fa una tenerezza infinita, perchè davvero tutta quella sua voglia di sfondare il mondo a volte attraversa la stanza in un'onda che arriva anche alla mia scrivania. Rabbia a volte, per le troppe telefonate che gli si chiede di fare e che non portano a niente, entusiasmo irruente altre per progetti appena nati che lui può seguire dall'inizio.
Mi fa tenerezza perchè sento tutti i suoi perchè e spesso mi astengo dal dirgli le risposte che so, perchè certe risposte non si possono dare, si possono solo capire da soli.
Mi è anche di stimolo, perchè non voglio dimenticare quella voglia lì, non voglio che la mia si offuschi troppo per le troppe facciate sul muro, per i troppi squallidi rigiri che ho visto da quando avevo la sua età a oggi.
Mi piace molto guardarlo (mica perchè è bello, s'intende..) e osservarlo mentre fa il bravo ragazzo che ogni azienda vorrebbe avere ma al tempo stesso mette giù un po' goffamente i paletti per ottenere il rispetto che merita.
Ma questo non era quello che volevo scrivere.
Quello che volevo scrivere è che l'altro giorno ho scoperto che il mio (ex) stagista non sa cosa siano le fiabe sonore.
Neanche la più pallida idea delle note di "a mille ce n'è....."
Non riesco a capacitarmene.

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