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Friday, December 08, 2006


Aaaahhh che bello... 4 succosi giorni di vacanza con la mia famiglia.

Aaaahhh che guduria. Sono viva.

No, perchè non si deve mai dare niente per scontato. Uno pensa che è vivo, ma magari è morto. Infatti io potrei essere morta, e invece sono viva, a godermi questi 4 grassi giorni coi miei bimbi.

Ero su un aereo tre giorni fa.
Io ho paura di volare. Forse che l'ho già scritto??? Naaa....

Me ne andavo minimanagerialmente a Roma a fare questo convegno, facendo minimanagerialmente finta che io con la mia borsa col piccì dentro siamo una cosa sola nell'aria e tra le nuvole, seduta tra i miei due colleghi. Viaggio senza neanche una buca nella strada. Per mantenermi presente a me stessa io faccio finta di essere in treno quando sono in aereo e cerco di autoconvincermi che le turbolenze siano sassolini sulle rotaie. Non funziona mai. Ogni volta che l'aereo sobbalza io penso è la fine. Ma nessun sobbalzo andando a Roma.

A parte all'atterraggio.

Ho talmente paura di volare che ho studiato attentamente TUTTO e ora so giudicare d'istinto se l'aereo arriva troppo veloce sulla pista, se è in assetto perfetto, se il pilota è bravo, se le ruote rimbalzeranno o no. Lo so che sembra matto, ma datemi 10 atterraggi uno dietro l'altro e ve lo dimostro.

Cazzo, è storto. Lo penso, lo dico a voce alta.
Ma dai. La mia collega.
Ed è veloce.
Ma dai...

Così il rimbalzo non mi sorprende.
Pilota così così. Penso.

Cazzo che rimbalzo forte. Tendo la mano verso il sedile di fronte pronta al secondo rimbalzo. Pilota incompetente. Penso.

Cazzo il secondo rimbalzo non arriva.

Mi preparo allo schianto. Giuro che aspetto e aspetto il rumore stonato.

Invece arriva un lieve tocco.

Vedi? la collega di fianco sorridendo.
Vedi 'sto cazzo, il mio corpo tutto fatto di un'intuizione a cui credere solo dopo.

Nessuna frenata. Registro in un soffio di un secondo.

Apro gli occhi. Alzo gli occhi.
Come cazzo fa ad atterrare se la punta sta su, come una specie di dolce impennata?

L'aereo decolla.
Urla contenute.
Silenzio di tomba.

Scoppio a piangere.
Silenzio di tomba.
Mi manca l'aria. E' attacco di panico.
Io ho paura di volare.

Stiamo morendo? Quella della fila dietro.
Asma, mia.
E' un terrorista, ci schiantano contro il Colosseo. Quello di fianco che ha dormito tutto il viaggio e che per quanto mi riguarda poteva anche continuare a farlo.

Piango. Penso che il pilota abbia avuto un attacco di nervi, che magari non sa davvero pilotare. Stupido incompetente del menga. Adesso che fai? riprovi? Sulla nostra pellaccia? Ti ha lasciato la moglie? Non ce la fai più con i turni estenuanti? Era un aereo scuola guida e non ce l'hanno detto?
Chi cazzo ci riporta giù????

L'aereo prende quota piano. Non un decollo normale, questo è sicuro. Va su meno ripido, più calmo, quasi che ci fosse qualcuno a convincerlo a voce e non con la potenza dei motori.

Saran stati almeno 8 minuti prima che il capitano dicesse ci scusiamo per l'inconveniente, abbiamo dovuto ridecollare a causa di un areomobile che occupava la pista.

Ah.

Tu, pilota... io subisco all'istante tutto il fascino della tua divisa. Ti adoro. Sei il più bravo pilota del mondo. Ti sposo se me lo chiedi.
No, non ora, non uscire dalla cabina.
C'è tempo.
Potrò dichiararti tutto il mio amore quando mi porterai su un aliante e mi insegnerai che le nuvole sono solo rotaie morbide.

Ora sono in vacanza. In vacanza in montagna.
In vacanza coi miei bimbi.
Avevo tanta voglia di essere in vacanza coi miei bimbi. Voglia di essere viva, ma voglia di stare con loro. Parlare, giocare, pastrugnare, recuperare storie trascurate la sera frettolosa.
C'è anche Sara, l'amichetta di Marta.

Siamo tutti insieme, come la famiglia felice, ma la verità è che loro, i bimbi, non ci sono. Sono quattro, due femmine e due maschi. La formazione costante è: le due femmine chiuse in camera con lo stereo a palla e i due maschi, piccoli e citrulli, che schizzano come burattini ad un loro sollevamento del dito indice.
C'è un foglietto davanti alla porta della camera. Da una parte c'è scritto NON ENTRARE, dall'altra BENVENUTI.

Siamo tutti alla mercè di due bambine di 9/10 anni, altro che pilota d'aereo.
Quando di vestono è NON ENTRARE, quando si pettinano è NON ENTRARE, quando è ora di merenda è BENVENUTI, quando è ora dei segreti è NON ENTRARE.

Io sembro avere un pass speciale. Credo di essermelo guadagnato quando ieri Sara, che è un anno più grande di Marta e comincia ad avere un accenno di seno, mi ha chiesto se potevo farle vedere come si piega un reggiseno. Mi ha messo tra le mani due triangolini che ci avrei potuto fare le vele di una barchetta per giocare coi bambini ma io ho capito che dovevo stare seria e li ho cerimonialmente sovrapposti, ne ho fatto un piccolo nido e ci ho adagiato dentro le bretelline. Ecco. E' stata un'emozione.

Stasera ho capito che l'unico modo per passare un po' di tempo con loro era diventare una Cheetah Girl. Mi hanno truccato loro, mi hanno pettinato loro. E poi abbiamo ballato insieme.

'cause we are sisters.... we stand together.....
amigos. cheetahs. friends for life.........

Comments:
Possibile che ogni volta che leggo un tuo post mi viene da piangere!!!!? :)
 

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