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Thursday, September 28, 2006

Ciao.
Mi chiami per i corsi di inglese?

Sciocca io, che mi batte il cuore perchè quello che sto per dire è un po' come un atto di piccolo coraggio e chissà come la prende...

No, veramente ti chiamo perchè alla festa dei bimbi ieri non mi hai rivolto la parola e infatti offrendo i pasticcini col vassoio, quando sei arrivata a me mi hai saltato, e quando io ti parlavo direttamente, tu guardavi fisso davanti a te e sinceramente non mi era mai capitato di essere così invisibile e allora ho pensato che fosse meglio chiederti perchè. Se ti ho offeso in qualche modo, vorrei scusarmi o almeno spiegarmi.

Ah, bè, se proprio vuoi che te lo dica, non è per qualcosa che hai fatto tu. E' per qualcosa che ha fatto tua figlia lo scorso aprile.

Scusa? Mi stai dicendo che non mi parli oggi per qualcosa che mia figlia ha fatto ad aprile?

1. Non potevi smettere di parlarmi ad aprile?
2. Non potevi smettere di parlare a lei invece che a me?
3. In generale, non è un po' sciocco smettere di parlare ad un essere umano?

Si, terribile. Tua figlia... bè, insomma, lei... lo sai che quando faceva il giornalino alla scuola, ha licenziato mia figlia?

Si, mi sembra di ricordare..... alla fine aveva licenziato tutti. E poi per una settimana piangeva che nessuno non le voleva più essere amico. Allora avevo pensato che fosse una giusta punizione, un giusto insegnamento.

Ma ti rendi conto che mia figlia piangeva?

Certo, me ne dispiaccio e mi scuso, ma queste sono cose di bambini.... fanno così a questa età... un giorno sono amiche e un giorno non lo sono più per una sciocchezza e il giorno dopo di nuovo a bisbigliarsi segreti. Dai, lo sai anche tu che sono fatte così...

No, mia figlia è diversa, lei appartiene ancora al mondo dei bambini, non come la tua che forse frequenta bambine più grandi o forse chissà che esempi vede in famiglia.

Occazzo, qualsiasi cosa dica adesso sembrerà una bugia.... Come glielo faccio a spiegare al telefono che lei gioca con le bambole, che da una scatola di vino abbiamo fatto per loro l'armadio coi cosini metallici dorati fermacarte a fare da maniglie, e che passa ore ad organizzare i suoi cavalli di plastica e ad acconciare loro le criniere? E' chiaro che non ci crederà mai...
Adesso però comincio ad irritarmi. Sono stata adulta quando mi hai tolto la parola, mi sono scusata per il licenziamento, però se insinui .....
Lancio il mio primo dardo.


Senti, che io mi ricordi mia figlia ha licenziato la tua perchè portava articoli con errori di ortografia, ma è evidente che siano stupidate di bambini e io ho imparato che è meglio non entrare nelle cose dei bambini e che è meglio che se le sbrighino da soli.

Lanciato. Ma con garbo. Lasciato cadere lì tra le virgole...ah ah, tiè tiè.

Bambini un corno. Lo sai che mia figlia piangeva di notte? E poi non è mica tutto. Tua figlia gioca alle streghe. E poi dice "andiamo tutti alla fontana della scuola a purificarci dal malocchio"

Bè, certo, questa è la generazione di Harry Potter...

Appunto. Io non permetto a mia figlia di guardare Harry Potter, nè di leggerlo. Queste storie di draghi e streghe io non le condivido. Certo si vede che nella vostra famiglia....

E dagli con 'sta famiglia. Effettivamente io quando torno a casa m'incazzo con Philip che si è dimenticato di tirare fuori dal freezer i pipistrelli, con un quadruplo salto mortale raggiungo la stanza dei giochi e li animo tutti perchè si auto-mettano in ordine da soli, sfodero il cucchiaio di legno e brandendolo con gesti secchi immobilizzo i gemelli che stanno svolgendo un intero rotolo di carta igienica nel cesso mentre infilo spilloni nel fantoccino del marketing manager di quella grossa multinazionale che oggi non mi ha firmato il contratto di sponsorship per il mio convegno.
Aspetta che tento un altro dardo.

Effettivamente Marta legge parecchio, e non è che io stia lì a sindacare. L'importante è che legga.
Ma soprattutto, c'è la storia dell'anello.

Anello?

Si. Tu lo sai che per partecipare al club di quel giornalino chiedeva ai bambini di portare a scuola un anello?

Si. Embè? Non ci vedo niente di strano. E' un simbolo di appartenenza. Un gioco, no?

Un gioco da grandi. Lo sai che chiedeva di portare un anello di brillanti veri????

Ma si. Lo so. Lo ha detto anche alla vicina di casa e la bimba è ritornata su con un anello di plastica luccicante e hanno cominciato a giocare.

Nonnò. Tu non hai capito. Le costringeva. O un anello di diamanti veri o fuori dal giornalino.

Ussignur.... ma dici davvero che mia figlia? Noooo, impossibile.... ma vuoi vedere? Naaaa.... E se...?

Cioè? scusa?

Cioè che tua figlia ricattava tutta la scuola perchè ogni bambina portasse e le desse un anello di diamanti.
E così mia figlia ha rubato da casa il mio anello di brillanti.
E vuoi che ti dica una cosa? Io ho parlato con una psicologa che mi ha detto che, sviscerati i fatti, tua figlia chiaramente aveva un obiettivo preciso....

E sarebbe?

Bè.... e poi un'altra cosa... sono scomparse cose dalle case in cui...bè....lo so che sei molto impegnata col lavoro e sai com'è se non ci sei?

Bè cosa? Argomenta santiddio, spiega bene.
E no, ti prego, non dire così, chè lo so che ho lavorato tanto l'anno scorso con la mia società nuova...vuoi dire che tutto questo è successo sotto i miei occhi e io niente?

Guarda ti dico solo che ad aprile c'era un gruppo di mamme che voleva coalizzarsi per cacciare tua figlia fuori dalla scuola.

Ussignur...vuoi dire che c'ho un mostro in casa e non me ne sono mai accorta? dov'ero?

E' chiaro che io sono un'impulsiva e che:
1. ho scritto subito un post
2. ho preso un giorno di ferie per andare a parlare col pediatra, con una signora che fa la preside di una scuola e di cui mi fido e con le insegnanti di Marta

Allo stato attuale dei fatti:
1. Marta è descritta come una bimba di carattere ma radiosa, positiva, generosa e sensibile
2. Purtroppo, non c'è evidenza in tutta la casa di anelli di diamanti veri

Resta il fatto che tutti mi hanno consigliato di parlare di più a mia figlia, per raddrizzare certi atteggiamenti bossy.

Fine dell'emergenza, pare.

Monday, September 25, 2006

Finora è stato tutto facile.

Sono stata fortunata.
Perchè? Perchè non ho mai avuto paura di dire di no.
Coi bambini piccoli, se devo riassumere tutto in una parola, l'unico vero skill è sapere dire di no con la sicurezza in se stessi sufficiente.
No, nel senso di basta, quando ti succhiano i capezzoli fino a far uscire il sangue e il resto del mondo ti guarda con orrore, a te mamma snaturata che smetti di allattare.
No, nel senso di no, lo so che ci tieni davvero e ti capisco, anch'io mi ricordo quella frustrazione lì e farei di tutto per evitartela ma no, proprio no, devo dire di no per il tuo bene.
C'è quel libro là che adesso non c'ho voglia di trovare il link che si intitola I no che aiutano a crescere, e non mi sforzo di trovare il link perchè il titolo è abbastanza per quello che voglio dire. E' tutto racchiuso lì. Io sono stata fortunata perchè quei no lì che aiutano a crescere mi son venuti sempre fuori bene, naturali, senza sensi di colpa.

Ma adesso, adesso si che il titolo del mio blog cade a pennello.
Adesso davvero non so che pesci pigliare e da dove cominciare.
L'ho trascurata pensando che fosse perfetta. L'ho data per scontata pensando che fosse grande. L'ho sottovalutata perchè con tutti i complimenti che mi ritrovo qui nei commenti, certo devo essere una strafiga, no? come mamma, intendo.

Invece mi arrabatto e sbaglio e non vedo e sottovaluto.
Scusa, Marta, amore mio.
Da domani rimedio.

Mi sarebbe utile:
- parlare con una maestra imparziale
- parlare con la mia pediatra
- PARLARE CON UNA MAMMA CHE SA TUTTO

Adesso che comincia il tempo di risposte più articolate di un no, io sono senza skill.
Rimedio eh? Adesso imparo. Ma stasera scusa amore mio, c'ho un po' di sgomento.

Wednesday, September 20, 2006

Non c'è niente di più intimo di una mamma che guarda i suoi bimbi nei letti dopo il bacino della buonanotte.

I gesti della buonanotte mi riconciliano come solo le abitudini possono fare. Gesti e rumori che vanno d'accordo. Lo scorrere metallico delle imposte sui cardini mentre i motorini a pile del delfino, del power ranger e del camion dei pompieri girano le setole veloci. L'acqua che scorre, gli sciacquoni tirati, l'orsetto che tutte le sere non si trova mai e ogni sera spunta fuori da qualche angolo improbabile e tu pensi con vergogna che un giro nel cestello della lavatrice lo stai rimandando da troppo tempo.
I giochi della buonanotte.

Giacomo è il più paffuto e io voglio sempre pastrugnarlo. Posso pastrugnarti? No, mamma, non stasera, domani. Oppure domenica. Tutte le sere mi dice così, anche la domenica. Davide invece mi da tre bacini e poi mi dice tutto in un fiato la sua filastrocca personale "ricordatisemprechequestibacinisonopiùlunghidell'infinito,ricordatelosempreanchequandosaraiinparadiso" e poi si raccomanda tanto che non me li cancelli dalla guancia e io devo stare attenta a dove Marta mi darà il suo, chè lui sbircia come solo i bambini sanno fare.

Marta invece è l'unica dei tre che ancora mi da il bacino lieve sulle labbra. Lo so che a tanti italiani fa schifo l'idea, ma in Inghilterra baciare sulle labbra i propri figli è normale e io ho imparato lì a baciare la mia primogenita. I maschi un po' di tempo fa hanno smesso, senza dire niente ma porgendo solo la guancia, ma Marta ancora lo fa e quando io ho la febbre sulle labbra lei mette una specie di broncio dispiaciuto.

Sempre in quest'ordine li bacio la buonanotte.
Poi dalla porta abbasso la luce fino a una fioca idea e li guardo.

C'è niente di più intimo di vedere la forma di un corpo quando si appresta a prendere sonno? Le loro posizioni segrete, le dita di una mano che avvolgono il lenzuolo e quelle dell'altra che lo sfregano, il fianco spalmato, il libro caduto sul naso.

Io li guardo e penso solo a come sono piccoli e signore ti prego fa che diventino grandi, che ce la facciano. Sì, che non muoiano.

In quell'intimità segreta, a volte la paura mi attanaglia. Ho visto Davide volare investito da una macchina ed è stato come sbirciare per un secondo da una serratura vietata e vedere l'orrido oltre. Da allora penso spesso ad una cosa sola: devo, devo riuscire a fare in modo che diventino grandi.

Allora l'intimità mia di mamma che li mette a letto è questo segreto grande, di questa paura grande. E dello sforzo di padronare la paura con la ragione, chè in fondo è paura più grande quella di diventare una mamma apprensiva, perdere il mio segreto e scaricarlo a loro.

A volte mi sembra che quando saranno grandi io vorrò loro meno bene, quando potranno star lontano dai pericoli, quando sapranno più di me, quando saranno (probabilmente) più responsabili di me, allora io potrò tirare un sospiro di sollievo.
Mi sembra che riuscirò a voler loro meno bene.

Ma mentre scrivo so quasi per certo che mia madre ora probabilmente se ne sta a letto, scalciando irrequieta le lenzuola, rigirandosi impotente e cercando di inventare modi perchè io possa essere serena.
A me mica lo dice.
Forse crede che sia un segreto solo suo.

Sunday, September 17, 2006

E' la seconda notte in fila che lo sogno.
E questo per me significa che ne devo scrivere.

E' la seconda volta in due notti che sogno che Telecom finalmente mi riattiva l'adsl.

E questo per me significa che oltre a chiedere il rimborso per il servizio interrotto, e per il noleggio della connect card che mi sta permettendo di lavorare da due mesi, quando finalmente qualcuno in quegli uffici alzerà il culo di piombo e si deciderà a risolvere e chiudere la mia pratica, potrò anche richiedere un risarcimento per danni morali.

Perchè io posso permettere al direttore della mia banca di entrare nei miei sogni, che è un essere umano, posso permetterlo a Kevin Costner se decido di concedermi un viaggio erotico, e anche lui è un essere umano, ma il 187 che cazzo di essere umano è?

Vuoi mettere lo stress che ti danno Antonella, Luciano, Alessandro (caduta la linea), Marcello, Maria, Valeria, Marco (caduta la linea), Luca e Lucia.... aaahhh Lucia del servizio reclami, lei è la migliore di tutti, ma ne scrivo dopo chè quella è una vera chicca, e Giorgio e Francesca (caduta la linea di nuovo... ma non è incredibile come le linee del servizio clienti diTelecom siano così fragili?) e Elena e Giovanna. Vuoi mettere lo stress che ti danno tutti insieme, mai incontrati, mai visti nei film, facce dietro un numero, che ti danzano intorno alla testa, che minuettano nel tuo cervello mentre tu scomposta te ne dormi nel tuo letto? Chè magari c'avevo le lenzuola scostate e la camicia da notte arrotolata su?

Quanto gli chiedo a Telecom per i danni morali? Quanto vale un mio sogno notturno?
Voglio dire, per due notti di seguito avrei potuto sognare chennessò i cieli della Puglia, di essere single e magra, di superare beppe grillo nella classifica dei blog, di riuscire a parlare in pubblico senza arrossire, di avere soldi abbastanza per farmi la depilazione definitiva.

Telecom, mi hai rubato due notti di sogni.

Telecom, il 17 luglio, mi hai attivato il servizio home tv senza che te lo chiedessi, senza che ci fosse uno straccio di firma su uno straccio di pezzo di carta.
Telecom, mi hai attivato l'adsl a 20 mega.
Io non te l'ho chiesto e neanche il mio fedele router che adesso, da due mesi, ogni giorno cerca i suoi amici nella rete e non li trova perche tu gli hai cambiato le porte e lui prova e prova ma è come in un labirinto.

E' dal 21 di agosto, giorno che mi sono accorta del tuo sopruso, che ti telefono: il commerciale mi rimbalza al tecnico, il tecnico al commerciale, c'è chi mi ha detto che potevo chiedere del responsabile del call centre e chi ha riso ironico quando l'ho chiesto, chi mi ha promesso una telefonata del tecnico entro 24 ore e chi ha fatto cadere la linea, chi ha detto sarà tutto a posto in due giorni e chi mi ha chiesto il numero di cellulare.

Anzi, TUTTI, per la precisione, mi hanno chiesto il numero di cellulare.
Sono due mesi che mangio col cellulare sulle gambe per non perdere la tua telefonata. Ci vado perfino in bagno col cellulare, nel caso chiamassi. Nessuno ha usato il numero.

Nessuno. Tranne Lucia.
Aaaahhh... Lucia, arrivata come fosse la telefonata di lui quando hai 15 anni, lo hai incontrato ad una festa e no, ormai sei certa che quello sguardo lì te lo sei sognato.
Quando Lucia mi ha chiamato potrei giurare che mi battesse il cuore e la nostra conversazione è stata piacevole, una piacevole sorpresa per tutte e due: io sorpresa che lei chiamasse, lei sorpresa che io non la insultassi.
Lei mi ha promesso che era la fine della brutta vicenda, perchè lei era dell'ufficio reclami. Ha detto testualmente: "Signora, la sua pratica è sul mio tavolo ed entro 24 ore la chiudo. Ci penso io"
Quel 24 ore mi ha insospettito. Ho insistito: "non è che potrebbe darmi il numero di quel telefono che sta sulla sua scrivania, Lucia?"
"Ennò- lei amabile - questa è l'unica cosa che non posso fare per lei"
"Ok, ma se per caso fra 24 ore non succede niente e la mia adsl non funziona cosa faccio?"
"Lei non si deve più preoccupare, signora, ci sono io. E la sua pratica è qui sulla mia scrivania. Se fra 24 ore la sua pratica non è chiusa la chiamo io"
"Ma.... semmai chiamo di nuovo il 18...."
"Signora - lei amabile ma decisa - se e ma, la chiamo io fra 24 ore"
"Va bene. La ringrazio, lei è stata gentilissima"

Lucia è una bugiarda. Son passati 5 giorni.

Dal 17 luglio, Telecom mi ha attivato un servizio che io non ho richiesto. Si chiama HOME TV.
Ci ha messo due secondi ad attivarmelo. E in due mesi non è riuscita a disattivarmelo.

I casi sono due.
O non riesce a disattivarmelo e allora significa che Telecom non ha controllo della tecnologia (ipotesi spaventosa).
O non vuole disattivarmelo e allora significa che Telecom..... bè... ipotesi troppo spaventosa.

Wednesday, September 13, 2006

Questa settimana è cominciato il rugby.
= due paia di scarpe da rugby

E' pure cominciata la scuola.
= 3 paia di scarpe da ginnastica da lasciare in classe e usare solo in palestra

E anche il pattinaggio.
= un paio di pattini a rotelle

E' pure ricominciata la vita nelle scarpe (versus infradito usate da giugno)
= due paia di scarpe normali (che poi son sempre da ginnastica, ma quelle che usi per strada e non solo in palestra, cioè uguali a quelle che usi in palestra ma queste le usi in strada - a volte penso che mio cognato inglese abbia ragione quando dice che noi italiani non siamo più puliti, siamo sterilizzati)

Oggi ho comprato 7 paia di scarpe.
I pattini ho deciso di affittarli, perdio.

Friday, September 08, 2006

Ducati 999, 190 kg, da 0 a 120 km in prima, raggiunge i 200 in seconda e in terza si apre a tutta la potenza. Per curvare non puoi usare il volante, sposti solo il peso del corpo. Ha i pistoni perpendicolari l'uno all'altro, ecco perchè.
E' come una donna dovrebbe essere, sempre pronta.
Mica come quelle moto giapponesi che c'hanno i cilindri paralleli e che devi arrivare in terza perchè siano pronte. Prima di arrivare in terza, sono come scooter, non moto.
Il mercato fa schifo. Nessuno c'ha una lira. Si fanno offerte col 50% di sconto e ci aggiungi un mille euro di training e loro, sai cosa fanno loro? ti chiedono il 55% disconto. E' pazzesco. Gente che deve sborsare un mille euro e ti chiede 5% di sconto in più. E come cazzo fai a fare un po'di
margine? E poi alla fine pensano che in qualche modo li stai fregando e il contratto mica te lo firmano.
La Jaguard due posti, che tanto non te ne servono mica di più, l'uomo e la moglie, niente figli, non vuoi mica avere dei figli vero? Giura!!! L'edizione 12? Bellaaaa... si quella, non è che vada così forte, ma è smooth, veramente smooth. A San Diego che c'è sempre bel tempo, la capotta
sta sempre giù, il vento tra i capelli, una delizia.
L'unica moto meglio della Ducati 999 è l'Augusta, qualcosa 24. 50mila euro circa. La Ducati 999 ne costa 21mila. L'Augusta è l'unica che, quando il sabato vai sul circuito di Monza con la Ducati, ti supera. Il circuito di Monza, un occhio dalla testa, ogni mezz'ora devi cambiare un treno di
gomme, o almeno quella dietro. Son 500 euro circa.
Una casa con delle camere non è una casa da single. La camera da letto, quella della bimba e lo studio. Naaaa. Bisogna comprarsi una casa che ci puoi fare l'open space che dal letto ti guardi la tele sullo schermo lcd. E deve essere tutta vetri.
Le donne non si sanno proprio comportarsi con i single. Magari le inviti per una cenetta carina e poi ti chiedono di andare in bagno. Un fastidio.... usano il bagno e non sai nemmeno se scelgono il bottone piccolo dello sciaquone per la pipiì e quello grande per la cacca. Quelle che ti aprono
il frigo senza chiederti il permesso ti fan passare la voglia di scopartele.
Vuoi mettere la soddisfazione di avere un interruttore nel garage che ti accende le luci della casa, in tempi calcolati sui tuoi passi, che prima l'ingresso e poi quando la raggiungi, quelle della camera da letto? No, aspetta, il massimo del godere, è quando atterri in areoporto e dal telefonino comandi la temperatuta dell'acqua della piscina. 40 minuti dopo ci sei dentro ed è perfetta.

Ieri sera sono stata a una cena di lavoro con 4 uomini.

All'uscita del ristorante io ho alzato gli occhi al cielo e ho sussurrato che luna piena ragazzi, è favolosa.
Quello della Ducati 999 mi ha detto adesso ti spunteranno peli dappertutto...ah ah ah..

E poi dicono di noi donne.

Monday, September 04, 2006

Ad averci un blog ti rendi conto che la vita in fondo si ripete a volte in modo così noioso da far paura.

Settembre, un anno dopo.

Marta abbandona la danza classica, passione da quando ha 4 anni, per colpa di un insegnante umorale che si offendeva delle assenze dovute al catechismo.

Poco male. Personalmente dalla danza classica, io che vivo in jeans, volevo solo una cosa: che insegnasse a Marta quel portamento leggero che sembra far scivolare le donne su un cuscinetto etereo e che io, coi miei jeans e colla mia andatura da scaricatore di porto, ho sempre invidiato.
Ora che siamo al bivio che oltre a quel portamento lì un'ora in più di danza le farebbe venire le gambe a x e i piedi da papera, son ben felice di assecondare la decisione.

Mamma voglio fare cavallo.

Io mi chiedo se sono l'unica mamma al mondo che praticamente ogni cosa che mi dicono i miei figli finisco per pensare per giorni, oppure capita a tutte.

Perchè questa richiesta qui sembra innocente ma scatena in me tutta una serie di ragionamenti.

Io non sono a mio agio con gli animali e equitazione non ha mai fatto parte del mio vissuto da bambina. Per me i bambini fanno nuoto, tennis, ginnastica artistica, danza, pallavolo... cose così insomma. Cose che o sviluppano il fisico armoniosamente o insegnano il gioco di squadra. Cose educative, insomma.
Ma equitazione? Che sport è? Così per prima cosa mi viene da pensare.

E poi ci rifletto e penso che in effetti, il contatto con la natura, le passeggiate che un giorno potrebbe fare con gli amici, addirittura le garette a insegnare successo e fallimento... sembra che ci siano tutti gli ingredienti.

Allora passo all'obiezione successiva. I soldi. Voglio dire, certo è uno sport costoso.
Ma non è che Marta lo dica per vizio, per il capriccio del momento. Ha letto libri di tecnica che ha trovato in giro, si è fatta delle ricerche su internet, è tutto l'inverno che cavalca e striglia i suoi fratelli (poveri loro) e oggi mentre cercavo di organizzare le loro cartelle per l'inizio della scuola, ho trovato un maxi pigna con una copertina di plastica azzurra come quelle che ricoprono i quaderni di scuola (quelle con la finestrella per il nome e le patelline trasparenti per tenere il segno, per intenderci) con scritto "cavalli" sopra e dentro una sfilza di ricerche che farebbero impallidire la maestra di scienze.
Dove fossi io quando lei si è trovata quella copertina azzurra e si è organizzata quel quaderno e si è fatta quelle ricerche lo sa solo iddio, ma dall'evidenza non si sfugge.

I soldi dicevo e sull'argomento cè poco da aggiungere. Se non il particolare che Marta mi dice mamma lo so che costa, fammi fare solo quello mamma, solo quello, una volta alla settimana.

Passiamo all'ultima considerazione. Le location. Tutte le scuole di equitazione sono in posti scomodissimi. Traffico a iosa per raggiungere stradine sterrate nel cuore della Brianza per poi star lì ad aspettare che passi l'ora, chè coi piedi d'inverno che si congelano e tutti quei cani che per forza trovi nei maneggi (giustamente, ma io ho paura dei cani) io voglio solo morire.

Ecco, questo mi viene in mente alla richiesta di Marta, mamma voglio fare cavallo.

Questa estate è caduta una stella e Marta l'ha puntata e poi si è assorta come si fa in quelle circostanze. E' arrivato suo fratello guastafeste e dire "io lo so cosa hai chiesto: voglio fare cavallo!!!" col tono na-na-nanana dei bimbi. Marta è scoppiata a piangere e lo ha insultato per aver sprecato il suo desiderio. Io son caduta dalle nuvole.

Davvero, nonostante i miei giusti (?) ragionamenti, mia figlia guarda una stella e desidera quello???

Quando ero piccola, credo proprio 10-12 anni, mio padre viaggiava spesso e spesso andava in Giappone. Una volta è tornato con una piccola sveglia al quarzo che ai tempi era cosa mai vista. Al viaggio successivo gli chiesi se poteva portarmi una radiosveglia perchè volevo svegliarmi con la musica, faceva fico. Naturalmente per musica io intendevo l'FM, naturalmente lui non lo sapeva, naturalmente lui mi portò una radiosveglia favolosa che captava solo l'AM.
Non gliel'ho mai detto della delusione e della frustazione cocente. Me ne stavo nel lettino ogni sera ad osservare quell'oggetto imperfetto divisa tra l'amore per mio padre che mi aveva scelto quel regalo e l'odio per avermelo scelto sbagliato. Per anni ho fatto finta di usarla. E non l'ho mai buttata via. L'ho giusto vista pochi giorni fa sulla mensola della loro casa al mare.

Forse non è un esempio che calza alla perfezione, ma mi sono chiesta se in queste sere qui in cui si stanno decidendo le attività di tutti per l'inverno, Marta se ne vada a letto e fatichi ad addormentarsi, sperando che il cervello di mamma funzioni bene e le lasci fare quello che l'appassiona piuttosto che funzionare male e farle fare quello che credo dovrebbe appassionarla, perchè interessa me.

Al momento siamo in stallo su un compromesso: fa pattinaggio, o pallavolo che sono vicini a casa con la promessa che una volta al mese andiamo a cavallo. E poi vediamo come va. Poi vediamo se la passione è vera.

Però io quella sicurezza di mamma lì che pavento con lei, qui mica la dò a bere a nessuno.

Continuo a chiedermi quale sia la giusta proporzione. Posto che il mio vissuto da bambina debba valere zero (a riuscirci, eh? perchè mica è facile), frustrazione, passione, soldi, scomodità che percentuale giusta dovrebbero avere per fare una torta buona?

Friday, September 01, 2006

L'Autunno

Rosa spinosa
che il vento appare e nasconde;
rovi e ramaglie proteggono
il tuo accorrere delicato.
Mia stella odorosa
luminosa, mia bella
amorosa palpitante
sorella. Mio semplice
fragile esempio
mia spina dolente
mia buona novella.

(Finalista del Premio Nazionale di Poesia il Fiore)

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