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Sunday, December 24, 2006

Buon Natale!
Buon Natale!
Buon Natale!
:)

Thursday, December 21, 2006

A. Dove pianteresti 4 alberi in modo che siano tutti equidistanti tra loro?

B. Un uomo compra un cavallo per 60 euro, lo rivende per 70, lo ricompra per 80 e alla fine lo rivende per 90. Quanto ci ha guadagnato?

C. Il padre di Brenda ha cinque figlie: Papa, Pepe, Pipi, Popo. Come si chiama la quinta figlia?

Mi dedico ai quiz perchè se no scriverei un post infinito su quanto mi senta brutta, inutile e grassa. Anzi, grassa no. Peggio. Non sono grassa, sono spessa. Che è moolto peggio.

PS. B e C alla fine ci sono arrivata, ma che qualcuno mi dia un'aiutino su A perchè se no ci perdo le notti :)

Friday, December 15, 2006



Tornando dalla montagna. Tre ore e più di macchina, la metà attraverso paesini di campagna.

Io ho deciso che ODIO quei Babbo Natale fantoccio.

Te li trovi dappertutto, cuciti alle loro scalette che s'arrampicano su per i camini, su per i muri come un'invasione di spiderman travestiti, penzolanti dai balconi che se sei distratta ti viene un colpo ommamma Babbo Natale si è impiccato.

Ne ho visto uno grande più dell'allenatore di rugby dei miei figli seduto su una sedia a dondolo nel patio di una villetta piemontese con un sacco di iuta ai piedi e giuro che quasi sembrava che il petto gli si alzasse e abbassasse per l'affanno.

Io da piccola facevo il presepe. Svuotavamo metà della libreria per accatastare un po' a piramide i libri in un angolo e poi si ricoprivano con la carta mimetica. Si faceva il laghetto con la stagnola e poi il muschio riciclato di anno in anno, sempre più polveroso, e poi la farina nel colino a nevicare.
Nel laghetto ci stava una papera di plastica gialla e i tre paperotti dietro erano tutti attaccati in una sola colata di plastica.
Il momento di metterli nel laghetto era il mio preferito.
Che a pensarci adesso qualche psicoanalista direbbe che era già tutto lì e invece no, io garantisco che 'sta banana che era già tutto lì e la colata che me ne ha fatti sfornare due insieme sfidando la logica di due amplessi scoperti = due concepimenti era una colata dalla mano tremula, come quando versi l'olio dalla tanica nella bottiglia con l'imbuto e sbagli a calcolare i tempi di discesa dall'imbuto che si riempie alla bottiglia.

L'albero di Natale qui al nord si dovrebbe fare a San'Ambrogio.
Infatti, oggi non è mica Sant'Ambrogio?

Ragazzi, stasera si fa l'albero e il presepe (il nostro presepe è, diciamo, abbastanza minimalista....n.d.r.)
Mamma, posso farlo guardando Everwood?
Ehmmm.... no, direi di no
Perchè mamma?
Perchè.....

perchè? ogni volta che i miei figli mi chiedono di non fare qualcosa perchè c'è un programma in tv, a me viene in mente che credo di non aver mai visto in vita mia la fine di una puntata di Charlie's Angels, perchè cominciava alle sette di sera e finiva alle sette e quaranta e a casa mia si mangiava alle sette e mezza. Che tristezza quel richiamo "a tavolaaa!!!" mentre Farrah Fawcett spianava la pistola tenendola con due mani.

No, perchè.... fare l'albero e il presepe significa stare insieme ad aprire i pezzi di giornale che avvolgono le cose fragili e sentire la loro storia.
Ma mamma, il Natale non vuole dire guardare le cose che non si vedono da un anno, vuol dire aspettare la nascità di Gesù.
Ehmmm... ehmmm... ehmmm...che si risponde qui?
Marta, fare l'albero e il presepe insieme vuole dire prepararsi al Natale insieme.
Ah!

Essì, ah!
Sapessi amore mio quanti uh? c'ho dentro io e quanta sicurezza certe volte mi dà come madre vedere che basta che io ti dica una cosa con tono un po' sicuro per trasmormare un tuo uh? in un ah!.
Quanta pace mi dà questo fatto che grazie alla tua fiducia di bambina gli uh diventano ah e tu sei serena.

Mamma, ma questo.... l'ho fatto all'asilo...
Guarda, qui c'è una poesia, la voglio mettere sull'albero aperta così Babbo Natale la può leggere.
Ehi, bimbi, guardate questa pallina, vedete qui? Questi segni nel polistirolo? Sono i vostri denti, perchè da piccini tiravate giù le palle e le mordevate.
Risata.
Davverlo mamma, le morlevamo?
Mamma, ma queste sono pesanti!!
Ehi, attenta, queste noooo! Fai attenzione, queste me le ha regalate la nonna, sono due palline come le facevano un tempo e adesso non esistono più, sono di vetro vero e spesso, se cadono si rompono loro e vi faccio a pezzi io.
Ehi, mamma, con questi cosa faccio? cosa sono?
Sono nastrini rossi.
Ma non sono palline mamma.
No, perchè il primo anno mamma e papà non avevano tanti soldi e allora facevano i fiocchetti sull'albero.
E questa mucca, mamma?
Quella l'ha fatta a mano un'amico artista dello zio Stephen.
Mamma guarda, questa renna me l'ha comprata la nonna l'anno scorso.
Questo cuoricino di das, l'ho fatto io!!!

Abbiamo fatto l'albero stasera.
Nel mentre di tutte queste voci che commentavano io ho guardato Marta e le ho detto in un soffio capisci ora cosa intendevo prima?
Solo un soffio veloce tra la confusione generale.
Lei si è illuminata in un sorriso complice.
Un incrocio di espressioni che lei ha già dimenticato, ma io no.

Mamma, posso mettere l'angelo sulla punta?
Ok, amore ti aiuto....

Nessun aiuto. Fa una piroletta di danza prima, si slancia un po' in avanti e fa scivolare il rametto dentro all'angelo.

Quest'anno Marta ci arriva alzandosi appena sulle punte :).

Thursday, December 14, 2006

Quando Squonk mi ha mandato la mail d'invito a scrivere, la mia prima reazione è stata di puro piacere.
Si, si, si, che bello. Avevo letto le edizioni passate e sorriso tanto. Poter partecipare davvero mi onorava, mi divertiva, mi metteva allegria.

Ma l'8 dicembre si è fatto sempre più vicino e io sempre più lontana dalla possibilità di matchare la scadenza.

C'è sempre qualcosa da rincorrere prima, sempre una priorità del ***** (metto gli asterischi perchè pare che ultimamente i troppi ***** abbiano invitato lettori che digitano ***** su google a visitare questo luogo con assiduità ridicola, segno che son troppo sboccata, chiaramente) che si smangiucchia i miei momenti liberi.
Del ***** perchè se ci fai caso la priorità di oggi che non riesci a matchare, quasi sempre l'indomani per magia non è più una priorità. Il sonno l'ha ridimensionata e il giorno ne ha fatto spuntare fuori un'altra.
E allora lasciar passare qualcosa a cui tieni per una priorità che incalza un'altra priorità, è un vero peccato.

Ecco, io sono abituata a tenere dentro le piccole frustrazioni del vorrei ma non posso, ci provo ma poi non ce la fai. E' uno skill che poi diventa normale, se hai bambini. Voglio dire, l'anno scorso il 31 dicembre piangevo da sola nel supermercato con un cotechino piccolo e una piccola scatola di lenticchie in mano perchè mi si era sfumata sotto gli occhi la possibilità di piazzare i figli e farmi in capodanno con gli amici.
Oppure la storia della matita dell'albergo.
Alla fine son stupidate, per questo poi ci ridi su.

Insomma, scrivere lì mi sarebbe proprio piaciuto.
Ma da una che ieri sera si è dimenticata di sostituire il dentino di Davide con i soldini, cosa mi posso aspettare, se non di toppare la scadenza?

Poco importa perchè mi diverto lo stesso, e sorrido. A leggere.

Bravo Squonk a mettere insieme tutta la banda e...scusa se ti ho preso in prestito il link, ma non son capace di caricare un pdf sul mio blog :)

Friday, December 08, 2006


Aaaahhh che bello... 4 succosi giorni di vacanza con la mia famiglia.

Aaaahhh che guduria. Sono viva.

No, perchè non si deve mai dare niente per scontato. Uno pensa che è vivo, ma magari è morto. Infatti io potrei essere morta, e invece sono viva, a godermi questi 4 grassi giorni coi miei bimbi.

Ero su un aereo tre giorni fa.
Io ho paura di volare. Forse che l'ho già scritto??? Naaa....

Me ne andavo minimanagerialmente a Roma a fare questo convegno, facendo minimanagerialmente finta che io con la mia borsa col piccì dentro siamo una cosa sola nell'aria e tra le nuvole, seduta tra i miei due colleghi. Viaggio senza neanche una buca nella strada. Per mantenermi presente a me stessa io faccio finta di essere in treno quando sono in aereo e cerco di autoconvincermi che le turbolenze siano sassolini sulle rotaie. Non funziona mai. Ogni volta che l'aereo sobbalza io penso è la fine. Ma nessun sobbalzo andando a Roma.

A parte all'atterraggio.

Ho talmente paura di volare che ho studiato attentamente TUTTO e ora so giudicare d'istinto se l'aereo arriva troppo veloce sulla pista, se è in assetto perfetto, se il pilota è bravo, se le ruote rimbalzeranno o no. Lo so che sembra matto, ma datemi 10 atterraggi uno dietro l'altro e ve lo dimostro.

Cazzo, è storto. Lo penso, lo dico a voce alta.
Ma dai. La mia collega.
Ed è veloce.
Ma dai...

Così il rimbalzo non mi sorprende.
Pilota così così. Penso.

Cazzo che rimbalzo forte. Tendo la mano verso il sedile di fronte pronta al secondo rimbalzo. Pilota incompetente. Penso.

Cazzo il secondo rimbalzo non arriva.

Mi preparo allo schianto. Giuro che aspetto e aspetto il rumore stonato.

Invece arriva un lieve tocco.

Vedi? la collega di fianco sorridendo.
Vedi 'sto cazzo, il mio corpo tutto fatto di un'intuizione a cui credere solo dopo.

Nessuna frenata. Registro in un soffio di un secondo.

Apro gli occhi. Alzo gli occhi.
Come cazzo fa ad atterrare se la punta sta su, come una specie di dolce impennata?

L'aereo decolla.
Urla contenute.
Silenzio di tomba.

Scoppio a piangere.
Silenzio di tomba.
Mi manca l'aria. E' attacco di panico.
Io ho paura di volare.

Stiamo morendo? Quella della fila dietro.
Asma, mia.
E' un terrorista, ci schiantano contro il Colosseo. Quello di fianco che ha dormito tutto il viaggio e che per quanto mi riguarda poteva anche continuare a farlo.

Piango. Penso che il pilota abbia avuto un attacco di nervi, che magari non sa davvero pilotare. Stupido incompetente del menga. Adesso che fai? riprovi? Sulla nostra pellaccia? Ti ha lasciato la moglie? Non ce la fai più con i turni estenuanti? Era un aereo scuola guida e non ce l'hanno detto?
Chi cazzo ci riporta giù????

L'aereo prende quota piano. Non un decollo normale, questo è sicuro. Va su meno ripido, più calmo, quasi che ci fosse qualcuno a convincerlo a voce e non con la potenza dei motori.

Saran stati almeno 8 minuti prima che il capitano dicesse ci scusiamo per l'inconveniente, abbiamo dovuto ridecollare a causa di un areomobile che occupava la pista.

Ah.

Tu, pilota... io subisco all'istante tutto il fascino della tua divisa. Ti adoro. Sei il più bravo pilota del mondo. Ti sposo se me lo chiedi.
No, non ora, non uscire dalla cabina.
C'è tempo.
Potrò dichiararti tutto il mio amore quando mi porterai su un aliante e mi insegnerai che le nuvole sono solo rotaie morbide.

Ora sono in vacanza. In vacanza in montagna.
In vacanza coi miei bimbi.
Avevo tanta voglia di essere in vacanza coi miei bimbi. Voglia di essere viva, ma voglia di stare con loro. Parlare, giocare, pastrugnare, recuperare storie trascurate la sera frettolosa.
C'è anche Sara, l'amichetta di Marta.

Siamo tutti insieme, come la famiglia felice, ma la verità è che loro, i bimbi, non ci sono. Sono quattro, due femmine e due maschi. La formazione costante è: le due femmine chiuse in camera con lo stereo a palla e i due maschi, piccoli e citrulli, che schizzano come burattini ad un loro sollevamento del dito indice.
C'è un foglietto davanti alla porta della camera. Da una parte c'è scritto NON ENTRARE, dall'altra BENVENUTI.

Siamo tutti alla mercè di due bambine di 9/10 anni, altro che pilota d'aereo.
Quando di vestono è NON ENTRARE, quando si pettinano è NON ENTRARE, quando è ora di merenda è BENVENUTI, quando è ora dei segreti è NON ENTRARE.

Io sembro avere un pass speciale. Credo di essermelo guadagnato quando ieri Sara, che è un anno più grande di Marta e comincia ad avere un accenno di seno, mi ha chiesto se potevo farle vedere come si piega un reggiseno. Mi ha messo tra le mani due triangolini che ci avrei potuto fare le vele di una barchetta per giocare coi bambini ma io ho capito che dovevo stare seria e li ho cerimonialmente sovrapposti, ne ho fatto un piccolo nido e ci ho adagiato dentro le bretelline. Ecco. E' stata un'emozione.

Stasera ho capito che l'unico modo per passare un po' di tempo con loro era diventare una Cheetah Girl. Mi hanno truccato loro, mi hanno pettinato loro. E poi abbiamo ballato insieme.

'cause we are sisters.... we stand together.....
amigos. cheetahs. friends for life.........

Saturday, December 02, 2006

Metti di essere una minimanager oggi e di aver avuto tre anni fa (quando non eri minimanager) un programmatore a cui hai affidato un lavoro per conto di un tuo cliente e metti che il tuo cliente sia una grossa multinazionale.
Metti che il suddetto programmatore sia stato pagato per quel lavoro e che da allora l'accrocchio da lui creato stia funzionando senza una piega con un interfaccia utenti (utenti della multinazionale).
Metti che nel frattempo a quel programmatore gli sia stato detto che per i siti preferisco usare qualcun altro, con un profilo più marketing che tecnico, ma che tutti i progetti di pura programmazione rimangono comunque suoi.
Metti che il suddetto programmatore la prenda male e si offenda, oltrepassi la porta e scompaia. Metti che ora quel lavoro della multinazionale abbia bisogno di un update e che il suddetto programmatore si rifiuti di cederti i sorgenti, anche a pagamento.

Ora, lo so che magari lui crede di avere anche un profilo marketing (che invece io credo non abbia, o almeno non abbastanza per quello che serve a me) e che è sempre brutto un rifiuto.
Lo so che si sta avvicinando il Natale e dovremmo essere tutti più buoni.
Ma io ho una gran voglia di sputtanarlo e non so come fare.

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