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Thursday, January 04, 2007


Ieri sera è successa una cosa straordinaria. Strana davvero. Che la scrivo qui ma poi vai a spiegarla alla gente.
Ma prima devo scrivere del Natale, perbacco.

Quest'anno davvero son stata messa in difficoltà.
Passi la famosa lettera.
Ma non possono passare tutti i babbo natali appesi, nè quelli che girovagano per il centro della città offrendo caramelle, sorrisi, palloncini, quelli che se ne stanno stampati su mega poster pubblicitari, quello della locandina degli sconti del supermercato che dice "e poi dite che non esisto".

Insomma, Babbo Natale, non si deve vedere, perdio. Lo sanno tutti che non si deve vedere ma solo immaginare. Giù per il camino, a trovare mille possibili motivi per cui una pancia così grossa ci passi da un buco così stretto. E il tempo che si ferma, e il rum/whisky/alcool che si sgrolla giù in ogni casa, ma come farà mai?
E le letterine scritte in brutta, riscritte, pensate... sarà troppo? togliamo questo, mamma aggiungo quest'altro dici che ce la fa?

A ben pensarci io mi son sempre sentita un po' sciocca a scrivere a Babbo Natale, ma forse perchè mia madre non l'ho sentita mai molto calata nella parte.
E devo dire che a calarsi nella parte come mamma uno c'ha mille ostacoli.... Giacomo per esempio, la sua letterina era un foglio a quadretti lasciato dentro al camino. Ad ogni pubblicità della tele si alzava e aggiungeva due righe. Una lista della spesa insulsa e costosisssima.

Prima di Natale si è svolta questa conversazione familiare, a cena, intorno al tavolo.
Davide: mamma, tu ci credi a babbo natale?
mamma: ehmmm... io si, tu no?
Davide abbozza una risposta ma è interrotto da
Giacomo: a scuola i miei amici dicono che non esiste ma io lo vedo ogni volta quindi esiste
(è il vicino di casa travestito, n.d.r.)
Mamma: bè, allora esiste, se noi ci crediamo esiste.

Quello che mi preme di più al momento è Marta. Io lo so che lei sa. Ma proprio il giorno prima ho detto a Philip che speravo di non doverglielo mai dire, di trovare un modo per confermarle che non esiste, perchè è giusto che non si senta presa in giro, senza dirglielo apertamente.
Ci speravo davvero, perchè l'intesa degli occhi coi miei bimbi per me vale sempre 100 più che le parole.
Infatti, ho deciso che più che potrò, le cose brutte della vita (e che Babbo Natale non esista è ben brutto, se ci pensi) cercherò di spiegarle a sguardi.
Mi sembra che le parole sian brutali la maggior parte delle volte, mentre invece gli sguardi lascino una speranza e un'allegria.
Quindi la mia domanda è andata a Marta..

Mamma: e tu, Marta ci credi a Babbo Natale?
Marta alza il dito indice davanti alla sua faccia e dice ammiccando: mamma, io mi nascondo dietro ad un dito. Io strizzo veloce l'occhio destro.

Ecco, perfetto, l'avevo solo sognato il giorno prima con Philip e mi succede subito sotto gli occhi. Può una mamma essere più fortunata di così?

Più tardi me la son presa in braccio e le ho detto in un orecchio: grazie, sei una grande bambina. Mi auguro lei abbia capito esattamente a cosa mi stessi riferendo, a quella dote particolare di saper dosare le risposte al contesto di chi ti ascolta.

Siamo stati a sciare in questi giorni.
Non so se potrei mai rendere per iscritto questa vacanza.
Ridere in continuazione potrebbe valere come descrizione?
Avere una sottile paura ogni istante per almeno 4 ore continuative potrebbe valere come descrizione?

I bambini sono fatti di gomma. Te ne convinci quando li vedi perpendicolari a una pista rossa a vincere la forza di gravità con uno spazzaneve-spaccata e le ginocchia si piegano in dentro e la schiena si sdraia sulla pista.
Ma la chicca è quando tutti arrossati ti vengono incontro alla fine della lezione e ti dicono "lo sai che il maestro ci ha fatto prendere la seggiovia da soli???"

Che cosa????

E' cominciato tutto da qui.
Prima io ero una donna diversa. Ah-ah, spavalda, sicura, serena ottimista.
Ma se un incidente avviene proprio mentre tu sei concentrata per fare in modo che non avvenga, allora tutti i tuoi sistemi, i tuoi punti di riferimento si stravolgono.
Lo so, lo so bene che son diventata un peso e ho anche contemplato un aiutino di un dottore. Ma poi testona come sono ho deciso che ce la farò da sola. Mi appoggio al pensiero che assolutamente non devo trasmettere questa odiosa ansia ai miei figli e lì mi aggrappo con una mano mentre con l'altra faccio marameo all'analista :).

Due anni fa Marta mi ha chiesto di prendere la seggiovia con la sua amichetta, da sole. Io ho detto si e ho preso il seggiolino dietro. Ma entrambe eran troppo corte per appoggiare gli sci sul predellino della sbarra di sicurezza e quella stolta decise di tirarsi su proprio mentre le due bambine penzolavano nel punto di massimo srapiombo della pista. Era una baby pista, sia inteso, mica roba da drammatizzare, ma in quel punto... almeno 8 metri.
Io seduta dietro ho visto tutto.... state fermeeeee!!! indietrooooo!!! sedute bene indietroo!!! non un movimento!!!! fermeee!!

Dirlo dopo, che alla fine non è successo un beato niente, che il montanaro che sta a vigilare al casotto dell'arrivo ne avrà viste ben di peggio, non fa così impressione come a viverlo in diretta.
Ma Giacomo e Davide sulla seggiovia da soli.....ecco, diotiringrazio non c'ero a vedere.

Infatti, diotiringrazio non ci sono a vedere un sacco di cose che loro fanno e diotipregorisparmiami di vedere tutte le molte a venire.

Han preso la seggiovia da soli e sapevan perfino come fare e quando tirar su la sbarra all'arrivo (intendo, al momento giusto, non tre piloni prima con lo strapiombo sotto) e io non gliel'avevo mica insegnato.

Ecco. Così. E poi uno si sta a preoccupare e a non dormire la notte.
Insomma, per quanto ti preoccupi e cerchi di prevedere i pericoli, poi ci son pericoli che pensi che sian pericoli, continuano ad essere pericoli e loro se la cavano lo stesso. Allora non son pericoli, sant'iddio e io mi devo ridimensionare.

Torniamo a ieri sera.
Io non ho familiarità con gli animali. Mai avuta. Ho paura dei cani e in genere di peli fitti caldi con sotto un cuore che batte.
I gatti poi, col fatto che c'hanno le unghie e graffiano, anche solo per giocare... io ho paura del dolore fisico e un graffio può essere ben doloroso. E poi i gatti son indipendenti e opportunisti.
Già di per se io non amo gli animali, ma i gatti proprio non li sopporto.
Ieri sera me ne arrivo in campagna e nel buio sotto il patio, dal nulla, si materializza questo gattino (si scoprira poii gattina, infatti).

Qui lo scrivo e poi lo nego, perchè è chiaramente folle, ma non so se ero io catapultata in un'altra vita o la gattina, fatto sta che era tutto assolutamente normale, come fosse stata lì sa sempre.
Aprire il frigo e prendere il latte, lasciare la porta aperta, tirare fuori la pallina da tennis, ridere tutti insieme delle sue acrobazie, vederla passare la porta e acciambellarsi sul divano, fare le fusa alle carezze dei bambini.

Dopo un po' mi è venuto un risolino isterico. Molto simile a quello che è durato circa 30 ore dopo che il ginecologo mi ha detto che erano due cuori a battere nell'utero.
Io non so come spiegarlo, ma anche a guardar Philip con un tentativo di interrogazione del tipo che si fa qui? ci veniva da ridere che la bocca diceva no e gli occhi scintillavano di si.

Io odio i gatti. Davvero.
Non so cosa sia successo ieri sera.

Dopo essersi placidamente addormentata sul divano come se non avesse fatto altro fin dalla nascita, la gattina è stata messa in una cesta dentro ad una coperta di pile fuori sul patio. E ci è stata. Come se fosse la cosa più giusta al mondo, in attesa di convincermi/ci (a questo punto solo MI) che a tenerla dentro non distruggerà i divani.
E stamattina era lì alla porta ad aspettare che qualcuno l'aprisse come a dire "adesso mi credi?"

Io non so un beato casso di gatti. Che cosa mangiano, dove dormono, cosa vogliono, se grattano i divani, se cagano sul parquet, se è troppo freddo fuori o se dovrei mettere la cesta ne bagno.

So solo che questo a me non sembra affatto un gatto. Sembra un umano.
Se non fosse che generalmente faccio ragionamenti sani, mi verrebbe da dire che sia nonno Bill arrivato a passare del tempo con noi, con suo figlio, coi suoi nipoti, dopo questo primo Natale senza di lui.
Ma chiaramente è una cazzata questa che ho appena scritto :).

Oggi mentre ero in ufficio c'è stata una spedizione. Ho ricevuto un sms che diceva "we now have all cat equipment".

Ah.

Credo che avremo un gatto.
Credo che lo chiameremo Maybe.

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