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Saturday, January 13, 2007

Vai a spiegare cos'è un colpo di fulmine ad una bimba (bimba?) di 9 anni.

La spedizione al canile/gattile oggi è stata un disastro. A parte la gente fitta, i volontari affannati, tutto mancava di quella magia e di quel silenzio con cui Maybe si è palesato 10 giorni fa.

Eran belli, i gatti, ognuno una storia che in parte già conoscevamo da internet, chè Marta mi sa si dev'esser studiata a memoria il sito in questi giorni.

Ma poi là era distratta, sottilmente superficiale. Non era là, con tutta se stessa. O forse c'era ma non trovava se stessa. Dio l'odore là dentro, ora che ci penso, scaccerebbe qualsiasi se stesso.

Un viaggio a vuoto. E dopo, non un accenno nella conversazione per tutto il giorno.

Allora a cena io e Philip abbiam detto che forse era solo una cosa da bambini, che loro guardavano la televisione ora come se nulla fosse successo. Una cosa come solo i bambini sanno fare. Una cosa del tipo che tu sei lì che rimugini su come renderli felici e loro son già passati oltre. Mi è capitato spesso nella mia vita di mamma.

Valà che in fondo è stata solo una parentesi. Evvai che l'abbiamo risolta. Capitolo chiuso, torniamo alla nostra vita, chè io... a me piaceva 'sto gattino per casa, ma la mattina quando me ne giravo a piedi scalzi e lui mi attaccava l'alluce con i suoi saltelli gioiosi....

Stasera all'ora di andare a letto, tutta la routine di sempre si srotolava nei gesti e Marta dice "mamma quando mi vieni a dare il bacino ti posso dire le mie impressioni sui gatti?"
Ocasso forse la parentesi non è proprio proprio chiusa.

Allora si ricorda.

La sua voce non è quella proprio che conosco. E' un po' impostata, come a recitare una parte che pensa sia quella che ci si aspetta.
E infatti mi sciorina banalità mascherate da brava bambina.

Mamma, quello là a sinistra mi è piaciuto.
Come quello a sinistra.... non lo hai neanche guardato.
Giuro che non lo ha neanche guardato.
E quello appena castrato con l'orecchio verde (di tintura ndr) era simpatico.
E quello nero era carino ma era maschio.

Lacrime cominciano a pungerle gli occhi.

Se rinasco io voglio fare un lavoro che coinvolga i bambini. Apro un'asilo, faccio la maestra, qualsiasi lavoro che mi faccia stare a contatto con i bambini.
Mi rapisce il modo in cui loro sentono le cose senza sapersele spiegare.

Piange e non sa perchè.

Piange perchè sente che è diverso che comprare un animale col Nintendogs.
Marta, non è così che funziona, non è che uno va in un negozio, dice voglio quello e comincia a voler bene ad un essere vivente.
Lei fa si con la faccina arrossata.

Piange perchè Maybe non si sostituisce.
Marta, non è che Maybe si è rotto come una Barbie e basta ricomprarlo.
Un altro si, deglutendo le lacrime.

Piange perchè...
Marta, a volte uno si innamora con un colpo di fulmine. Poi è difficile che si ripeta. Forse non succederà mai più, forse succederà ancora. Bisogna aspettare.
Un altro si col mento. Un si coraggioso. Il si che mi stronca di tenerezza.

Marta si è innamorata di Maybe. Tutti noi ci siamo innamorati di Maybe. Tutti noi abbiamo avuto un colpo di fulmine e tutti noi speravamo in una replica oggi che non è arrivata.

Io sono adulta e ho imparato ad aspettare.
Marta è una bimba e il modo in cui ascolta le mie parole e si fida della mia guida mi riempie di una tenerezza struggente.

Stasera prima che tutto ciò succedesse, abbiamo cucinato insieme. Le ho insegnato ad accendere i fornelli. Tutto sul gas, sui rischi del gas aperto (li sapeva già.... mi ha detto che a scuola le hanno insegnato che se sentono un odore strano devono aprire tutte le finestre e non accendere le luci - non la sapevo, questa storia delle luci...). Lei ha fatto le prove, ha provato da sola, ha studiato tutte le manopole e questo allora accende quel fornello lì a sinistra e questo quello al centro... La guardavo e lei mi ha detto perchè mi guardi così? e io ho risposto che era perchè stentavo a credere che le stessi insegnando a come accendere i fornelli. E mentre lo dicevo lei non sa che mi si è sovrapposta nella mente quella fotografia di lei in braccio a Philip che quasi in lunghezza non copriva la sua spalla con un cerotto sul piede nudo a coprire un buchino per quel test che fanno da piccoli che non mi ricordo come si chiama, ma comunque il cerotto era quasi più lungo del suo piede.

In una sera le ho insegnato ad accendere i fornelli e ho cercato di insegnarle cosa fosse l'amore a prima vista.

Ora son stanca e me ne vado a letto.

PS. Al canile c'era un'ammasso di pelo tremante. Mi sono avvicinata alla gabbia per guardare meglio. Due occhi così tristi e ficcanti. Non mollavano i miei. Ho fatto un cenno incerto e una zampa si è alzata tra le sbarre a cercare un contatto. Era una cane. Non l'ho detto a nessuno.

Odio i colpi di fulmine. Mi han sempre messa nei guai i colpi di fulmine.

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