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Tuesday, March 27, 2007

C'è una cosa che mi manca davvero dell'Inghilterra.
Quando eravamo là, io e Philip, tutto era nuovo a me, non solo il paese, ma anche le bollette da gestire, il mutuo da pagare, l'idraulico da chiamare.... insomma tutte quelle cose che fino ad allora aveva fatto mio padre o qualcun altro per me erano una novità che adesso mi smazzavo con mio marito.
Eravamo soli, a parte gli amici, e dovevamo sbrigarcela da soli la nostra quotidianità, decidere da soli, risolvercela da soli.
E' così che sono diventata adulta, cha da ragazza italiana laureata con comodo e abituata ad avere praticamente tutto quello che desiderava senza tanto indagare come mi arrivasse, son diventata grande. Con mio marito.

Mi manca dell'Inghilterra quella complicità solo nostra di decidere senza che altri ci mettessero il becco. Non che qui in Italia non abbiamo la libertà di sceglierci le nostre direzioni, siam entrambi over 40 adesso (ahimè, ...azz..), ma a volte mi stupisce di vedere quanti si sentano in diritto di dire la loro e di esprimere un giudizio. Ecco, era qui che volevo arrivare. Al giudizio.

In Inghilterra ci sono arrivata carica di tutte le insicurezze di figlia borghese che può mettersi le dita nel naso ma dio ti aiuti se qualcuno lo scopre.
Ne sono tornata più che mai convinta che la figura che uno fa non è niente di più che il riflesso di quello che gli altri percepiscono di te e non ci puoi fare proprio niente se non cercare di essere te stessa e se piaci bene se non piaci amen.

Non sto qui a cominciare con frasi tipo "secondo me" oppure "mi potrei anche sbagliare". Me lo hanno insegnato a scuola che scrivere secondo me in un tema è idiota, figuriamoci in un blog.
Quindi sorvolo i preamboli e dico che nella cultura inglese che ho conosciuto io, nessuno si permette di interferire con quello che sei o che fai. Perlopiù si prende atto di come sei o cosa fai e se piace si diventa amici se non piace si rimane conoscenti. Semplice.
Egoista? Non credo. Rispettoso, secondo me.

Ultimamente, per vari motivi che non sto qui a spiegare, mi son sentita scrutata, in alcuni casi attaccata, in generale criticata e messa sotto analisi da più parti, virtuali, perfino familiari, amichevoli o meno.

Non ho un ego molto forte e la mia prima reazione è stata quella di sentirmi una merdaccia, una che ha perso il filo e che, se lo dicono gli altri, deve per forza aver esagerato da qualche parte.

Naturale conseguenza di ciò, avevo deciso di ritrasformarmi in una persona migliore, di fare uno sforzo, tipo quando meccanicamente decidi di tenere finalmente in ordine la tua borsa, e essere più buona.
Così ho vissuto questi giorni, cercando scientemente di far de bene, per ripulirmi del mio egoismo.

E mentre mi applicavo alacremente a questa attività mi son fermata un secondo perchè c'era un rumorino di sottofondo fastidioso che non faceva tornare i conti.

Mi son fermata un secondo, ho scrollato la cenere che dal capo è caduta sugli occhi e ho visto che gli altri, quelli che mi dicono come dovrei essere, hanno anche loro un dito dietro a cui nascondersi.

Ho visto che tirano indietro la pancia per sembrare più magri, ho visto che sparlano di altri a voce invece di scrivere su un blog, ne ho visto uno in particolare che si firma qui con il suo nome quando deve dire cose belle, ma usa uno pseudonimo misterioso quando non è d'accordo con me (lo scoop è: Zagreo è un mio caro amico a cui voglio bene da circa 20 anni), altri fare i saccenti senza avere sostanza dietro, nè competenza.
Generalizzando, ho visto che anche altri si mettono le dita nel naso quando non son visti.
Ho visto che nessuno di questi altri è così umile come chiede a me di essere.

Quindi mi sta tornando la sicurezza di poter continuare a scrivere e mi si faccia il piacere di non stare a cercare il pelo nell'uovo su chi sia più buono e coerente o cattivo e inappropriato o quali siano le caccole più grosse.

Sappiamo tutti essere così mediocri, noi umani, nella nostra più intima intimità che puntare il dito all'altro non è altro che una farsa per farci sentire migliori.

Detto questo, io cercherò comunque di recuperare quello che mi hanno insegnato in Inghilterra, e che ho perso dopo 9 anni di Italia, assorbita da una cultura diversa e, a parte rare e care a me nel cuore eccezioni, martellante.
Cercherò di vivere e lasciar vivere, con tolleranza ed apertura di mente. Cercherò di ridere delle mie piccole e grandi mediocrità (e cercherò di farlo senza mai rinnegarle) e cercherò di ridere di quelle degli altri, senza prenderla sul personale.

Stasera Davide è passato di corsa nel corridoio. Io ero in cucina e l'ho visto per un secondo fulmineo attraversare la cornice della porta saltellando. L'ho richiamato indietro e gli ho chiesto "sei felice?". Lui con la sua faccia di gomma dalle mille espressioni si è tutto illuminato e mi ha detto "si" e poi si è messo nella sua posizione da samurai.
Dio come vorrei che tutti lo vedessero, quando fa il samurai... gli si gonfiano le guance e mette su un'espressione che non fa mai in nessun altra occasione e poi dice "ahiiii, ahhiaiiii, samurlaiiiiiiiii" con le mani incrociate davanti e un piede su a mimare il combattimento.
Con gli occhi che ridono del saper di far ridere. E lì c'è tutto quello che veramente gli importa, a lui e a noi che lo guardiamo. E' la cosa più divertente del mondo quando fa il samurai, con quella spontaneità divina, che non deve preoccuparsi di niente.

Marta, non ho fatto in tempo a varcare la porta che già mi parlava di quella faccenda che, mamma non so se ti ricordi, mamma non pensare che sia un'ossessione, ma sai quella storia che tutti sono in settimana bianca (lei non ci è voluta andare e io non ho insistito...son capace di riconoscere e rispettare le intuizioni di mia figlia e su questo non ho ancora, per ora, dubbi) e che a scuola siamo in pochi e non facciamo niente e che a me e E. piacerebbe tanto andare a cavallo la mattina e passare la giornata ad aiutare in maneggio e si lo so che tu lavori e non puoi mica far finta di essere malata e accompagnarmi però la nonna ha detto oggi, non ci crederai alla coincidenza, mamma, ma proprio oggi la nonna mi ha chiesto se mi va di andare a cavallo una mattina e poi mangiare da lei (coincidenza un corno, Marta, tua nonna è una donna speciale che ha capito tutto e farà in modo che i tuoi desideri si avverino senza che tu capisca che c'è un'orchestra dietro), mamma telefoni, mamma, al maneggio? però mamma devi sentire anche la mamma di E. per coordinare che anche lei possa, Marta non è che adesso mi metto a fare una call conference con il gestore del maneggio e la mamma di E., ti rendi conto che sarebbe alquanto ridicolo? certo che si, mamma, però....senti, tesoro, facciamo che domani chiamo nonna e mi faccio dire la mattina che lei può e poi chiamo il maneggio e vedo se loro possono e poi in un nanosecondo, il più vicino possibile ad una teleconferenza, chiamo la mamma di E. e metto tutti insieme va bene? si, mamma.... come si mamma con quel tono...perdio Marta tua madre mette insieme per lavoro 300 e più persone ogni circa due mesi e pensi che non potrà riuscire a mettere insieme un cavallo, due bimbe fanatiche, una nonna, un gestore di un maneggio che sembra il gigante buono dei biscotti e la mamma della tua amica? dai su, vai a lavarti i denti, mamma si, sei grande (sorriso radioso) - non è che non sappia usare la punteggiatura ma così è quando Marta vuole qualcosa e ti martella - e non è che, qui lo posso pure confessare, io sia così sicura di farcela a mettere insieme un cavallo, anzi due - c'è pure E., mi stavo dimenticando, casso - e tutti gli altri, ma shhh.... incrociamo le dita.

Giacomo. Non vuole tagliarsi i capelli. Controlla sempre l'orologio appena saliamo in macchina la mattina e calcola se la porta della classe sarà già chiusa. Diotiringrazio non lo è mai, chiusa. Giacomo gioca a rugby in una maniera speciale. Tutti gli under7 appena toccano la palla la tengono stretta e cercano di fare meta loro, e poco importa se hanno una catena di bambini attaccati alla caviglia tentando di fermarlo, la palla è loro e se la tengono ben stretta anche se passarla vorrebbe dire una probabile meta. E' normale, mi han spiegato che è normale fino a circa 11 anni, aver poca coscienza del gioco di squadra e volerla fare da padroni, così mamma è papà ti dicono come sei stato bravo solo tu, oppure così tu bambino ti senti il migliore.
Ho visto Giacomo l'altra domenica giocare in un torneo. Era la prima volta che lo vedevo, lui e suo fratello e tutti gli altri bimbi della loro età impegnati in una vera partita con veri avversari provenienti da altri paesini brianzoli. Sapete com'è il rugby? In breve una specie di centrifuga che risucchia i tuoi figli e tu la guardi sperando che da quell'ammasso di carne e tessuto prima o poi ne esca qualcosa che vagamente rassomigli al tuo/tuoi (doppio stess nel mio caso) figli, possibilmente ricomposti nel giusto ordine (testa, quella giusta, sul giusto collo con le giuste braccia e torso e gambe ecc).
Ecco, dalla mischia Giacomo vien sempre fuori con le mani tese e l'aspettativa che in una situazione del genere la cosa più naturale sia che il suo compagno gli passi la palla, chè lui è libero e nessuno degli avversari se n'è ancora accorto.

Tutti e tre i miei figli hanno una cosa speciale. Hanno entusiamo per tutto. Hanno una specie di magia che avvolge tutto e anche quando è evidente che ben poco c'è di magico, loro fan lo stesso finta che ci sia, perchè è divertente. Perchè è poetico, aggiungo io.

Questo mio blog chiude stasera.

Lo dedico a loro, i miei bambini. Non posso con sincerità dire che sia nato per loro perchè non è così. E' nato per me sola e tutta la voglia che avevo di trovare me stessa tra pannolini e pappe e una vita che non mi aspettavo di vivere (cioè, mi aspettavo di viverla così, si, ma non al preciso momento in cui è accaduta). E' tutto loro e resterà qui perchè un giorno, se vorranno, potranno leggere il dietro le quinte di una mamma qualunque che ce la sta mettendo tutta, tutta quella che le sembra possibile ed equilibrato mettere.

E' anche dedicato alla mia amica scomoda, che lei si riconoscerà, e saprà perchè (anzi no glielo dico: perchè sa vivere la mia vita ogni volta che la incontra come se fosse un pezzo sua) e saprà anche accorgersi che io c'ho il piede pruriginoso.

Mi sono divertita da morire. Grazie.

Adesso mi si scusi ma vado a fare l'amore con il mio (gran) marito.

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