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Tuesday, July 03, 2007

Marta ha galoppato. Tre settimane fa.
Ero lì per caso e lei così contenta che per una volta mamma la vedesse. Anzi, stavo quasi per perdermela, la scena.
E' che io non lo sapevo ma nei maneggi non si può giocare a palla nè correre e così avevo portato Giacomo e Davide nel prato di fronte.
Detto tra noi, tra guardare ansiotica mia figlia sballottolare in groppa a un mezzo pony e tirare calci ad un pallone sgonfio con la borsetta in spalla, preferirei essere in ufficio, questo ho pensato.
Vergogna, vergogna.
E' che quando faccio cose coi miei bimbi, se ci penso bene, io mi annoio. Per quanto mi sforzi, quello che mi diverte davvero è uscire con le mie amiche, discutere con mio marito, scrivere, scrivere il mio blog, leggere quel libro da cui non riesco a staccarmi.
Con loro, mi diverto a vedere loro divertirsi, che è diverso da divertirsi.
E' bello lo stesso, infatti, è grandioso, ma è diverso.
E' stato per puro caso che non ce la facessi più a tirar calci al pallone sgonfio proprio mentre Marta lanciava Gigi al galoppo nell'anello grande. Mi è sfrecciata davanti, tutta rossa in faccia, riuscendo perfino a sorridere e lo sai cosa mi ha detto incrociando lo sguardo??? MAMMA NON TI SPAVENTARE.
Spaventare di che? penso io e poi la voce eccitata dell'insegnante "brava così, su la schiena" e poi quel rumore un po' diverso, DUDUM DUDUM DUDUM. Un rumore molto più circolare e grasso, non vagamente isterico come quello del trotto (chissà perchè il trotto mi fa sempre pensare ad una figa di legno e il galoppo a una tonda ragazza lasciva). La schiena di Marta si raddrizza, le gambe di Gigi mi sa che non ci credono che finalmente ci si diverte e la mia bimba si fa tre volte il giro dell'anello con l'occhio concentrato e un sorriso ebete sulla faccia (lo stesso mio).

Ahia ahha ahioa aiiiii. Il samurai di Davide si è evoluto e ora il repertorio comprende varie sfumature, inclusa quella con l'urlo "taglio della panciaaaaa" inaugurata in occasione dell'operazione al nonno.
Inoltre ha smesso di mangiarsi le unghie, ma ha cominciato a fare delle strane smorfie con la bocca, che storpia appena su e giù, a destra e sinistra, anche quando parla. Non ho ancora avuto tempo di documentarmi su cosa vogliano dire i tic nervosi nei figli (tanto di sicuro troverei un pdf che dice che è tutta colpa della madre e per come son messa in questi giorni, semplicemente, non lo sopporterei), continuo a ripetermi che son solo accenni di tic e non veri tic.

Io...attenzione che è successa una cosa straordinaria. Questa mamma ha fatto la sua prima presentazione pubblica. Sissì, lo so, pazzesco. Di tutte le cose della vita una ci avrei scommesso le mutande non sarei mai riuscita a fare e invece eccomi là col mio set di slide davanti a circa 200 persone a spiegare (in inglese, scusa tanto) che la comunicazione cartacea non morirà mai. Era da così tanto tempo che non desideravo scomparire sotto terra che non mi ricordavo più quanto male ci si sente. E' che io con le parole mi impapino, con la scrittura no. Vai a capire questa cosa strana. Comunque mi hanno applaudito alla fine e io segretamente son certa che fosse più per il mio inglese che per quello che ho detto, ma tantè a me è sembrato come di galoppare.

Mio padre, gliel'ho detto, non finirà mai di stupirmi, non finirà mai di insegnarmi. Ci sono due cose che mi struggono di questo suo momento di malattia. Una è che lui mi accoglie nella sua debolezza. Mio padre a me non si è mai mostrato debole e io ho sempre creduto non ci fosse lo spazio per noi due, adulti insieme, di dichiarare di sentirsi in difficoltà. Semmai solo un breve accenno, diluito con lo scherzo, a qualcosa di già superato. E invece mi lascia parlare, mi permette di consolarlo e questa cosa mi riempie di stupore e di calore.
L'altra cosa è vederlo con mia madre in questi giorni di semi emergenza. Si muovono all'unisono e a star loro vicino a volte ti senti un po' di troppo. Son come una palla che rotola compatta, c'è una tensione quasi sensuale tra loro, palpabile; si muovono come in un minuetto di sopracciglia alzate a cui risponde un braccio proteso, di un sospiro sconfortato a cui risponde un sorriso amoroso, di protesione tutta, unita, a far si che le cose vadano bene perchè lo si sente che se andranno bene per uno anche l'altro sarà salvo, altrimenti chi lo sà. Spero con tutto il cuore di arrivare così a 70anni.

Giacomo invece, con la sua logica infallibile di bambino responsabile che SA, ci ha spiegato che siccome il Milan è di Berlusconi, l'Inter deve essere per forza di Prodi e ancora io son qui che mi tengo la pancia dal ridere.
Schiva i bacini della mamma, ma poi si accorge che me ne accorgo e allora mi fa una carezza. Vorrei dirgli che va bene lo stesso, spiegargli che mica mi offende, ma aspetto che lo capisca da solo perchè a me a volte con i figli mi sembra che si debba fare come coi fidanzati: lasciare che le cose si srotolino come devono.

Stasera tutti eccitati mi hanno raccontato del balletto che hanno preparato per il nonno e "mamma domani te lo facciamo vedere, ok? ..... Mamma, domani ci sei?"
"Ehmmm...veramente...." e mentre cercavo le parole giuste per dire che no, sono al lavoro, Marta mi ha tolto con garbo dall'imbarazzo e con calore e ridendo ha detto "vabbè, mamma, la prima volta che ci sei, te lo facciamo e vedrai che ridere".

La fitta, quella fitta di disagio, ok, si, di senso di colpa, la metto da lato: sono allegri, sono spensierati, sono entusiati, sono capaci di aspettare fino a venerdì.
Però....uffi, lo volevo vedere domani, io.

Comments:
Ma, ma, ma?
Vuol dire che questo blog è vivo o non ho capito una mazza come al solito?
 

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