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Wednesday, July 18, 2007

Pensare alla morte è disdicevole? macabro? malato?
Posso pensare alla morte?
Non mia, s'intende. Se non mi son buttata da quella finestra quando Giacomo e Davide avevano 2 anni e mezzo e io guardavo giù pensando non sarà poi così tanto peggio di tutto questo rumore, e di questo casino e di questa folle, frenetica imprevedibilità, non credo mi sfiorerà mai più l'istinto suicida.

Tutti, quando hai dei gemelli, ti chiedono quanto sia stato difficile quando erano neonati. La vera verità è che da neonati non è per niente difficile.
Finchè hai due mani per due biberon.
In realtà non piangono mai tutti insieme e quando capita ti senti così in credito con loro che riesci a non agitarti.

Il difficile viene dopo, quando cominciano a gattonare e poi a camminare e uno va kamikaze da una parte e l'altro allegramente saltellando dall'altra. Di recente qualcuno nella blogofera mi ha epitetato elastic girl e a me si è gonfiato il petto come a un tacchino. No, dico, ce l'avete presente Elastic Girl degli Incredibili? Ecco, io lo prendo come un complimento.

Quindi, fatto salvo, per quei piccoli attacchi di panico che mi assalgono di notte, a volte, quando mi sveglio e penso che i miei bimbi muoiano in circostanze sempre molto tragiche e mi costruisco dei film nella testa che mi vergogno a ripetere perchè sono così ridicoli, io alla morte mica ci penso. Di solito.

Recentemente è morta una cara amica di famiglia.
Diciamo l'equivalente della mia migliore amica per mia madre.
Gli amici dei genitori li vivi di riflesso, ma se ci pensi accompagnano anche la tua vita. Ti accompagnano a fare cose tipo comprare un vestito per un evento di lavoro della mamma, quando mamma è troppo impegnata ad organizzarlo per esserci. Ti tengono a dormire quella notte che i tuoi se ne vanno al cinema o a fare un weekend da soli chè non ne possono più di te o perchè sono anni che non ne fanno uno.
Così ha fatto lei per me e dopo, quando ero diventata grande, le stesse carezze e gli stessi sorrisi e giochi li ha fatti coi miei figli.

La cosa della morte che mi è venuta in mente al suo funerale è stata "posso avere i tuoi segreti?"
Non so se suona brutto a leggerlo, ma una donna così, solare e equilibrata, divertente e intellettuale, buona e interessante...io lo so che questo è quello che si vedeva da fuori ma chissà quanto c'era dietro, quante cose capite, quante mediate, quante accettate e quante no. Chissà quante tante saggezze conquistate e quante sventatezze nascoste.
Mi è venuto come un istinto possessivo di volerle sapere tutte, di volerle rubare dalla bara con i fiori sopra per diventare una donna migliore o forse solo per sentirmi rassicurata.

Qualche sera fa ero su una chiatta nella laguna di fronte a San Marco a Venezia (il perchè è così lungo che ci vuole un altro post) a vedere i fuochi della festa del Redentore. Scoppiettavano nel cielo con forme davvero suggestive e ho pensato a lei. Guardavo l'acqua nera e il parapetto approssimativo costruito credo apposta per accogliere il centinaio di umani mezzi ubriachi e lascivi che l'abitavano per l'occasione.
Pensavo che era nera come il velluto e che avrei anche potuto lasciarmici scivolare dentro con serenità. Una specie di ipnosi che mi rendo conto ad un analista farebbe subito pensare ad uno stato di pre-depressione, ma invece so dentro che non era proprio per niente quello.
Era più una dolcezza serena, un so che potrei scoprire e non mi fa paura ma non adesso.

Oggi un'altra donna è morta. Non l'ho mai conosciuta se non dai racconti. La mamma di un mio amico.
Altri segreti di una vita andati, mai svelati.
Come è giusto che sia.

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